24 agosto 2019
Aggiornato 07:30
Società

Parla male dell’ex marito con il figlio, condannata a 30mila euro di multa

Parlare male del proprio ex marito può costare caro. È quanto accaduto a una donna che parlando al figlio del proprio papà con toni poco lusinghieri, è stata condannata a pagare una multa di 30mila euro e a ristabilire l’equilibrio tra padre e figlio, stabilendo inoltre l’affido congiunto

ROMA – Certo, quando si tratta di separazioni può esserci molta rabbia dietro, specie se ci si è lasciati non proprio nel migliore dei modi. E anche se la ‘colpa’ non dipende tutta da noi. Quale che sia il motivo, però, non si dovrebbero coinvolgere i figli. Eppure a volte accade, così come nel caso di una mamma che è stata condannata a una multa da 30mila euro per aver parlato male dell’ex marito al proprio figlio.

Non ostacolare
Secondo la sezione Civile del Tribunale di Roma, la donna avrebbe intralciato «il funzionamento dell’affido condiviso». Lo avrebbe fatto assumendo «atteggiamenti sminuenti e denigratori della figura paterna». Questo comportamento, secondo il Tribunale, avrebbe «indotto il figlio a disattendere il calendario degli incontri con il padre». La donna è stata inoltre ritenuta responsabile di una «condotta che ha avuto ricadute dirette sulla figura dell’altro genitore, svilendolo nel suo ruolo di educatore e di figura referenziale». Il figlio, tra l’altro, è sofferente per una patologia in corso. Il Tribunale di Roma ha poi anche ammonito la donna, che dovrà ristabilire l’equilibro tra padre e figlio.

Disposto l’affido congiunto
Il Tribunale di Roma ha poi disposto l’affido congiunto, e ha stabilito «che se pur il bambino sarà residente presso la madre, il padre avrà comunque la «facoltà di vederlo e tenerlo con sé quando vorrà, previo accordo del genitore con il locatario durante i periodi di vacanza scolastica e comunque al suo rientro, oltre che di recarsi liberamente a trovarlo durante il ciclo scolastico».

Favorire un sano recupero del rapporto
Sebbene separati, i genitori dovrebbero agire per il bene dei figli. Ma, in questo caso, secondo il Tribunale, la madre non ha fatto in modo che padre e figlio potessero riavvicinarsi, mentre avrebbe dovuto farlo «risanandone il rapporto nella direzione di un sano e doveroso recupero necessario per la crescita equilibrata del minore già gravemente sofferente a causa della patologia da cui è affetto sin dalla nascita, ma al contrario continuando a palesare la sua disapprovazione in termini screditanti nei confronti del marito». Infine, il collegio giudicante ha ammonito la donna affinché operi in modo da favorire «il giusto recupero del ruolo paterno» che è fondamentale per tutelare la serenità del bambino.