28 settembre 2022
Aggiornato 18:30
Cancro al seno e obesità

Tumore al seno e obesità: c’è una relazione. I tipi di cancro collegati all’obesità

Ancora conferme sulla relazione cancro e obesità. Il tumore al seno risulta essere molto più aggressivo nelle donne in sovrappeso. Tutti i tipi di cancro legati all’obesità

Cancro al seno e obesità
Cancro al seno e obesità Foto: Shutterstock

È una delle regole del codice europeo contro il cancro. Precisamente la terza che – alla stregua dei dieci comandamenti – puntualizza: «attivati per mantenere un peso sano».  Pare, infatti, che il rischio di cancro sia direttamente collegato con il sovrappeso e l’obesità. Non che questa malattia non possa insorgere nelle persone magre: tutt’altro. Però mantenendo sotto controllo il peso si può ridurre il rischio. Ora, alcuni ricercatori statunitensi, sembrano aver trovato una nuova conferma sulla relazione tra tumore al seno e l’obesità.

Più pericoloso nelle donne obese
Mantenere un peso ridotto, evitare obesità e sovrappeso, come abbiamo detto, fanno parte delle regole per ridurre il rischio di cancro. Stiamo sempre parlando, infatti, di una diminuzione delle probabilità: tutti sappiamo che ci sono persone che seguono uno stile di vita esemplare e nonostante ciò sono affette da qualche forma cancerogena. D’altro canto uno studio condotto dall’Università del Colorado e pubblicato sula rivista scientifica Hormones & Cancer ritiene che il tumore al seno sia decisamente più aggressivo – e quindi più pericoloso - nelle donne obese.

Recettori degli androgeni
Secondo quanto è emerso dalla ricerca, le cellule tumorali che sono state rilevate negli animali in sovrappeso, possiedono dei recettori particolarmente sensibili agli androgeni. A causa di ciò viene stimolata la crescita del cancro. I soggetti magri o dal peso contenuto sembra non avessero tale problema. Lo studio quindi apre ancora una volta una porta verso la comprensione del meccanismo che promuove la crescita delle cellule cancerogene – direttamente collegate con il livello ormonale.

Il peso potrebbe influire nella scelta dei trattamenti
«Immaginiamo che un giorno l’indice di massa corporea e lo stato metabolico delle pazienti con un tumore al seno saranno considerati nella scelta dei trattamenti. Queste pazienti potrebbero beneficiare di strategie terapeutiche personalizzate, basate su ciò che l’obesità provoca nell’ambiente tumorale», spiegano i ricercatori. D’altro canto è anche bene sottolineare che un individuo di peso normale – generalmente –  gode di uno stato di salute decisamente migliore. Ciò consente anche di utilizzare le terapie anti-cancro in maggior sicurezza, anche ad alte dosi. Mentre se l’organismo è già compromesso, anche i trattamenti potrebbero essere vani o peggiorare la condizione del paziente.

I tipi di cancro collegati all’obesità
Secondo le ultime ricerche scientifiche ci sono diversi tumori che sono strettamente collegati con l’obesità. In particolare sono quelli del colon-retto, dell’esofago, dei reni, del pancreas, della cistifellea, dell’ovaio, dell’endometrio e, ovviamente, anche del seno.

La misurazione del giro vita
Nel rischio di cancro, non si tiene solo in considerazione il peso e l’indice di massa corporea (IMC) ma anche la circonferenza della vita. Il metodo migliore per ottenere questo valore è quello di effettuare la misurazione tra la parte superiore dell’osso dell’anca e la parte inferiore della costola più bassa – indicativamente, quindi, all’altezza dell’ombelico. La misurazione andrebbe fatta una volta al mese per verificare se nel tempo ci sono eventuali alterazioni. I valori corretti per un uomo sono inferiori o uguali a 94 cm, mentre può esserci un aumento di rischio dai 102 cm in su. Nelle donne, invece, non bisogna superare gli 80 centimetri: il rischio aumenta al di sopra degli 88.

Attività fisica e riduzione del rischio
L’attività fisica, come ben sappiamo, è essenziale per mantenere uno stato di salute ottimale ed evitare l’aumento di peso. È stato stimato che il rischio di cancro è inferiore del 4% nelle persone che svolgono attività fisica moderata per circa trenta minuti al giorno o 150 alla settimana, distribuiti in maniera diversa.