30 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Gluten free e salute

Attenzione alla moda del gluten free: è seriamente pericolosa per la tua salute

Quella del glutine è una vera e propria fobia. Migliaia di persone lo eliminano dalla dieta senza sapere che è più pericolosa l’alimentazione gluten free di quella tradizionale

La pericolosa moda del gluten free
La pericolosa moda del gluten free Shutterstock

I cosiddetti «salutisti» nascono, ogni giorno, come funghi. Ognuno pare essere specializzato in un diverso settore alimentare. C’è chi evita i grassi animali come la peste, chi pensa che il cibo sano sia solo quello vegan, chi controlla in maniera maniacale le etichette alla ricerca di un demone come l’olio di palma e, perché no, anche il glutine. Accusato di essere un vero e proprio attentatore alla nostra salute adesso migliaia di persone vanno alla ricerca di cibi destinati ai celiaci. Ma seguire una dieta di questo genere – senza che sia stata diagnosticata la patologia – può essere molto pericoloso per la propria salute.

Esiste l’intolleranza al glutine?
Tutto nasce dalla disinformazione. In realtà non esiste alcuna prova a sostegno dell’intolleranza da glutine – se non quella permanente da celiachia. È vero che secondo alcuni studi il fenomeno potrebbe esistere, ma a detta di altri si tratta per lo più di persone altamente impressionabili che accusano dolori o malesseri quando sanno di aver ingerito il glutine.

Colpa dei test non verificati
Oltre alla moda del gluten free, si aggiunge l’enorme business che sta dietro le diagnosi di intolleranza. Va infatti precisato che il 90% dei test che viene eseguito non è mai stato accettato dalla scienza. I vega test e simili, per esempio, sono privi di fondamento scientifico e sono in assoluto non ripetibili. Ciò significa che se voi andate da 30 persone diverse, avrete 30 risultati diversi. Provare per credere. Quindi, a meno che non vi venga diagnosticata la celiachia per mezzo di un esame del sangue, potete mangiare glutine senza rischio di fenomeni avversi. Non esiste alcuna prova che il glutine faccia male a soggetti sani.

Il business del gluten-free
A tutto ciò va aggiunto che c’è chi ci guadagna molti soldi a far pensare alla gente che il cibo senza glutine sia più salutare di quello tradizionale. Un esempio ne sono i produttori degli alimenti gluten free in cui, soltanto in Italia, il mercato ha registrato vendite per 150 milioni di euro l'anno. Per fare un paragone, i cibi senza glutine costano circa 17 volte di più di quelli tradizionali. Da ciò si evince che c’è chi ha precisi interessi a diffondere bufale su internet.

La dieta gluten-free? Una grande stupidaggine
Secondo il professor Corazza, autore di oltre 400 studi internazionali «La dieta gluten-free indiscriminata è proprio una cavolata. Il glutine è difficile da digerire, magari può dare qualche disturbo, come per esempio la produzione di gas, ma è niente in confronto all’infiammazione intestinale che hanno i celiaci. Anche nelle persone sensibili al glutine l’infiammazione nell’intestino non c’è, quindi figuriamoci nella popolazione generale. Non solo, ci sono risvolti molto importanti e pericolosi. Se una persona con sintomi da celiachia viene a farsi visitare, noi siamo in grado di andare a trovare i segni del passaggio del glutine. Ma se questa stessa persona si autoprescrive una dieta senza glutine prima di venire a farsi visitare, noi non saremo più in grado di trovare i segni dell’infiammazione. Capite che questo è molto pericoloso? Perché là fuori ci sono dei celiaci che non sanno di esserlo e che si autocurano alla buona rischiando conseguenze anche molto gravi».

La maggior parte delle persone può mangiare glutine
Una ricerca condotta dall’Università di Newcastle, in Australia, è riuscita a dimostrare come la maggior parte delle persone che sostengono di essere intolleranti al glutine in realtà non lo sono affatto. Questo pare compromettere seriamente la salute di chi segue questa moda, con ripercussioni anche sul piano psicologico. Stare sempre attenti a ciò che si mangia anche quando si è in giro con amici e parenti, potrebbe essere infatti la spia di un problema più seri che non riguardano la sfera fisica, bensì la salute mentale.

Lo studio
La ricerca, coordinata dai docenti dell’ateneo australiano, Marjorie Walker e Michael Porter, ha preso in esame molte persone che sostenevano di avere problemi di salute causati dall’ingestione di alimenti ricchi di glutine. I sintomi che sono stati segnalati erano estremamente vari: da quelli gastrointestinali a quelli neurologici, dermatologici e persino reumatologici. Non mancavano neppure quelli psicologici come depressione e ansia. Gli studiosi hanno così eseguito dei test in doppio cieco confrontando gli effetti che causava la glucina e il placebo. dai risultati è emerso che la sintomatologia era reale solo per un soggetto su sei.

I rischi per la salute
Cibarsi di alimenti senza glutine quando non si è celiaci può compromettere seriamente la salute aumentando il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, ipertensione, ictus e infarto. Di recente, uno studio pubblicato sul British Medical Journal, ha infatti preso in esame più di 100mila persone per 26 anni, mostrando come la dieta senza glutine produce seri effetti avversi su cuore e arterie. In più, trattandosi di alimenti decisamente squilibrati aumenta il rischio di sovrappeso e colesterolo. Ma ancora molte ricerche sono in corso: pare che il glutine sia essenziale per la flora intestinale, eliminarlo potrebbe significare avere conseguenze negative in tutto l’organismo.

Effetto placebo? Macché il nocebo è molto più forte
Se la maggior parte delle persone non sono intolleranti al glutine, perché mai dovrebbero manifestare dei sintomi con la sua assunzione? Il motivo è semplice: si tratta di soggetti altamente impressionabili e, una volta saputo che è dannoso per la salute, hanno sviluppato sintomi inerenti al suo consumo. Ma è vero anche il contrario. Pensare di mangiare qualcosa di sano ci fa stare bene. Questa teoria appare evidente in alcune ricerche scientifiche, in cui si evidenzia come l’effetto nocebo sembra essere ancora più forte dell’effetto placebo: eliminare un alimento che riteniamo dannoso per la nostra salute ci fa credere di stare meglio anche se ciò non è affatto vero. Secondo una recente ricerca (Small Amounts of Gluten in Subjects With Suspected Nonceliac Gluten Sensitivity: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Cross-Over Trial) potrebbe anche esserci una minima parte di popolazione affetta da sensibilità al glutine ma il 95% delle persone che ritiene di esserlo è vittima dell’effetto nocebo. Durante lo studio, infatti, l’effetto benefico persisteva anche consumando a propria insaputa alimenti con glutine – ritenendo fossero gluten-free. «Entra in gioco non solo l’effetto placebo, che ha una durata limitata ma anche l’effetto nocebo, ovvero la reazione indesiderata e patologica che un soggetto prova nei confronti di una sostanza che ritiene sia dannosa. Dunque, se la sostanza viene esclusa dalla dieta, ci si sente – o si crede di sentirsi – meglio».

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