21 settembre 2020
Aggiornato 17:30
Cardo Mariano: proprietà e benefici

Le proprietà del Cardo Mariano, il più potente rigenerante del fegato

Previene i danni epatici, è utile in caso di epatiti virali e normalizza le transaminasi

È una pianta conosciuta da secoli nella tradizione medica popolare. Da sempre è «l’erba che cura le affezioni di fegato». In epoca Rinascimentale i frutti del Cardo Mariano erano il medicamento principale per la melanconia (depressione, tristezza): sentimento attribuito a problemi di fegato e cistifellea. Forse gli erboristi ricordano la Tinctura Cardui Mariae, che Rademacher provò con successo sui suoi pazienti a metà del 1800. E ancora oggi le cose non sono affatto cambiate: la scienza ne conferma le sue importanti virtù medicinali.

È tutto merito della Silimarina
Studi recenti attribuiscono gran parte delle virtù del Cardo Mariano alla Silimarina. A differenza di quanto si creda, però, la Silimarina non è una sostanza, bensì un complesso di sostanze contenute nei frutti della pianta. Sono presenti mediamente nella quantità del 3 per cento e sono contraddistinte dalla presenza di Silibina, silidianina e silicristina.

Il Cardo Mariano protegge dai danni al fegato
Grazie al complesso di queste preziose sostanze, il Cardo Mariano esplica una potente azione protettiva sul fegato. Sembra che i frutti riescano a rigenerare le cellule epatiche che hanno subìto un danneggiamento a causa di varie problematiche come abuso di farmaci, alcol eccetera. Ma non solo: è stato dimostrato che l’assunzione di Cardo Mariano riduce la mortalità delle cellule epatiche in caso di avvelenamento da Amanite. In questo caso, la Silimarina è in grado di interagire con i fosfolipidi presenti nelle membrane degli organuli interni cellulari. Tale effetto svolge una stabilizzazione delle membrane, impedendo alle sostanze tossiche o alle cellule malate di entrare in contatto con quelle sane.

Cardo Mariano: il rimedio naturale per la transaminasi alta
Numerosi studi hanno confermato la virtù del Cardo Mariano nel riportare alla normalità i valori di transaminasi. Esso agirebbe sia sulla SGOT (transaminasi glutammico-ossalacetica) e la SGPT (transaminasi glutammico-piruvica).

  • Approfondimento: cosa sono le transaminasi?
    Si tratta di particolari enzimi che possiedono un’importante attività metabolica a livello cellulare. L’aumento potrebbe indicare la presenza di lesioni delle cellule epatiche, ma anche cardiache, muscolari o renali. Con l’esame del sangue viene analizzato l’Aspartato Aminotransferasi (ASAT) che corrispondono alla transaminasi glutammico-ossalacetica (SGOT) e l’Alanina Aminotransferasi (ALAT) che corrisponde alla transaminasi glutammico-piruvica SGPT.

Riduce la formazione di radicali liberi
I frutti del Cardo Marino riducono la formazione di radicali liberi, inibendo la formazione dei lipoerossidi. L’azione sembra essere superiore ad alcune vitamine antiossidanti come la vitamina E. In poche parole, la pianta è in grado di bloccare la formazione dei radicali liberi dell’ossigeno (RLO) che, come molti sapranno, possono portare a processi infiammatori cronici.

Cura le epatiti virali
Il Cardo Mariano sembra essere un rimedio naturale contro le epatiti virali. In base ad alcuni studi [1] si è potuto dimostrare che la Silimarina riesce a bloccare l’aggancio del virus ai recettori cellulari. In questo modo molte cellule epatiche riuscirebbero a non infettarsi, riuscendo a controllare temporaneamente anche variazioni anomale della transaminasi che avvengono in questi casi. Nonostante sembri essere la Silimarina a possedere tali effetti, è importante ricordare che è sempre il fitocomplesso e non il singolo componente ad agire positivamente sulla nostra salute [2].

Meglio associarlo al Tiglio e menta piperita
Il Cardo Mariano stimola naturalmente la coleresi, beneficio che si può apprezzare in maggior misura se associato all’alburno di Tiglio e alla menta piperita. Ciò dovrebbe normalizzare i valori epatici nel più breve tempo possibile.

Cardo Mariano: dosi e somministrazione
Il Cardo Mariano va assunto, secondo Weiss, nella dose di 3-4 tazze al giorno di decotto dei suoi frutti. La prima tazza si assume preferibilmente la mattina; la seconda mezz’ora prima del pranzo; la terza prima di cena e la quarta prima di coricarsi.  Tale forma può essere utile anche in caso di atonia gastrica, superlavoro mentale e mal d’auto.

Cardo Mariano: effetti collaterali e controindicazioni
Non sono stati segnalati particolari effetti collaterali dalla letteratura scientifica. Anzi, Leclerc scriveva «La medicazione presenta il vantaggio di essere del tutto priva di tossicità e di poter essere impiegata per lungo tempo, fino a che è necessario, senza che mai succedano all’ipotensione reazioni di ipertensione». Tuttavia è bene dire che in caso di gravi ostruzioni biliari è bene evitarne il consumo, se non sotto consiglio del medico curante.

Cardo Mariano: interazioni con i farmaci
E’ bene evitare l’assunzione contemporanea con l’Aspirina per evitare alterazioni della metabolizzazione del farmaco. L’assunzione di chemioterapici quali il cisplatino, il fenotiazine, le micotossine e gli anestetici, possono presentare una tossicità ridotta grazie alla presenza di Silimarina [3].

[1] Saba P. et coll., Epatologia, 25, 277-281 (1979)

[2] Campanini E, Secondo Natura, 13 – 9-11 (1986)

[3] Fabio Firenzuoli, Interazioni tra erbe alimenti e farmaci. Tecniche nuove Edizioni