1 aprile 2020
Aggiornato 12:30
Esami clinici e medici

Allergie respiratorie: gli esami allergologici o prick test, gli allergeni, i sintomi

Tutto quello che si deve sapere sugli esami allergologici o delle allergie respiratorie prick test. Cosa sono, quando si fanno, perché, come si fanno e come leggerli

Prick test per le allergie. Tutto quello che c'è da sapere
Prick test per le allergie. Tutto quello che c'è da sapere Shutterstock

Cosa sono gli esami allergologici prick test?
I prick test sono degli esami specifici per testare la reazione allergica a determinate sostanze (allergeni), sia di origine aerea o esterna (pollini, acari, peli di animali ecc.) che alimentare.

Come si eseguono i prick test?
Per eseguire un prick test si pone una goccia dell’allergene sulla parte interna dell’avambraccio. Dopo di che, l’allergologo pizzica la pelle con una lancetta sterile, al fine di far penetrare la sostanza da testare. Dopo circa 15 minuti, l’allergologo esamina la cute per verificare la presenza di eventuali reazioni positive all’allergene. Nel caso di reazione si possono osservare pomfi in rilievo e tondeggianti, del diametro di alcuni millimetri Spesso sono pruriginosi e intorno si forma un eritema. Le reazioni oltre i 20 minuti, in genere non si tengono in considerazione.

Chi può sottoporsi a un prick test?
Chiunque, a qualsiasi età. Tuttavia, prima dei 3 anni d’età spesso è di difficile interpretazione.

Perché ci si sottopone a un prick test?
Si esegue un prick test per valutare la possibile allergia respiratoria dovuta, per esempio, a

  • Pollini in generale
  • Graminacee
  • Parietaria
  • Olivo
  • Acari della polvere
  • Muffe
  • Peli di animali (cane, gatto ecc.)

Quali sono i sintomi di un’allergia respiratoria?
I sintomi possono variare da soggetto a soggetto e in base all’allergene. In linea generale i più comuni sono

  • Rinite allergica, caratterizzata da naso che cola, che brucia, da starnuti ecc.
  • Asma e difficoltà respiratorie
  • Congiuntivite e occhi arrossati, che bruciano, che lacrimano
  • Dermatite atopica
  • Orticaria, arrossamento, pomfi, prurito

Come si leggono e s’interpretano gli esami?
Le linee guida in allergologia stabiliscono che si ha una reazione positiva all’allergene (cioè si è in linea di massima allergici) quando il pomfo che ne risulta ha un diametro superiore ai 3 mm, con un’area totale di circa 7 mm cubici.

Quali sono le controindicazioni del prick test?
Non sono state registrate particolari reazioni indesiderate. Tuttavia nel caso di persone che hanno manifestato in precedenza predisposizione allo shock anafilattico, l’esame va eseguito con cautela. Nel caso, si procede prima con il «drop test», ossia apponendo soltanto la goccia dell’allergene senza farlo penetrare nella cute con la lancetta. Se il paziente ha già così una reazione allergica è inutile procedere oltre con il test. I maschi reagiscono di più rispetto alle femmine.

Quando è meglio eseguire il prick test?
Ci sono delle ore durante la giornata in cui è meglio (o no) eseguire il test.

  • Tra le ore 19.00 e le 23.00 si ha la risposta cutanea massima
  • Alle ore 7.00 del mattino si ha la risposta cutanea minima
  • Dalle ore 8.00 fino alle 19.00 si ha una risposta media.

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