Exenatide e Parkinson

Un farmaco per il diabete potrebbe bloccare il Parkinson

Un farmaco tradizionalmente usato per curare il diabete di tipo 2, potrebbe essere la nuova speranza di cura per bloccare il Parkinson. Lo studio

Un farmaco per il diabete blocca il morbo di Parkinson
Un farmaco per il diabete blocca il morbo di Parkinson (Shidlovski | Shutterstock)

Nuove speranze per pazienti e familiari dei soggetti affetti da morbo di Parkinson. Un farmaco, già utilizzato nel trattamento del diabete, potrebbe aprire uno spiraglio di luce verso una terapia mirata contro questa temibile malattia. Lo rivela un recente studio condotto in Inghilterra. Ecco tutti i dettagli.

Un medicinale per combattere il Parkinson
Un farmaco utilizzato nella cura per il diabete di tipo 2, potrebbe bloccare la malattia di Parkinson o, comunque, sospendere la progressione. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’University College su 62 pazienti. Ai volontari – tutti affetti da malattia neurodegenerativa - è stato somministrato un medicinale a base di Exenatide.

Cos’è l’Exanatide
Durante lo studio è stato utilizzato un farmaco a base di Exanatide, un principio attivo che agisce nel controllo del livello ematico degli zuccheri. Per farlo viene colpito un ormone denominato Glp-1. Questo genere di ormone-sensore si trova anche a livello cerebrale. Pare che il medicinale sia in grado di influenzare positivamente questo genere di cellule, evitandone il degrado.

L’importanza di avere un farmaco a disposizione
E’ chiaro che quando si parla di patologie così importanti e devastanti si avverte l’enorme esigenza di avere a disposizione una cura che sia almeno in grado di bloccare la malattia ai primi stadi. «Non ci sono dubbi sul fatto che una delle necessità più importanti nel Parkinson sia un farmaco che rallenti la progressione della malattia», ha dichiarato Tom Foltynie, dell’University College. Quello che finora si sa è che i pazienti che soffrono di morbo di Parkinson hanno mostrato un danneggiamento delle cellule che producono dopamina. A causa di ciò si manifestano, in primis, i classici tremori agli arti e alterazioni della memoria.

In attese di nuove conferme
Gli scienziati sembrano aver ottenuto ottimi risultati per rallentare la malattia. Tuttavia, secondo lo studio pubblicato su Lancet, la ricerca è ancora in fase iniziale e per tale motivo sono necessari ulteriori test che confermino la tesi. L’exanatide potrebbe essere efficace anche nella cura dell’Alzheimer, infatti la ricerca è stata condotta anche su altri tipi di malattie neuro degenerative.

Lo studio
Metà dei 62 pazienti coinvolti nello studio hanno assunto un farmaco a base di Exanatide, mentre il resto del gruppo ha assunto un placebo. Nessuno dei volontari ha però interrotto la cura di routine che viene somministrata in caso di malattie neurodegenerative di questo genere. La ricerca è durata 48 settimane, tempo in cui chi assumeva placebo ha assistito a una vistosa progressione della malattia. Al contrario, chi assumeva un farmaco contro il diabete pare essere rimasto completamente stabile.

Buone speranze di cura
«Questo è il primo trial clinico eseguito in pazienti con il Parkinson in cui è stato registrato un effetto di queste dimensioni. Ci suggerisce che Exenatide non sta solo mascherando i sintomi, ma sta facendo qualcosa alla malattia che li causa. Siamo eccitati e ottimisti, ma anche cauti, dal momento che occorre replicare questi risultati», concludono i ricercatori.