Salute | Aterosclerosi

I bambini poveri rischiano di avere un infarto da grandi. I primi segni a 12 anni

I bambini che provengono da famiglie più povere o disagiate rischiano seriamente di essere vittime di un attacco cardiaco, o infarto, da adulti. Rispetto ai bimbi più agiati, già all'età di 12 anno mostrano segni di restringimento delle arterie

Bambini poveri a rischio malattie cardiovascolari e aterosclerosi
Bambini poveri a rischio malattie cardiovascolari e aterosclerosi (Suzanne Tucker | shutterstock.com)

LOS ANGELES – Già non è piacevole avere problemi economici, ma se poi si è figli di una famiglia povera o disagiata si rischia anche di sviluppare delle malattie cardiovascolari e, da grandi, essere anche vittime di un infarto. Questo quanto concluso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA). I bambini provenienti da famiglie povere mostrano già a 12 anni i pericolosi segni di restringimento delle arterie del collo, che sono un chiaro segno di rischio per le malattie cardiovascolari.

Il rischio prende forma dall’infanzia
Si dice spesso che quanto saremo in salute da adulti dipende dallo stile di vita che conduciamo nell’infanzia. E questo nuovo studio mostra proprio che anche il rischio di malattie cardiache può cominciare a prendere forma in giovane età – specie laddove vi siano disparità sociali. La conclusione arriva dopo che il dottor Gregg Fonarow e colleghi dell’UCLA hanno seguito un gruppo di bambini provenienti da 1.477 famiglie australiane, per valutare se i bambini provenienti da famiglie povere avessero maggiori probabilità di mostrare precocemente segnali di allarme per arterie malsane. Una questione che non era del tutto chiara, mentre già si sapeva che gli adulti poveri affrontano un rischio cardiovascolare più elevato rispetto ai loro omologhi più abbienti. «Questi risultati – spiega Fonarow – suggeriscono che lo stato socioeconomico durante i primi dieci anni di vita può influenzare lo sviluppo di un’aterosclerosi subclinica». Il cardiologo fa notare che l’aterosclerosi subclinica si riferisce a una fase iniziale di restringimento nelle arterie. Ed è considerato un indicatore di un aumento del rischio di malattie cardiache durante la vita.

Lo studio
Per condurre lo studio, pubblicato online nel Journal of the American Heart Association, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di imaging non invasiva per esaminare le arterie carotide dei bambini. Le arterie carotide attraversano il collo, e forniscono sangue al cervello. Sono le arterie principali e le più facili da studiare usando gli ultrasuoni. Un notevole restringimento, addensamento o presenza di placca nelle pareti di queste arterie può segnalare l’aterosclerosi subclinica.

I risultati
L’analisi dello stato delle arterie del collo nei bambini partecipanti allo studio ha rivelato che quelli di 11 e 12 anni d’età, che appartenevano a famiglie più povere delle altre mostravano di avere un maggior logorio nelle pareti dell’arteria carotidea. I loro vasi sanguigni sembravano addirittura più vecchi di otto anni rispetto alla loro età effettiva, scrivono i ricercatori. Nello specifico i bambini che hanno mostrato di avere un restringimento del 25% della parete carotidea sono stati considerati a «rischio maggiore». Questo perché gli adulti che rientrano in quella categoria hanno quasi il doppio del rischio di malattie cardiache e ictus, rispetto agli adulti nel 25% inferiore, hanno sottolineato i ricercatori. Nel complesso, lo studio ha rilevato che i bambini di famiglie povere avevano il 46% più probabilità di rientrare nel gruppo a più alto rischio, rispetto a quelli di famiglie ad alto reddito.

Bambini a rischio
L’evidenza suggerisce questi bambini siano potenzialmente a rischio di evento cardiovascolare, o quantomeno di sviluppare una patologia di questo genere. Tuttavia, il dottor David Burgner dell’Istituto di Ricerca per Bambini di Murdoch (Parkville, Australia) ha detto che questo non è del tutto chiaro. Negli adulti – ha sottolineato Burgner – l’ispessimento dell’arteria carotide è legato a un elevato rischio di futuro attacco di cuore e ictus, ma se questo valga anche per i bambini al momento non lo sappiamo. In questo si deve anche tenere conto che è ormai accertato come l’aterosclerosi, in generale, possa iniziare in giovane età e progredire per tutta la vita. Per questo motivo, ha poi aggiunto Burgner, è «assai plausibile» che il restringimento carotideo visto in questo studio potrebbe essere una bandiera rossa.

Il ruolo delle infezioni
Tra le varie ipotesi sui motivi del perché proprio i bambini poveri fossero a rischio, il dottor Burgner ha detto che potrebbero avere un ruolo le infezioni. «I bambini svantaggiati hanno più infezioni e tendono a farlo presto nella vita. Questo conta, perché le infezioni frequenti possono guidare l’infiammazione di basso livello nel corpo, e possono contribuire all’aterosclerosi». Una soluzione per prevenire questo problema, secondo il ricercatore, è quella di ridurre le disuguaglianze sociali.