20 giugno 2021
Aggiornato 14:00
Salute del cuore

Infarto, il nemico «silenzioso». Quasi uno su due arriva senza sintomi e sfugge alle cure

Quasi un infarto del miocardio è silenzioso e non si riconosce neanche a posteriori, magari dopo un elettrocardiogramma o una visita specialistica. Il rischio è sfuggire alle cure e essere vittime di un evento fatale

WINSTON-SALEM – Gli specialisti californiani mettono sull’avviso dal pericolo infarto ’’silenzioso’’, un nemico ingannatore che può far sfuggire alle cure – con il rischio di essere vittime di un evento fatale – e non essere riconosciuto neanche dopo, magari durante un elettrocardiogramma o una visita specialistica. Spesso infatti l’infarto è asintomatico, ma questo non esclude la sua pericolosità.

Quasi la metà
La ricerca condotta dagli specialisti del Wake Forest Baptist Medical Center a Winston-Salem, in Carolina del Nord, e pubblicata sulla rivista Circulation, ha trovato che quasi la metà degli infarti del miocardio, pari a circa il 45%, può essere asintomatica (o silenziosa). Questi attacchi, come comprensibile, non sono fulminanti. Tuttavia, questo non significa che non possano esserlo in un futuro prossimo, aumentando così il rischio di morte improvvisa, poiché nel frattempo non si è corso ai ripari.

Le evidenze
I cardiologi californiani durante il periodo di follow-up hanno seguito lo stato di salute cardiovascolare di un campione di circa 9.500 persone, che facevano parte di uno studio di coorte sull’aterosclerosi. L’analisi dei dati acquisiti durante diversi anni ha evidenziato che 317 partecipanti avevano avuto un infarto silente, mentre 386 un attacco cardiaco con la presenza di sintomi clinici classici come dolore al braccio, dolore toracico e allo stomaco, fiato spezzato, sudori freddi.

Più pericolo per le donne... e per tutti
Sebbene l’infarto asintomatico sia più frequente tra gli uomini, gli esperti avvisano che questo è più pericoloso per le donne. In linea generale, l’infarto silenzioso aumenta di tre volte il rischio di morte per eventi cardiaci e aumenta del 34% il rischio di decesso per tutte le cause. Se a volte è un bene non sapere, nel caso dell’infarto silente le cose vanno diversamente avvertono gli specialisti, perché può essere molto più pericoloso di un attacco di cuore classico. Le vittime di un infarto asintomatico infatti non vengono curate e non sono prese tutte le precauzioni che invece vengono adottate per i pazienti che hanno avuto un infarto riconosciuto. Per evitare questi rischi è bene sottoporsi regolarmente a degli screening di controllo, specie se vi è già una storia familiare di malattie cardiache o cardiovascolari.