9 agosto 2022
Aggiornato 09:30
Disturbi e rimedi

Sindrome della spalla congelata o capsulite adesiva. Sintomi, cure, esercizi e rimedi naturali

La sindrome della spalla congelata va riconosciuta tempestivamente per essere trattata in maniera adeguata, riducendo il rischio di completa immobilizzazione della spalla. Ecco come riconoscerla e curarla

Sindrome della spalla congelata
Sindrome della spalla congelata Foto: Shutterstock

In inglese è la Frozen Shoulder – o spalla congelata – ma il suo vero nome è capsulite adesiva. Come si evince dal nome, si tratta di un disturbo che provoca per lo più dolore e rigidità. Il problema dovrebbe essere riconosciuto tempestivamente per essere trattato prima di arrivare a una quasi totale mancanza di mobilità.

Le persone più a rischio
A differenza di quanto si creda, la spalla congelata non è un fenomeno così diffuso, e interessa una fetta della popolazione abbastanza esigua che si aggira dall’1 al 3%. Le persone più a rischio sono quelle di sesso femminile che hanno superato i 40 anni.

Cosa accade alla nostra spalla
Come tutti ben sappiamo la spalla è costituita da un’importante articolazione che congiunge l’omero con la scapola e la clavicola. In tale zona vi è quella che viene chiamata capsula della spalla ovvero del tessuto connettivo che abbraccia l’intera articolazione. Il movimento, viene reso possibile grazie a una continua lubrificazione della capsula. Quando si è affetti dalla sindrome della spalla congelata tale capsula tende a inspessirsi e a restringersi con tutti i problemi di mobilità del caso.

Le cause della spalla congelata
La spalla congelata si manifesta con maggior probabilità nelle persone affette da diabete, patologie tiroidee, malattie cardiache e di Parkinson. Tuttavia la relazione non è ancora stata chiarita. Altre motivazioni che possono aumentare il rischio sono la sedentarietà, l’immobilizzazione della zona a causa di traumi, interventi chirurgici o fratture.

I sintomi della spalla congelata
I sintomo più evidente è la mancata mobilità della spalla che a volte è resa difficoltosa anche con l’aiuto di qualcuno. Tuttavia è bene specificare che la sindrome da spalla congelata non si manifesta sempre allo stesso modo. Nella fase inziale, considerata di congelamento, si assiste a un incremento del dolore che può durare da poche settimane a quasi un anno. Con il passare del tempo, la mobilità si riduce in modo progressivo. Quando la spalla arriva alla fase di assestamento è possibile notare dei miglioramenti a livello di dolore ma non di rigidità. Paradossalmente, al termine della seconda fase la spalla potrebbe riprendere a funzionare con regolarità per alcuni mesi.

Esami diagnostici
Il medico curante per accertarsi si tratti proprio di sindrome da spalla congelata può richiedere di eseguire una risonanza magnetica, un’ecografia o una lastra a raggi X al fine di avere una visione più chiara dello stato di salute della capsula della spalla o dei legamenti.

Le cure
La prima cura da fare, per evitare il peggioramento della situazione, è del movimento o trattamenti fisioterapici. Ottimi anche gli esercizi di stretching. Se il dolore è molto forte il medico potrebbe prescrivere dei farmaci ad azione antinfiammatoria. Nei casi più gravi si può richiedere l’iniezione di cortisone che però hanno diverse controindicazioni e dovrebbero essere utilizzate solo se strettamente necessario.

L’esercizio più comune
Uno degli esercizi più comuni che vi verranno proposti per mobilizzare la spalla è quello che deve essere eseguito davanti a una porta. Ci si posiziona di fronte alla porta, si piega il braccio e si pone la mano al centro dello stipite della porta. A questo punto si tiene la mano ben salda e si ruota il corpo fino a mettersi in posizione contraria, quindi con la porta alle spalle. La posizione va mantenuta al massimo per un minuto.

Stretching degli arti superiori
Cominciate con il braccio destro: posizionatelo verso il lato sinistro distendendolo a livello delle clavicole o appena più in giù. Ora con la mano sinistra eseguite una leggera trazione del braccio destro, come se doveste allungarlo verso l’esterno.

Rimedi naturali
Tra gli antidolorifici più comuni ci sono l’artiglio del diavolo o la curcuma, facilmente reperibili in erboristeria sotto forma di capsule. Se c’è infiammazione, ottimo anche un oleolito di peperoncino aggiungendo l’1% della spezia in olio extravergine di oliva. Il prodotto si applica tramite leggero massaggio. Un altro trattamento esterno è quello del trattamento alternato di impacchi caldi e freddi: migliorano la circolazione sanguigna promuovendo la mobilità e lo scongelamento della spalla. Infine, è essenziale ridurre al minimo alimenti che potrebbero peggiorare l’infiammazione come gli zuccheri, le farine e altri alimenti raffinati.