18 luglio 2019
Aggiornato 13:00
Esami diagnostici: la laparoscopia

Laparoscopia o video laparoscopia, cos’è come funziona, quando è diagnostica o terapeutica. La preparazione all’operazione e la fase post-

La Laparoscopia per l’infertilità, per l’utero, in ginecologia. Quando si esegue in caso di tumori, appendicite, morbo di Crohn e calcoli.

Viene generalmente chiamata Laparoscopia ma il termine più corretto sarebbe celioscopia – da kolia, ventre e skopein, osservare. È conosciuta anche con il nome di pelviscopia o peritonescopia. Non esistono differenze tra laparoscopia e videolaparoscopia come molti pensano, si tratta in realtà sempre della stessa tecnica. Infatti in entrambi i casi viene utilizzata una telecamera affinché si possa vedere con esattezza l’intervento che si sta eseguendo.

Perché viene richiesta la laparoscopia
La Laparoscopia viene consigliata dal proprio medico per diversi motivi. Il più comune è una sterilità inspiegabile. Con essa infatti è possibile ottenere un buon giudizio sullo stato di salute dell’utero, delle ovaie e delle tube. In più, con il Laparoscopio è possibile visualizzare la maggior parte degli organi addominali, verificando la causa di eventuali dolori o masse percepibili al tatto.

  • Quando nasce la Laparoscopia
    Si tratta di una tecnica tutt’altro che nuova: essa infatti è stata ideata ufficialmente nel 1987 dal medico francese Philippe Mouret, un chirurgo di Lione. Tuttavia, è bene dire che il primo a eseguire la tecnica su un cane è stato il medico tedesco Georg Kelling. Oggi viene considerata una branca della video chirurgia.

Altri motivi per cui il medico può richiedere una Laparoscopia
Negli ultimi anni la laparoscopia viene adoperata per diagnosticare un numero sempre maggiore di patologie che riguardano gli organi addominali. Tra questi ricordiamo – oltre il già citato sistema genitale –l’apparato digerente: fegato, cistifellea, intestino, stomaco, colon, appendice e pancreas. Oppure l’apparato urinario: reni, vescica, uretere.

  • Malattie che possono essere diagnosticate con il Laparoscopio
    Tumori benigni, maligni o secondari del fegato, del pancreas, delle ghiandole surrenali, dell’esofago, dello stomaco e del duodeno, dell’intestino tenue, della milza, del colon, del retto e dell’apparato genito-urinario.
  • Cisti e angiomi del fegato
  • Calcoli alla colecisti e al coledoco
  • Colecistite e pancreatite acuta (drenaggio di ascessi)
  • Ernia diaframmatica
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Ulcere allo stomaco
  • Ipertrofia del piloro
  • Cisti spleniche e aneurismi (della milza)
  • Morbo di Crohn
  • Appendicite
  • Diverticolosi
  • Occlusione intestinale
  • Ernia inguinale, epigastrica e ventrale
  • Stenosi ureterale
  • Cisti e calcoli renali
  • Incontinenza urinaria
  • Endometriosi
  • Fibromi all’utero
  • Criptorchidismo
  • Obesità grave

La preparazione per la Laparoscopia
Si tratta di una tecnica eseguita generalmente in anestesia generale, che prevede una preventiva ospedalizzazione. L’esame può essere eseguito solo dopo vari accertamenti diagnostici (per esempio esami del sangue, delle urine, elettrocardiogramma o ECG) al fine di determinare un ridotto rischio anestesiologico. Il medico potrebbe consigliare la sospensione di alcuni farmaci come quelli a base di acido acetilsalicilico e anticoagulanti in generale (compresi gli integratori naturali, per esempio a base di aglio o iperico). In alcuni casi potrebbe essere sconsigliata anche l’assunzione di antinfiammatori FANS. I giorni precedenti è auspicabile ridurre il consumo di cibi troppo ricchi di fibre o che fermentano eccessivamente a livello addominale. L’intervento va eseguito dopo un digiuno di almeno 6 ore.

Come si esegue la Laparoscopia
La laparoscopia è un intervento abbastanza rapido – di norma dura 15-20 minuti – che prevede un’incisione a livello periombelicale. Questa consente l’introduzione di un tubicino di circa 5-10 mm di diametro, dotato di fibre ottiche che fungono da telecamera, al fine di permettere al chirurgo di vedere con precisione ciò che risiede all’interno della cavità addominale. Il laparoscopio è, in realtà, una sorta di Endoscopio che ha sostituito con successo il tradizionale intervento di laparatomia¸ ovvero di un’operazione chirurgica totale dell’addome.

Cosa succede durante la Laparoscopia
Durante l’intervento, il chirurgo introduce dei particolari strumenti all’interno dell’addome per mezzo di piccoli fori eseguiti intorno all’ombelico. Siccome l’utilizzo di tali attrezzi sarebbe impossibile in condizioni normali, viene preventivamente spruzzato del gas (protossido di azoto) nella parete addominale per formare dello 'spazio' utile per utilizzare gli strumenti. Al termine dell’esame – nel quale può anche essere prelevato un campione di tessuto per un’eventuale biopsia – l’endoscopio (laparoscopio) viene rimosso e le incisioni vengono suturate con appositi punti o, nel caso in cui siano molto piccole, con appositi cerotti.

Il risveglio e l’osservazione (fase post operatoria)
Al termine dell’intervento di laparoscopia il paziente viene risvegliato dall’anestesia e riportato in reparto dove verrà osservato dal personale medico per diverse ore – generalmente 24-48. Per alcuni giorni si avvertirà dolore nella sede delle incisioni ed è possibile che vengano prescritti antidolorifici. Per un paio di settimane è vietato sollevare pesi per evitare che le ferite possano riaprirsi. Altri sintomi normali sono il desiderio di urinare spesso a causa del gas inserito nella cavità addominale.

  • Sapevi che…?
    Molte persone in seguito all’intervento di laparoscopia potrebbe accusare dolori più o meno intensi alle spalle. Il motivo è molto semplice: il gas che viene introdotto all’interno della cavità addominale potrebbe creare qualche disturbo al funzionamento del diaframma. Essendo direttamente collegato con spalle e vertebre cervicali è possibile accusare dolori in tale zona.

Sintomi che necessitano di un controllo medico
Febbre alta, vomito, dolori molto forti che si irradiano negli arti inferiori, dolore toracico e sanguinamento eccessivo dalle ferite.

Rischi derivanti dall’intervento
In rari casi e in soggetti predisposti potrebbero verificarsi rischio più o meno seri. Tra questi vi sono danneggiamenti permanenti delle strutture interne – specie all’uretere o alla vescica. Se il danno si verifica a livello nervoso si può accusare un aumento di dolore o sensibilità nella zona genitale. Più gravi sono quelli relativi ai vasi sanguigni, che necessitano di un intervento immediato per il rischio di emorragia interna.

  • Laparoscopia Robotica
    Di recente è stato realizzato un nuovo macchinario – una sorta di robot dotato di braccia meccaniche – che sembra possa sostituire efficacemente la tradizionale laparoscopia. Le braccia del robot, in pratica, sono in grado di eseguire lo stesso identico lavoro di quelle umane.

I risultati
Generalmente i risulti sono disponibili quando il paziente è ancora in fase di ospedalizzazione. Possono volerci alcuni giorni in più nel caso in cui venga eseguito un prelievo di tessuto per una biopsia.