Salute del cervello

Ascoltare suoni dolci durante il sonno potenzia memoria e cervello

Sentire un suono «rosa» come quello dello scorrere dell’acqua fa bene al cervello, e rafforza la memoria. Ecco i risultati di un interessante studio USA.

I suoni 'rosa' come quello dello scorrere dell'acqua potenziano la memoria
I suoni 'rosa' come quello dello scorrere dell'acqua potenziano la memoria (SFP | shutterstock.com)

CHICAGO – Ci sono dei suoni naturali che hanno il potere di rilassarci: è un dato di fatto che possiamo sperimentare (o abbiamo già sperimentato) da noi. Sono per esempio lo scroscio della pioggia, lo stormire delle foglie al vento, lo scorrere dell’acqua in un torrente e così via. E proprio quest’ultimo, definito ‘suono rosa’, pare che non solo rilassi ma, se ascoltato durante il sonno, potenzia memoria e cervello.

Accresce il sonno profondo
Secondo lo studio [1] condotto dai ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago e pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience, il suono prodotto dallo scorrere dell’acqua ha la capacità di prolungare il cosiddetto sonno profondo, che è la fase che più rigenera il cervello – ed è la stessa in cui sono rafforzati i ricordi, e dunque la memoria.

Lo studio
Per valutare se e quanto agisse sul cervello l’ascolto di un suono ‘rosa’, i ricercatori coordinati dal prof. Phyllis Zee, neurologo alla NWU, hanno coinvolto 13 volontari di età superiore ai 60 anni che dovevano ora ascoltare un suono ‘rosa’ durante il sonno, e ora ‘ascoltare’ un suono che invece non c’era – una sorta di placebo. Il tutto per mezzo di un apparecchietto automatico che si attivava da solo durante il sonno dei volontari. Per valutare l’effetto, i ricercatori si sono avvalsi di un nuovo approccio che interpreta le onde cerebrali di un individuo in tempo reale e si blocca nella delicata stimolazione sonora durante un preciso momento della comunicazione neuronale durante il sonno profondo, che varia da persona a persona. Durante il sonno profondo, l’oscillazione delle onde cerebrali rallenta di circa una al secondo rispetto alle 10 oscillazioni al secondo durante la veglia. Il dottor Giovanni Santostasi, coautore dello studio, ha sviluppato un algoritmo che somministra il suono durante la fase in cui aumentano le oscillazioni lente. Questa stimolazione migliora la sincronizzazione dell’attività dei neuroni.

Perché gli anziani
I ricercatori hanno coinvolto un gruppo di soggetti anziani perché è in questi che, in genere, la durata del sonno profondo si riduce fisiologicamente. E, se è proprio questa fase che contribuisce al rafforzamento della memoria, secondo gli autori questo potrebbe anche spiegare perché le persone perdano la capacità di ricordare le cose con l’avanzare dell’età.

I risultati
L’analisi e l’osservazione dei dati raccolti, nonché i test condotti hanno rivelato che già dopo una sola notte di stimolazione acustica, i partecipanti riuscivano a ricordare meglio di prima una lista di vocaboli letti prima di andare a dormire. Nel totale, i punteggi sulla memoria ottenuti nei test erano triplicati, rispetto all’incremento non significativo della finta stimolazione sonora. «Questo è un approccio non farmacologico innovativo, semplice e sicuro che può contribuire a migliorare la salute del cervello», ha detto il prof. Phyllis Zee. I ricercatori ritengono che questa stimolazione possa essere tranquillamente eseguita a casa propria. Per esempio, esistono già delle App studiate a questo scopo.

[1] Nelly A. Papalambros, Giovanni Santostasi, Roneil G. Malkani, Rosemary Braun, Sandra Weintraub, Ken A. Paller, Phyllis C. Zee. Acoustic Enhancement of Sleep Slow Oscillations and Concomitant Memory Improvement in Older Adults. Frontiers in Human Neuroscience, 2017; 11 DOI: 10.3389/fnhum.2017.00109.