Diete pericolose

La «moda» del gluten-free uccide un bambino di 7 mesi

I genitori decidono di fargli seguire una dieta senza glutine, e il piccolo Lucas di soli sette mesi muore. Pesava solo 4 chili. Al via il processo ai genitori

La dieta gluten-free può essere pericolosa se non si è celiaci
La dieta gluten-free può essere pericolosa se non si è celiaci (Pixelbliss | shutterstock.com)

BELGIO – Una coppia di commercianti di Beveren nel 2014 decide di alimentare il proprio figlio Lucas, neonato di sette mesi, con una dieta gluten-free – che oggi va tanto di moda tra le persone che non sono celiache e che non la dovrebbero seguire. Il piccolo, che pesava la metà di quanto avrebbe dovuto (soltanto 4 kg) per la sua età, dopo un po’ muore. Secondo i medici era denutrito. Ora parte il processo alla madre.

Scelte sconsiderate
Il mestiere del genitore è il più difficile che esista. E anche se in genere tutto quello che si fa, lo si fa appunto per il ‘bene’ dei propri figli, non sempre le scelte sono giuste. Si parte sempre da concetto di ‘buona fede’, tuttavia quando accade che un bambino muore a causa delle convinzioni personali dei genitori, viene da pensare. È accaduto per esempio quando i genitori sono vegani e decidono arbitrariamente che lo debbano essere anche i figli. E ora, anche una coppia che gestiva un negozio di alimenti naturali, aveva deciso di far seguire al proprio figlio una dieta senza glutine basandosi su una diagnosi di celiachia fatta da loro stessi. E lui, come è capitato altre volte, il 6 giugno 2014 è morto.

La notizia
A divulgare la notizia solo ora sono stati i media locali, poiché ha appena preso il via il processo ai genitori, i quali pare non si fossero rivolti ai medici anche se nei giorni precedenti il decesso il bambino facesse fatica a respirare. Secondo quanto appurato dall’autopsia, il piccolo era disidratato e lo stomaco era completamente vuoto. I PM belgi dell’accusa hanno fatto sapere che: «I genitori hanno determinato da sé la diagnosi che il loro bambino era intollerante al glutine e aveva un’allergia al lattosio. Non un singolo medico aveva un dossier su Lucas e i Servizi di Protezione del Bambino non sapevano nulla di essi». I genitori, secondo l’accusa, avrebbero anche portato il piccolo Lucas da un medico omeopata, quando il bambino stava già morendo di fame, invece di portarlo in ospedale. Per l’accusa il reato ascritto ai genitori è di negligenza, anche se la difesa sostiene che abbiano agito in buona fede.

La difesa
In una dichiarazione, il padre del bimbo, Peter S. ha detto di non essersi rivolto a un medico perché lui e la moglie non avevano notato nulla di insolito. La madre, Sandrina V., ha dichiarato che non avrebbero mai voluto provocare la morte del figlio. Il legale della coppia, avvocato Van Meirvenne, avrebbe detto che il bambino aveva un problema alimentare. E’ stato infatti alimentato con latte ‘alternativo’ perché aveva mostrato di avere dei crampi quando gli era stato dato il biberon con il latte per neonati. Così, si è passati a ‘latte’ di avena, latte di riso, latte di quinoa e via discorrendo. Tutti i prodotti che i due vendevano nel loro negozio.

Gluten-free mania
Come purtroppo sappiamo, oggi la dieta gluten-free è divenuta una mania – o moda. Tuttavia, se è una misura necessaria per chi è celiaco, non lo è per chi questi seri problemi non ce li ha. Escludere il glutine dalla dieta senza reale e accertato motivo può essere molto pericoloso per la salute, avvertono i medici. Pensiamoci bene, dunque, prima di decidere di alimentarsi in questo modo.