24 luglio 2019
Aggiornato 00:00
Rapporto di coppia

C’è un tempo per ogni cosa, anche per il divorzio. Attenti alla stagione

Gli esperti hanno scoperto che esiste una stagionalità dei divorzi, ovvero un periodo in cui è più facile che le coppie scoppino, con un aumento delle domande di divorzio. Occhio dunque alla stagione

WASHINGTON – Si usa dire che c’è un tempo per ogni cosa e, a quanto pare, questo vale anche per il divorzio. Un nuovo studio condotto da un team di sociologi dell’Università di Washington (WU) rivela che esiste un modello biennale stagionale in cui si raggiunge il picco di domande di divorzio: questo avviene in particolare in primavera, nel mese di marzo, e in estate, nel mese di agosto – specie dopo le vacanze.

Il calendario
Il divorzio seguirebbe dunque una sorta di calendario. Per supportare questa tesi, gli scienziati della WU hanno condotto uno studio i cui risultati sono presentati al CXI Annual Meeting dell’American Sociological Association (ASA) di Seattle (Usa). Secondo i ricercatori le festività invernali e le vacanze estive sono una sorta di ‘tempi sacri’. Questi periodi sono spesso utilizzati dalle coppie come banco di prova per il rapporto. Tempi in cui ci si dà una chance per riparare un rapporto che non funziona, per ricominciare daccapo. Per esempio, «Sarà un felice Natale…», sottolinea la prof.ssa Julie Brines, alla platea.

Crescenti aspettative
«Le persone tendono ad affrontare le vacanze con crescenti aspettative, nonostante le delusioni che potrebbero avere avuto negli anni passati – ha spiegato la prof.ssa Brines – Questi rappresentano periodi dell’anno in cui c’è l’anticipazione o la possibilità di un nuovo avvenire, un nuovo inizio, qualcosa di diverso, una transizione verso una nuova fase di vita. E’ come un ciclo di ottimismo, in un certo senso». Ma, avvertono gli esperti, le vacanze sono anche cariche di emozioni e stressanti per molte coppie, e possono creare delle crepe in un matrimonio.

Disillusi
Stando ai documenti depositati in tribunale e ai dati acquisiti, questi rispecchiano tutta la disillusione e l’infelicità che i coniugi sentono quando le vacanze non sono state all’altezza delle aspettative. Possono decidere di chiedere il divorzio nel mese di agosto, in seguito alla vacanza in famiglia e prima che i bambini inizino la scuola. Ma tutto questo come spiega il picco a marzo, diversi mesi dopo le festività invernali? La dott.ssa Brines ritiene che sia perché le coppie hanno bisogno di tempo per mettere ordine nelle proprie finanze, trovare un avvocato o semplicemente il coraggio di chiedere il divorzio. Anche se le stesse considerazioni valgono per la fine estate, l’esperta ritiene che l’inizio dell’anno scolastico possa accelerare i tempi, almeno per le coppie con bambini. Il picco di primavera, secondo i sociologi può anche essere dovuto all’allungarsi delle giornate e alla maggiore attività, che può spingere le persone ad agire.

L’effetto della crisi
Come magari ci si poteva aspettare, la crisi economica e la recessione potrebbero avere avuto un impatto sulle domande di divorzio, o comunque sulla rottura dei matrimoni. Invece, dai dati raccolti dai ricercatori si è scoperto che disoccupazione, problemi economici e così via non hanno influito più di tanto. Mentre invece i picchi erano correlati ai periodi stagionali succitati, mostrando che vi era più un modello stagionale. In tutti i numerosi casi esaminati è dunque emerso un modello stagionale che, secondo l’esperta, «è più o meno lo stesso» nei diversi Paesi.