13 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Salute

Per trattare il dolore cronico ci vuole la luce verde

Ricercatori dell’Università dell’Arizona ritengono che la terapia della luce possa essere la risposta concreta al dolore cronico. Un’alternativa valida e senza i pesanti effetti collaterali degli antidolorifici e antinfiammatori

La terapia con la luce potrebbe risolvere il problema del dolore cronico
La terapia con la luce potrebbe risolvere il problema del dolore cronico Shutterstock

STATI UNITI – Il dolore cronico rende difficile la vita a oltre 100 milioni di persone soltanto negli Stati Uniti, mentre in Italia si stima che siano tra i 10 e i 15 milioni le persone colpite da dolore cronico – circa un italiano su quattro. Una piaga che rende a volte disumana la vita, e che porta allo sfascio familiare e persino a morti per overdose o suicidi. Ora, però, dati ricercatori Usa arriva la notizia che il dolore potrebbe essere trattato con la luce.

La luce verde
Il programma sviluppato dai ricercatori dell’Università dell’Arizona guidati dal prof. Mohab Ibrahim, si basa sulla luce verde emessa dai LED. E, secondo i risultati ottenuti in questo studio su modello animale con dolore neuropatico, ha mostrato di essere efficace senza gli effetti collaterali associati all’assunzione di farmaci.

Gli effetti
L’esposizione dei ratti alla luce verde ha rivelato che il dolore poteva essere trattato senza che vi fosse alterazione nelle prestazioni motorie o visive. Oltre a ciò, non si è sviluppata una resistenza o assuefazione alla terapia. Nei primi test, si è scoperto che gli effetti benefici durano in media per quattro giorni dopo la terapia – che comunque può essere ripetuta.

Il problema del dolore
«Il dolore cronico è un problema grave che affligge milioni di persone di tutte le età – sottolinea Ibrahim, professore di farmacologia e anestesiologia e autore principale dello studio – I medici del dolore sono addestrati a gestire il dolore cronico in diversi modi, tra cui farmaci e procedure interventistiche in un approccio multimodale. Gli oppioidi – prosegue il medico – pur avendo molti vantaggi per la gestione del dolore, hanno gravi effetti collaterali. Abbiamo bisogno di approcci più sicuri, efficaci e convenienti, utilizzati in combinazione con i nostri strumenti attuali, per gestire il dolore cronico. Mentre i risultati del LED verde sono ancora preliminari, offrono una promessa significativa per gestire alcuni tipi di dolore cronico».

Le qualità della luce verde
«Mentre le qualità antidolorifiche del LED verde sono chiare, come esattamente funzioni rimane un puzzle – precisa Rajesh Khanna, professore associato di farmacologia e autore senior dello studio – Gli studi iniziali indicano che la luce verde va ad aumentare i livelli di oppioidi endogeni in circolazione, che possono spiegare gli effetti antidolorifici. Se questo potrà essere osservato negli esseri umani non è ancora noto e necessita di ulteriori lavori».

Nuovi trattamenti sono urgenti
Il professor Todd Vanderah della cattedra di farmacologia e coautore dello studio ha dichiarato che nuovi metodi non-farmacologici sono disperatamente necessari per aiutare i milioni di individui affetti da dolore cronico, si legge nella nota. Il suggerimento offerto dai risultati iniziali dei test con la luce LED verde che, alterando i livelli di sostanze endogene che possono inibire il dolore e possibilmente far diminuire l’infiammazione del sistema nervoso, sono una grande svolta, aggiunge Vanderah. Tale terapia è poco costosa e può essere facilmente utilizzata in tutto il mondo.