21 maggio 2019
Aggiornato 06:00
Attività fisica e cervello

I bambini che fanno movimento sono più intelligenti

Muoversi fin dai primi anni di vita garantisce un miglioramento delle funzioni cognitive che si estendono fino all’età adulta promuovendo la neurogenesi

Fare movimento rende i bambini più intelligenti
Fare movimento rende i bambini più intelligenti ( Shutterstock )

La ricerca condotta dall’Università di Toronto non è nulla che possa stupirci più di tanto: il movimento rende i bambini (e gli adulti) più intelligenti. L’attività fisica – ce lo ripetono da anni – è uno dei metodi migliori per preservare il nostro stato di salute. Agendo su vari meccanismi fisiologici svolge effetti positivi anche sulle funzioni cognitive. Benefici che si estenderanno per tutta la durata della vita. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.

I bambini di ieri non sono i bambini di oggi
Non è un problema di adattamento alle nuove generazioni: quello della mancanza di attività fisica è un problema serio che andrebbe tenuto sotto controllo da tutti i genitori. A volte, però, è molto più semplice parcheggiare i propri figli davanti a una Tv, uno smartphone o un pc. E se è indubbia la tranquillità di mamma e papà mentre i bambini hanno i loro sguardi fissi su uno schermo, spesso non ci si rende conto a quali gravi rischi per la salute vanno incontro. Come se non bastasse l’aumento di probabilità di contrarre diabete, malattie cardiovascolari, deficit dell’attenzione e i problemi comportamentali – a tutto ciò si aggiunge che la mancanza di movimento può causare deficit cognitivi.

Se corri mantieni giovane il cervello
Il bambino-adolescente che corre, va in bici, gioca a calcio e pratica attività fisica costante ha la possibilità di migliorare le sue funzioni cognitive, mantenendo notevoli progressi negli anni. A confermarlo è un recente studio condotto su modello animale. In sede di ricerca, ottanta topolini giovani sono stati suddivisi in due gruppi: uno doveva condurre una vita piuttosto sedentaria e l’altro poteva utilizzare una ruota simile a quella dei criceti ogni volta che lo desiderava. Dai risultati è merso che gli animali che facevano movimento avevano un cervello più giovane rispetto a quelli che stavano quasi sempre fermi.

Lo studio
Dopo sei mesi di ruota a un gruppo, e sedentarietà a un altro, i ricercatori hanno allestito una nuova stanza per loro, collocando una gabbia diversa da quella in cui erano abituati a vivere in precedenza. Usando una tipica tecnica di condizionamento, gli scienziati hanno insegnato ai topi che ogni volta che venivano portati all’interno di tale gabbia sarebbero stati sottoposti a una piccola scossa elettrica. Va da sé che nel momento in cui venivano trasferiti lì dentro reagivano immobilizzandosi dalla paura, in ricordo della scossa dei giorni prima. Quindici giorni dopo, gli studiosi hanno pensato di sottoporre i topolini a situazioni simili ma non identiche, posizionando un’altra gabbia – identica a quella della scossa - ma in un’ulteriore stanza completamente diversa dalla prima.

Il risultato
Dai risultati è emerso che i topolini che si muovevano sempre avevano una memoria nettamente migliore. Nello specifico erano anche in grado di comprendere che la gabbia era simile ma non identica. Questo pare che accada perché l’attività fisica stimola la produzione di nuovi neuroni nel cervello. Ma la cosiddetta neurogenesi in età adulta viene favorita solo nel caso in cui da giovani si è fatta attività fisica a sufficienza. Inoltre il movimento che si fa da bambini e adolescenti preserva la riserva cognitiva, ovvero quello scudo protettivo che è in grado di ritardare – o evitare – la comparsa di malattie neurodegenerative.