Vaccinazioni

Il morbillo uccide una bimba a Roma e il tetano attacca un bimbo a Oristano

Virus e batteri alla riscossa: a Roma muore di morbillo una bimba di 9 anni non vaccinata e un bimbo di 10 a Oristano si prende il tetano. L’importanza dei vaccini

Morbillo, uccide una bimba a Roma
Morbillo, uccide una bimba a Roma (andriano cz | shutterstock.com)

ROMA – Da quando è entrato in vigore il decreto per l’obbligo vaccinale pare che virus e batteri si siano scatenati, quasi a ricordarci loro stessi che i vaccini sono fondamentali. E così una bambina di 9 anni, a Roma, muore di morbillo perché non vaccinata e un bambino di 10 anni in vacanza in Sardegna è ricoverato all’Ospedale San Martino di Oristano per un caso di tetano: cosa che non si sentiva ormai da anni.

Il caso morbillo
Il caso della bimba di Roma è accaduto nello scorso mese di aprile. La piccola era affetta da una malattia genetica chiamata cromosomopatia (caratterizzata da errori nel numero o nella struttura dei cromosomi). Poi aveva contratto il morbillo ed è questa malattia prevenibile che è stata invece la causa della sua morte, causandole un’insufficienza respiratoria. Certo, la piccola soffriva già di una malattia cronica con compromissioni neurologiche, ed era soggetta a infezioni respiratorie ricorrenti. L’infezione da morbillo ha complicato le cose.

Non vaccinata
Il fatto che la bimba deceduta non fosse vaccinata non era dovuto a una negligenza, ma come accade in molti casi di bambini con una salute e un sistema immunitario gravemente compromessi da altre patologie, non era stato possibile somministrare il vaccino. Quando è giunta all’Ospedale Bambino Gesù, il morbillo l’aveva già colpita. Subito ricoverata in terapia intensiva, purtroppo per lei non c’è stato nulla da fare per poterla salvare. «Purtroppo molti piccoli non vengono vaccinati –ha spiegato Alberto Villani, primario di Pediatria all’ospedale Bambino Gesù – ma in realtà soltanto in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato, come per gli oncologici o con malattie immunitarie. La bimba era fragile ma se non avesse contratto il morbillo probabilmente non sarebbe deceduta».

Boom di infezioni
Come ci ricordano i bollettini dell’Istituto Superiore di Sanità, il numero delle infezioni da morbillo quest’anno ha registrato un vero e proprio boom. Italia, dall’inizio dell’anno ci sono già stati oltre 3.000 casi, con un aumento esponenziale rispetto allo scorso anno, quando per lo stesso periodo erano stati poco più di 700. Soltanto all’Ospedale Bambino Gesù, dall’inizio dell’anno ci sono stati oltre 70 ricoveri per morbillo. Molti dei colpiti (185) erano neonati al di sotto dell’anno di vita, mentre la media nazionale è di 27 anni. Tra le regioni le più colpite sono stata il Piemonte (91%), il Lazio, la Lombardia, la Toscana, l’Abruzzo, il Veneto e la Sicilia. Di tutti i cadi l’89% non era stato vaccinato e il 7% aveva ricevuto una sola dose di vaccino, ovvero non aveva più fatto i richiami.

Torna anche il tetano
Uno sgradito ritorno è quello del tetano, infezione di cui non si sentiva parlare da molti anni: in Italia si stima siano almeno 30 anni che il tetano non colpiva un bambino. È accaduto in Sardegna, dove un bimbo di 10 anni è stato ricoverato all’Ospedale San Martino di Oristano. Il piccolo che si trovava in vacanza si sarebbe causato una ferita sulla fronte cadendo dalla sua bicicletta. Non era vaccinato contro il tetano, e proprio questa mancanza ha causato la malattia, che può avere gravi (e anche mortali) conseguenze. Per fortuna il bimbo non è in pericolo di vita e le sue condizioni sono in progressivo miglioramento. Tuttavia è ancora soggetto ai tipici e drammatici sintomi dell’infezione: contrazioni muscolari e paralisi dei nervi cranici. Pare che la terapia di profilassi che si esegue in questi casi, per mezzo dell’immunoglobulina antitetanica, sia stata rifiutata dai genitori del piccolo, dopo la proposta dei medici dell’ospedale sardo.