26 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Sanità

Epatite C, è svolta. L’Aifa interviene sui superfarmaci

Sfruttando la concorrenza tra le case farmaceutiche, l’Aifa dimezza i costi a carico dello Stato. In questo modo, «cureremo 80mila pazienti l’anno», e si punta a eradicare la malattia. I nuovi criteri per accedere alle cure gratuite

Farmaci per l'epatite C, cambiano le regole
Farmaci per l'epatite C, cambiano le regole (jordache | shutterstock.com)

ROMA – La battaglia sui superfarmaci per l’epatite C e i relativi prezzi è giunta a una svolta. L’intervento dell’Aifa, sfruttando la concorrenza tra le case farmaceutiche, permette di dimezzare i costi a carico del SSN e, di conseguenza, una maggiore possibilità di trattare i pazienti che, spesso, ricorrono ai viaggi all’estero per procurarsi i medicinali necessari.

Eradicare la malattia
L’obiettivo è eradicare una volta per tutte l’epatite C. A tale proposito l’Aifa ha deciso di non utilizzare più due tra i medicinali più utilizzati oggi: l’Harvoni e il Sovaldi di Gilead. I due farmaci sono stati inseriti in Fascia C, dopo giorni di trattative, per cui di fatto non sono più rimborsabili. Allo stesso tempo, il direttore dell’Agenzia del Farmaco, Mario Melazzini, fa sapere che è in corso la trattativa con l’azienda per un terzo farmaco, che sta per essere immesso sul mercato. Questa ‘terza alternativa’ pare sia in grado di curare tutti i genotipi dell’infezione – cosa che farebbe anche un altro medicinale prodotto da Abbvie, che seguirà a breve. L’allargamento del mercato a seguito degli accordi con le diverse aziende, ha permesso di diffondere nella giornata di ieri i nuovi criteri con cui i pazienti potranno accedere alle cure gratuite.

Costi insostenibili
Fino a ieri il costo sostenuto dal SSN era insostenibile: circa 14mila euro a paziente con malattia in fase avanzata. Questo stato delle cose impediva a molti di accedere alle cure e li obbligava ai pellegrinaggi all’estero per trovare i farmaci necessari a un prezzo più accessibile. Al momento i pazienti curati in base al vecchio ordinamento sono circa 65mila, e si utilizzano i farmaci prodotti da Gilead Sciences l’azienda biofarmaceutica dell’ex direttore Aifa, Luca Pani.

Il ‘Piano di eradicazione dell’epatite C’
È stato annunciato ieri dall’Aifa. Voluto anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, prevede che il numero di pazienti trattati dal SSN salga a circa 80mila l’anno, per tre anni. Per rendere possibile tutto ciò, sono stati stanziati un totale di 1,5 miliardi di euro deciso, con l’approvazione ottenuta a fine anno dal Governo.

Si spenderà la metà
Anche se le cifre su cui è basato l’accordo con le aziende farmaceutiche non sono state rese note, quello che si sa è che la spesa per la Sanità sarà ridotta di circa la metà, rispetto a prima. Nel totale, si potranno curare circa 300mila pazienti. Questo anche se le reali stime della diffusione dell’infezione non sono conosciute, poiché mancano molte diagnosi accertate per via che molti infettati non sanno di esserlo. Di conseguenza, i pazienti potenzialmente trattabili potrebbero essere molti di più.

Sfruttare la concorrenza
In un mercato dove vi sia concorrenza, si sa, i prezzi tendono a diminuire (a meno che le aziende non si ‘mettano d’accordo’ per mantenere un determinato prezzo). La stessa cosa avviene in genere anche per il mercato farmaceutico. Ecco così che l’Azienda del Farmaco ha sfruttato questa tendenza per ottenere un prezzo più basso. Grazie a questo è stato possibile allargare i criteri affinché un paziente possa beneficiare della cura. Ora, a differenza di prima, rientrano nelle 11 caratteristiche indicate dall’Aifa quasi tutti i malati di epatite C, compresi i molti asintomatici. Tra questi sono ora compresi tutti gli operatori sanitari infetti, e anche coloro che con altre infezioni quali l’Hiv, le malattie croniche del fegato, il diabete o l’obesità.

I nuovi criteri Aifa per l’accesso ai farmaci
- Criterio 1: Pazienti con cirrosi in classe di Child A o B e/o con HCC con risposta completa a terapie resettive chirurgiche o loco-regionali non candidabili a trapianto epatico nei quali la malattia epatica sia determinante per la prognosi.
- Criterio 2: Epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione.
- Criterio 3: Epatite cronica con gravi manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate (sindrome crioglobulinemica con danno d’organo, sindromi linfoproliferative a cellule B, insufficienza renale).
- Criterio 4: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F3 (o corrispondente Ishack).
- Criterio 5: In lista per trapianto di fegato con cirrosi MELD <25 e/o con HCC all’interno dei criteri di Milano con la possibilità di una attesa in lista di almeno 2 mesi.
- Criterio 6: Epatite cronica dopo trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione.
- Criterio 7: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F2 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico [coinfezione HBV, coinfezione HIV, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index ≥30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite].
- Criterio 8: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F0-F1 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico [coinfezione HBV, coinfezione HIV, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index ≥30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite].
- Criterio 9: Operatori sanitari infetti.
- Criterio 10: Epatite cronica o cirrosi epatica in paziente con insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico.
- Criterio 11: Epatite cronica nel paziente in lista d’attesa per trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo.