29 ottobre 2020
Aggiornato 09:30
Guide pratiche

Mononucleosi o malattia del bacio

Che cos’è la Mononucleosi o malattia del bacio, le cause, i sintomi, la diagnosi, le complicazioni, le cure

1. Cos’è la Mononucleosi?
E’ una malattia infettiva causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Un virus che appartiene alla stessa famiglia degli herpes virus, come quelli che causano la varicella, l’herpes labiale o genitale, o ancora al cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio. Al pari dei suoi «parenti», il virus EBV rimane per sempre latente nel corpo umano, una volta che l’abbia infettato, e può ricomparire periodicamente.

2. Perché si chiama «mononucleosi»?
Il nome deriva dalla reazione del corpo all’infezione, ovvero da un aumento dei globuli bianchi e, nella fattispecie, dei monociti – le cellule mononucleate.

3. Quali le cause?
Come detto, la causa principale è l’infezione da virus EBV, che si trasmette principalmente attraverso le urine e la saliva: per quest’ultimo motivo è detta anche «malattia del bacio». Tuttavia il contagio può avvenire anche a seguito di uno starnuto, l’uso di una stoviglia infettata, un rapporto sessuale non protetto e così via. Gli esperti ritengono che sia più facile contrarre l’infezione quando il nostro sistema immunitario è indebolito: per esempio quando si è sotto stress. La mononucleosi colpisce di preferenza gli adolescenti e i bambini, ma gli adulti non ne sono per nulla esenti, anzi.

4. Quali i sintomi?
Nonostante la mononucleosi sia molto diffusa – si parla di circa il 70% della popolazione che l’ha contratta – secondo le stime nella maggioranza dei casi la malattia è asintomatica. I sintomi più comuni sono un lieve rialzo termico (o febbre) e uno stato generale di spossatezza: cosa che la fa spesso confondere con altre malattie come per esempio l’influenza.
Quando invece i sintomi sono più evidenti, assomigliano a quelli della tonsillite. Tuttavia, poiché le due malattie sono causate da agenti diversi ─ nella maggior parte dei casi batteri per la tonsillite e virus per la mononucleosi ─ le cure sono differenti. Il virus ha un’incubazione tra i 30 e i 50 giorni in adulti e adolescenti; nei bambini tra i 10 e i 15 giorni.

I sintomi più evidenti:

  • Ingrossamento e tumefazione delle tonsille
  • Mal di gola
  • Spossatezza, stanchezza
  • Debolezza muscolare che si prolunga nel tempo
  • Dolori muscolari, specie all’addome
  • Ingrossamento dei linfonodi su collo, nuca, ascelle
  • Ingrossamento della milza (in questo caso è bene evitare sforzi per scongiurarne una possibile rottura)
  • Febbre, anche alta, che dura nel tempo
  • Esantema
  • Encefalite

5. Ci possono essere complicazioni?
Sì. In particolare nelle donne, alcuni studi hanno infatti suggerito che dietro alla cosiddetta Sindrome da stanchezza cronica (o CFS) vi possa proprio essere un’infezione da virus di Epstein-Barr. Altri studi hanno ipotizzato un legame tra un deficit immunitario, l’infezione da EBV e l’insorgere di altre infezioni croniche – un po’ come avviene nel caso dell’Aids – o anche di tumori ai linfonodi. Il linfoma di Burkitt e il cancro nasofaringeo sono altre malattie che pare abbiano un legame con la mononucleosi, dato che spesso sono stati trovati in portatori del virus EBV, tuttavia poiché questo virus è molto diffuso non è detto che le due patologie siano il risultato di un’accertata causa/effetto.

6. Come si ottiene la diagnosi?
La diagnosi di mononucleosi si ottiene a seguito di alcuni esami, che non sono tutti necessariamente eseguibili in sequenza.

  • Il primo è la conta dei globuli bianchi, per mezzo di un esame ematomocitmetrico.
  • Il secondo valuta la presenza nel siero di anticorpi specifici (come gli eterofili) per l’EBV.
  • Un terzo esame, più specifico e certo, è quello per l’individuazione della presenza nelle prime fasi della malattia di anticorpi come gli EA (Early Antigen) e i VCA (virus capsigen antigen).
  • Un altro esame, prevede l’analisi della presenza di anticorpi nel sangue a distanza di mesi dopo l’insorgere della malattia. Questi anticorpi prendono il nome di IgG.

7. Quali le cure?
In quasi tutti i casi la malattia si risolve da sé, senza complicazioni, nel giro di uno-due mesi. Nei casi invece più gravi o con complicazioni rilevanti, in genere si ricorre agli antivirali. Tuttavia, spesso la cura è solo sintomatica, per alleviare i possibili fastidi: in questo caso si ricorre a farmaci cortisonici, antipiretici o antidolorifici. L’importante è non utilizzare mai gli antibiotici, poiché in caso di malattia virale non servono a nulla e, in più, possono causare ulteriori danni al sistema immunitario. Dopo che i sintomi più evidenti sono cessati, la persona di solito smette di essere infettiva.

In caso di mononucleosi, sebbene sia sempre d’obbligo rivolgersi al proprio medico, può essere anche utile alleviare i sintomi con i rimedi naturali. Tra i tanti, per recare sollievo alla gola si può utilizzare

  •  il miele: un cucchiaino fatto sciogliere lentamente sotto la lingua o sciolto nel latte tiepido può aiutare.
  • Anche la liquirizia può alleviare i dolori in gola: in questo caso può essere d’aiuto sciogliere in bocca alcuni pezzetti di liquirizia pura (attenzione però ad abusarne se si soffre di pressione alta).
  • Si possono anche fare dei gargarismi con acqua e sale, dalle proprietà disinfettanti o acqua e succo di limone.
  • Il succo d’Aloe stimola il sistema immunitario, per cui si rivela utile proprio in presenza di infezioni.
  • Altro rimedio efficace è l’argento colloidale, che si è rivelato un buon antivirale proprio contro la famiglia degli herpes virus.