Mamme e papà

Autismo infantile: come riconoscerlo dai primi sintomi

Riconoscere l’autismo dai primi segnali è indispensabile per intervenire precocemente e ridurre al minimo i «danni». Quali sono le cause dell'autismo - dalla carenza di vitamina D ai farmaci - e come comportarsi

Sintomi dell'autismo
Sintomi dell'autismo (Altanaka | Shutterstock)

I casi di autismo non sono poi così rari come può sembrare: pare, infatti, che aumentino a vista d’occhio. Se fino a mezzo secolo fa si parlava di un caso ogni quarantamila abitanti ora i numeri sono piuttosto allarmanti e contano un bambino autistico ogni 100 abitanti. Questo è uno dei motivi per cui è quanto mai indispensabile che i genitori possano riconoscere l’autismo dalle prime avvisaglie e, di conseguenza, intervenire prematuramente.

Perché un bambino diventa autistico?
A questa domanda la scienza non è in grado di fornire una risposta soddisfacente. Quello che si sa è che sono molti i geni responsabili dello spettro autistico. Tuttavia i fattori ambientali e lo stato di salute della mamma durante la gestazione potrebbero fare la differenza. Per esempio, alcune ricerche sembrano associare la carenza di vitamina D a questa patologia. Le cui integrazioni porterebbero a un’elevata riduzione del rischio. Un altro pericolo pare essere rappresentato dall’assunzione del paracetamolo in gravidanza.

Quando si può diagnosticare?
L’autismo generalmente non si riesce a evidenziare con certezza prima dei quattro anni d’età. Tuttavia ci sono molti casi in cui è stato possibile eseguire una diagnosi precoce fornendo così al bambino molti strumenti per ridurre i disturbi fin dai primi esordi.

I sintomi dell’autismo
Esistono diverse forme di autismo e differenti stadi, per tale motivo è impossibile fornire una formula certa che identifichi con sicurezza una sindrome dello spettro autistico. Tuttavia, vi sono alcuni segnali che potrebbero essere considerati campanelli d’allarme e che andrebbero discussi con il proprio pediatra in caso di dubbio. Va da sé che un genitore non può diagnosticare da solo una patologia così rilevante.

Sguardo sfuggente
E’ uno dei segnali più precoci e di semplice identificazione. Il bambino autistico presenta, generalmente, uno sguardo molto sfuggente. Non è in grado di guardare le persone negli occhi e tantomeno gli oggetti che dovrebbe osservare. È una caratteristica che si evidenzia più facilmente in un bambino dai due anni in su.

Pochi contatti
I bambini piccoli hanno un’estrema necessità del contatto fisico. Al contrario, il bambino autistico non cerca il contatto, anzi spesso lo evita quando viene richiesto da un familiare. In alcuni casi potrebbe avere anche reazioni esagerate, se ciò accade. Questo è un elemento che il genitore può già rilevare nel primo anno di vita.

Mancanza di espressione
Come non ama il contatto, il bambino reagisce anche molto poco alle emozioni. Se una persona gli sorride potrebbe non sentirsi stimolato a fare altrettanto. Non mostra particolari variazioni mimiche, ha difficoltà di espressione e una reazione molto povera a ciò che vede o sente. Se per esempio la mamma gli dice «che bel cane», lui potrebbe non mostrarsi affatto interessato.

Chi mi chiama?
Secondo alcuni studi (Hertzig e al., 1989; Osterling e Dawson, 1994) il bambino autistico non risponde quando viene fatto il suo nome e non ama neppure la recitazione. Tutti i bambini piccoli, infatti, cercano di emulare vicende e situazioni tipiche delle persone adulte. Pare invece che chi soffre di una sindrome dello spettro autistico non faccia mai giochi di emulazione e finzione.

Ripetitività nel comportamento
Può accadere molto spesso che il bambino autistico esegua dei movimenti con molta ripetitività. Il più classico è quello di dondolarsi utilizzando il proprio corpo. Il piccolo può anche assumere posture molto bizzarre e riprodurle con una certa continuità.

Non sente la lontananza della mamma
Un altro sintomo alquanto caratteristico e che non avverte emozioni quando la mamma si allontana. Se per esempio esce di casa o accompagna il piccolo dai nonni o all’asilo, il piccolo non è in grado di manifestare emozioni tipiche.

Non ama giocare con gli altri
Il bambino autistico mostra problemi seri di socializzazione verso i due-tre anni, prima però evidenzia altri segnali già caratteristici. Se i genitori gli cantano una canzone, gli leggono un libro, gli fanno qualche scherzetto… il bambino non manifesta alcun interesse. Inoltre non ha alcuna reazione a un divieto e neppure alla richiesta di prendere un gioco che potrebbe piacergli. Allo stesso modo se vuole prendere un gioco che si trova lontano da lui non chiede la collaborazione degli adulti che gli sono vicini.