16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

16enne muore a scuola per un attacco d'asma: in Italia 300mila a rischio e uno su tre è under 14

A Roma gli allergologi ospedalieri a congresso nazionale fanno il punto della situazione. Cosa è necessario fare per arginare l'epidemia di asma e il rischio di morti

Asma
Asma (Image Point Fr. | shutterstock.com)

L’asma uccide. E’ capitato proprio qualche giorno fa a Melegnano (MI). E perdere la vita è stata una ragazza di 16 anni, morta in ospedale dopo due giorni di coma, in seguito a una crisi d’asma avuta a scuola. Non è un episodio isolato, e rischia si divenire la norma se non si prendono le misure adeguare per arginare questa ‘epidemia’ che ha assunto negli ultimi anni caratteristiche di diffusione e gravità preoccupanti, sia in termini di morbilità che, proprio, di mortalità.

La situazione in Italia
In Italia l’incidenza dell’asma è pari al 4,5% della popolazione, ossia circa 2,6 milioni di persone. Una buona parte dei casi di asma è causata dalla presenza di una o più allergie. L’asma grave invece riguarda fino al 10% della popolazione complessiva di asmatici e ha un importante impatto sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. Se n’è parlato al Congresso nazionale degli allergologi ospedalieri in corso a Roma. L’asma grave attualmente è responsabile del consumo di circa l’80% delle risorse dedicate all’asma e tra i circa 300mila asmatici gravi italiani, uno su tre è un giovane di età inferiore a 14 anni. Se, l’asma grave, non viene trattata in modo adeguato, può condizionare gravemente la qualità della vita, causando limitazioni dell’attività fisica, disturbi del sonno e assenze dal lavoro o dalla scuola. Nei casi più gravi possono essere necessari frequenti ricoveri in ospedale e, talvolta, le crisi più acute e intense possono mettere a repentaglio la vita dei pazienti, come appunto riportato in occasione dei recenti tragici episodi di cronaca.

Dati paradossali
«I dati relativi ai pazienti affetti da asma grave nel nostro Paese sembrano paradossali – spiega Antonino Musarra, Presidente AAIITO, Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri – se si considerano le accresciute conoscenze recenti sulla eziopatogenesi dell’asma e sulla disponibilità di trattamenti in grado di consentire un buon controllo nella gran parte di pazienti con questa patologia ostruttiva. Per agire sul piano della prevenzione è indispensabile prestare costante attenzione alle misure di educazione sanitaria e sociale, necessarie a correggere gli stili di vita che tendono a far peggiorare l’asma, come per esempio l’esposizione ad ambienti contaminati da allergeni o da fumo di sigaretta, la sedentarietà e l’eccesso di peso corporeo. Per identificare in modo efficiente i pazienti con questa condizione clinica – prosegue l’esperto – è necessario distinguere i non pochi asmatici che presentano sintomi perché non eseguono correttamente la terapia inalatoria, da quelli in cui questa terapia non funziona adeguatamente e sono costretti a impiegare farmaci cortisonici per via generale, spesso con beneficio parziale e con importanti effetti collaterali come aumento di peso, aumento della glicemia, rischio di osteoporosi».

Ognuno è diverso
«In passato, tutti i pazienti con asma grave venivano trattati in modo uguale. Oggi, invece, è possibile trattare alcuni pazienti affetti da asma grave con farmaci biologici che oltre a essere selettivi e diretti specificamente nei confronti di determinati mediatori hanno un’ottima tollerabilità – sottolinea il dottor Claudio Micheletto, Segretario generale dell’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) – Questi farmaci, alcuni dei quali già disponibili, sono rivolti in particolare al paziente asmatico allergico grave e all’asmatico eosinofilico grave. Prima di arrivare a un trattamento è necessario fare un iter diagnostico con l’obiettivo di chiarire la natura della forma asmatica e il fenotipo dell’asma. E’ una sfida culturale che ci ricorda che l’asma non è un’unica malattia e che il nostro compito è quello di caratterizzarla al meglio per trovare il giusto trattamento».