5 giugno 2020
Aggiornato 08:00
Ricerca scientifica

Lotta contro il cancro al seno: la chiave è il Dna mancante

Ancora ricerche riguardanti le cause genetiche del cancro al seno. Una nuova scoperta indica una parte di DNA mancante correlato a una maggiore probabilità di sviluppare questa temibile malattia

DNA e cancro al seno
DNA e cancro al seno Shutterstock

CHRISTCHURCH - Il rischio di cancro al seno è molto elevato nelle donne, e decisamente in minor misura negli uomini. Solo l’anno scorso nel nostro Paese si sono verificati 50mila casi tra il genere femminile e 500 tra quello maschile. I dati sono effettivamente allarmanti. Bisogna tuttavia tener presente che in Italia vivono ben circa 60 milioni di persone.

Il cancro al seno è il più comune
Se si confronta con altri tipi di cancro, quello al seno è una delle forme più comuni. Interessa, infatti, il 30% delle neoplasie. Rischio ridotto per i tumori del colon-retto (13%), del polmone (6%), della tiroide (5%) e dell’utero (5%).

Il rischio cambia con l’età
Il rischio di cancro al seno – secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) – varia a seconda dell’età. Fino ai 49 anni il rischio è decisamente ridotto e riguarda solo una donna su 45 (2,3% dei casi). Sale a una donna su 19 nell’età compresa fra i 50 e i 69 anni per poi rimanere quasi stabile tra i 70 e gli 84 anni (una donna su 23).

E se si manifesta in età giovanile?
Quello che però si sono chiesti alcuni ricercatori della Nuova Zelanda è perché si manifesta anche nei soggetti molto giovani con età inferiore ai 40 anni. La risposta che hanno trovato potrebbe essere la chiave per la cura del cancro al seno. Nelle giovanissime prese in esame sembra manifestarsi una condizione alquanto particolare: un pezzo di DNA risulta mancante.

Il DNA mancante, la chiave per una nuova terapia?
I ricercatori hanno esaminato centinaia di donne australiane che avevano sviluppato il cancro al seno in età precoce (prima dei quarant’anni). E, con loro grande sorpresa, si sono accorti che una parte del DNA mancava. «Stavamo cercando di trovare le cause genetiche per il motivo per cui queste donne hanno sviluppato la malattia in età così precoce – racconta Logan Walker dell’Università di Otago a Christchurch in Nuova Zelanda – Pensiamo che questi pezzi di DNA che mancano possano essere sovrapposti a geni o coinvolti in geni che hanno contribuito all’insorgenza precoce del cancro al seno».

Una futura terapia?
Secondo Walker la loro scoperta potrebbe un giorno far identificare le donne che hanno un alto rischio di sviluppare il cancro in giovane età, aumentando così ì tassi di sopravvivenza. «Se siamo in grado di identificare i geni che sono alla base del rischio, o il genere di cose che causano la malattia in queste giovani donne, allora possiamo potenzialmente identificare quali sono le donne in cui si verificherà la malattia, e se possiamo farlo riusciamo a minimizzare il rischio o a prevenire la malattia prima che si verifichi», continua Walker.

I geni coinvolti
Dai risultati dello studio, condotto in collaborazione con l’Università di Melbourne (Australia), sono stati presi in esame anche alcuni geni riconosciuti da tempo per una maggiore suscettibilità per il cancro al seno. «I test genetici indicano in genere che il 10 percento delle giovani donne che sviluppano il cancro al seno hanno ereditato una mutazione dei geni collegati a un maggiore rischio – questi sono il BRCA1 e BRCA2 più», ricorda Walker. «Questo lascia la maggior parte delle giovani donne senza alcuna spiegazione. Stiamo cercando di cambiare questo attraverso il nostro lavoro in collaborazione con grandi studi internazionali che utilizzano strumenti di analisi del DNA all’avanguardia». I ricercatori, tuttavia, hanno bisogno di conferme circa i risultati al loro studio. E per ottenerle devono avere a disposizione il DNA di migliaia di donne provenienti da tutto il mondo. Per ora i dati relativi al loro lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Breast Cancer Research.

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