24 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Asma e Parkinson

Un farmaco per l’asma potrebbe essere la nuova cura contro il Parkinson

Un farmaco tradizionalmente utilizzato nella cura per l’asma potrebbe essere la chiave per combattere l’asma. Ecco cosa hanno scoperto alcuni scienziati norvegesi

I farmaci per l'asma potrebbero curare il Parkinson
I farmaci per l'asma potrebbero curare il Parkinson ( Shutterstock )

Una buona notizia sul fronte Parkinson. Anche se non si può ancora parlare di cure vere e proprie, la nuova ricerca condotta da scienziati norvegesi ha messo in luce una nuova possibilità di prevenzione dalla patologia – e non solo. Pare infatti che un farmaco, tradizionalmente utilizzato contro l’asma, possa dimezzare il rischio e aprire la strada a un nuovo trattamento. Ecco i risultati dello studio.

Un nuovo trattamento contro il Parkinson?
La scoperta degli scienziati – secondo quanto pubblicato su Science - pare possa finalmente aprire una nuova strada al trattamento del Parkinson. «Le nostre scoperte possono essere l'inizio di un trattamento completamente nuovo per questa grave malattia. Ci aspettiamo che gli studi clinici seguiranno queste scoperte», ha dichiarato Trond Riise, professore presso il Dipartimento di Salute Pubblica e Assistenza Primaria (IGS) dell'Università di Bergen in Norvegia.

Lo studio
I ricercatori hanno analizzato a fondo la storia farmaceutica di oltre quattro milioni di pazienti norvegesi per circa undici anni. E dai loro risultati è emerso che chi aveva assunto dei farmaci antagonisti dei Beta2-adrenorecettori (conosciuti come beta 2 antagonisti), avevano un ridottissimo rischio di contrarre la patologia di Parkinson. Questo, a detta degli scienziati, avviene perché la terapia regola l’espressione dei livelli di un gene denominato SNCA (sinucleina alfa).

-          Approfondimento: I Beta 2 antagonisti
Tra i farmaci Beta 2 Antagonisti ricordiamo quelli di breve durata, che sono il Fenoterolo, il Salbutamolo, la Terbutalina solfato, e l’Orciprenalina. Quelli a lunga durata sono il Bambuterolo, il Formoterolo fumarato e il Salmeterolo

SNCA e Parkinson
Un altro studio [1] pubblicato su Scientific Reports ha evidenziato come la sinucleina alfa (SNCA) è considerata una caratteristica neuropatologica presente nei pazienti affetti da malattia di Parkinson. Per ora sono state identificate cinque mutazioni all’interno di SNCA (A30P 3 , E46K4 , H50Q 5 , G51D 6 e A53T 7), le quali sembrano essere le dirette responsabili della patologia di Parkinson autosomica dominante.

Cento milioni di prescrizioni
Gli studiosi norvegesi hanno esaminato oltre cento milioni di prescrizioni effettuate ai pazienti norvegesi, dal 2004 al 2015. «La nostra analisi dei dati di tutta la popolazione norvegese è stata decisiva per la conclusione in questo studio», spiega Riise. I ricercatori si sono concentrati sull’esame dei farmaci anti-asma e anti ipertensione. L’idea è venuta in seguito a uno studio dell'Università di Harvard che ha effettuato un’analisi sugli effetti dei farmaci in caso di Parkinson sia su modello animale che in vitro.

Stesso effetto sugli esseri umani?
Per comprendere se l’effetto che avevano trovato i colleghi di Harvard fosse applicabile anche agli esseri umani, i ricercatori Norvegesi hanno deciso di collaborare con loro. «Abbiamo analizzato l'intera popolazione norvegese e abbiamo trovato gli stessi risultati di quelli sperimentali dell’Harvard University. Questi farmaci non sono mai stati studiati in relazione alla malattia di Parkinson», ha detto Riise. Se la loro tesi verrà confermata, si apriranno un’infinità di strategie terapeutiche e preventive per i pazienti affetti da patologia di Parkinson.

Cos’è la malattia di Parkinson
Dopo l’Alzheimer, è il secondo disturbo neurodegenerativo più diffuso. Colpisce l'1-2% della popolazione over 65 e il 4-5% delle persone al di sopra degli 85 anni di età. La patologia è caratterizzata dalla perdita di neuroni dopaminergici della substantia nigra (una struttura del cervello situata nel mesencefalo che svolge un ruolo importante nel ricompenso, nella dipendenza e nel movimento) e dalla presenza di inclusioni intracellulari. I sintomi più tipici sono i tremori, bradicinesia e difficoltà a camminare. Si possono presentare anche problemi sensoriali, sonno disturbato e disturbi emotivi. L’SNCA è considerato il principale gene causativo associato all'insorgenza precoce della malattia familiare di Parkinson (FPD). Lo stesso gene è anche coinvolto in altri disturbi neurodegenerativi, come la malattia di Alzheimer (AD), la malattia dei corpi di Lewy (LBD) e l’atrofia muscolare spinale.

[1] The Parkinson Disease gene SNCA: Evolutionary and structural insights with pathological implication -Irum Javaid Siddiqui, Nashaiman Pervaiz & Amir Ali Abbasi - Scientific Reports 6, Article number: 24475