26 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Salute

Il rimedio contro l’ictus e i danni al cervello nel veleno di un pericoloso ragno

Una proteina contenuta nel veleno di un pericoloso ragno protegge il cervello dai danni causati dall’ictus. La scoperta dei ricercatori delle University of Queensland e Monash University

AUSTRALIA – C’è un pericoloso ragno che vive in Australia che potrebbe rivelarsi invece prezioso nella lotta all’ictus e ai danni che questo evento cardiovascolare causa nel cervello. La proteina scoperta dai ricercatori del UQ Institute for Molecular Bioscience delle Università del Queensland e la Monash, può essere l’arma segreta per un futuro trattamento dell’ictus.

Ridurre i danni al cervello
Uno dei principali problemi con l’ictus – quando non sia letale – sono i danni che provoca nel cervello. Per cui la possibilità di controllarli o ridurli si rivela appunto preziosa. «Crediamo di aver trovato, per la prima volta, un modo per ridurre al minimo gli effetti dei danni al cervello dopo un ictus – spiega il prof. Glenn King, principale autore dello studio – La piccola proteina che abbiamo scoperto, Hi1a, è in grado di bloccare i canali ionici acido-sensibili nel cervello, che sono fattori chiave di danno cerebrale dopo un ictus. Durante gli studi preclinici – prosegue il ricercatore – abbiamo scoperto che una singola dose di Hi1a somministrata fino a otto ore dopo l’ictus protegge il tessuto cerebrale e migliora drasticamente le prestazioni neurologiche. Questa scoperta, prima al mondo, ci aiuterà a fornire esiti migliori dopo un ictus, limitando il danno cerebrale e la disabilità causata da questa lesione devastante».

L’ictus
L’evento cardiovascolare che identifichiamo come ictus ischemico è causa di circa 6 milioni di morti ogni anno, mentre altri 5 milioni di persone che sopravvivono, nella maggioranza dei casi devono fare i conti con disabilità permanenti. I ricercatori sperano che questa loro scoperta possa migliorare radicalmente gli esiti clinici per i pazienti colpiti da ictus.

Una protezione efficace anche dopo
«Una delle cose più interessanti di Hi1a è che fornisce eccezionali livelli di protezione per otto ore dopo l’insorgenza dell’ictus, che è una straordinariamente lunga finestra di opportunità per il trattamento – sottolinea il prof King – Hi1a fornisce anche una certa protezione al nucleo cerebrale, la regione più colpita dalla deprivazione di ossigeno, che è generalmente considerata irrecuperabile a causa della rapida morte cellulare causata dall’ictus. Stiamo lavorando per garantire il sostegno finanziario al fast-track di questa promettente terapia per l’ictus verso la sperimentazione clinica». Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).