11 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Alimentazione e salute

Salumi e carni lavorate fanno peggiorare l’asma

Quattro o più porzioni settimanali di carni lavorate, salumi e insaccati sono state collegate a un peggioramento dei sintomi dell’asma. L’avvertimento dei medici

Salumi, carne insaccata e lavorata peggiora i sintomi dell'asma
Salumi, carne insaccata e lavorata peggiora i sintomi dell'asma Shutterstock

FRANCIA – Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Thorax sottolinea come l’assunzione di carne lavorata, insaccati e salumi possa peggiorare i sintomi dell’asma. Attenzione dunque a prosciutti, salami, pancetta e simili in chi soffre di questa malattia respiratoria, poiché bastano quattro o più porzioni a settimana per esacerbare le crisi.

La colpa è dei nitriti
Secondo i ricercatori il problema sarebbero i nitriti, di cui le carni lavorate sono ricche. Questi pare abbiano un ruolo nell’infiammazione delle vie aeree – che è anche una caratteristica tipica dell’asma.

Lo studio
Per valutare se l’assunzione di carni lavorate, insaccati e salumi avesse un impatto negativo sui sintomi dell’asma, i ricercatori hanno raccolto i dati relativi ai partecipanti al francese EGEA, lo studio epidemiologico francese su genetica e ambiente dell’asma (EGEA). Lo studio, durato più di vent’anni, è basato sul monitoraggio della salute attraverso indagini e visite mediche di più di 2.000 pazienti con asma, i loro parenti stretti e un gruppo di confronto in cinque città francesi. Il nuovo studio ha analizzato i dati di 971 adulti (49% uomini), che comprendevano la dieta, il peso corporeo e il BMI, il punteggio relativo ai sintomi dell’asma e i dati demografici ottenuti fino al 2011-2013.

L’assunzione di carni lavorate
Per valutare l’assunzione di carni lavorare, la dieta è stata misurata utilizzando questionari di frequenza alimentare che comprendono 118 prodotti in 46 gruppi di alimenti. L’assunzione di salumi come prosciutto, salsiccia e salame è stata classificata a partire da bassa con una o meno porzioni settimanali; media da 1 a 4 porzioni settimanali e alta 4 o più porzioni settimanali.

I sintomi dell’asma
I sintomi di asma sono invece stati misurati per mezzo di un punteggio che va da 0 a 5, in base alla gravità e frequenza. Tra questi erano compresi difficoltà di respiro, senso di costrizione toracica e mancanza di respiro nei 12 mesi precedenti lo studio. Le informazioni sono state anche raccolte valutando altri fattori potenzialmente di rischio come il fumo, l’attività fisica regolare, l’età, il sesso e il livello di istruzione.

I dati
Il 42% dei partecipanti ha dichiarato di aver avuto problemi di asma a un certo punto tra il 2003 e il 2007. Circa la metà (51%) non avevano mai fumato. Poco più di un terzo (35%) erano in sovrappeso, mentre quasi uno su 10 (9%) erano obesi. I partecipanti hanno riferito di aver mangiato una media di 2,5 porzioni di carni lavorate a settimana. Durante le ultime verifiche, eseguite dal 2011 al 2013, poco era cambiato nel punteggio dei sintomi dell’asma.

Se cala la dose, migliorano i sintomi
Chi mangiava meno carne lavorata vedeva una minore recrudescenza dei sintomi dell’asma. Per esempio, tra coloro che hanno mangiato una o meno porzioni settimanali, la percentuale di quelli con peggioramento dei sintomi dell’asma è stata del 14%; tra quelli la cui alimentazione prevedeva da 1 a 4 porzioni, la percentuale è stata del 20%; infine, tra coloro che assumevano 4 o più porzioni, la percentuale è stata del 22%. Nel complesso, coloro che mangiavano più carni lavorate avevano il 76% più probabilità di avere un peggioramento dei sintomi.