29 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Tempo di epidemie in Toscana

Tubercolosi, torna il rischio. Allarme in un asilo della Toscana

Dopo la meningite, la Toscana viene colpita anche da un caso di TBC. In atto le prime misure preventive per evitare il diffondersi del micobatterio

FIRENZE – La Toscana, già sottoposta a forte paura e stress a causa dei continui casi di meningite, dovrà fare i conti anche con il batterio della tubercolosi. E’ stato isolato in questi giorni in un bambino di 5 anni, iscritto alla scuola materna di Capannori.

Il ricovero presso l’ospedale di Lucca
Il piccolo, colpito da TBC, è stato ricoverato all’ospedale San Luca di Lucca. Secondo alcune fonti, il batterio sarebbe stato trasmesso al bambino da un parente. Per fortuna la malattia è stata diagnosticata in tempo e, a seguito di una trattamento antibiotico, il bambino era sufficientemente in salute per essere dimesso dalla clinica ospedaliera.

E’ trasmissibile o meno?
Secondo le prime fonti, il bambino avrebbe contratto la malattia da un parente, ma tale dichiarazione è nettamente in contrasto con quella delle autorità competenti che dichiarano che la forma «è non bacillare, quindi non trasmissibile». Probabilmente solo il tempo smentirà una fonte o l’altra.

  • Approfondimento: quali sono i sintomi della tubercolosi?
    La tubercolosi è causata da un micro-batterio chiamato Mycobacterium tuberculosis. L’infezione può estendersi a vari organi del corpo come il sistema linfatico, i reni, l’apparato circolatorio, la colonna vertebrale e persino il cervello. A seconda della zona colpita possono verificarsi sintomi diversi. Per esempio nella colonna vertebrale può causare mal di schiena; nel cervello meningite. Quando la TBC si trova allo stadio iniziale colpisce i polmoni portando febbricola, leggera tosse e fitte toraciche. Spesso accompagnate da stanchezza e inappetenza. In alcuni Paesi il batterio è veicolato attraverso il latte di mucca. Fenomeno pressoché rarissimo nel nostro Paese, grazie ai continui controllo igienici. Il batterio è molto sensibile alla luce del sole, non a caso molti malati, in passato, sono stati guariti con le radiazioni ultraviolette.

Nel frattempo meglio prendere precauzioni
A titolo preventivo, i 26 bambini che hanno frequentato lo stesso asilo del piccolo affetto da TBC verranno sottoposti a controlli. Gli accertamenti saranno eseguiti dal dipartimento di Igiene pubblica della ASL2, proprio nella giornata di oggi, 31 dicembre 2015.

Lo studio Queen Mary University per la cura della TBC
Secondo un recente studio condotto dalla Queen Mary University, il batterio della tubercolosi scompare grazie alla presenza di vitamina D ad alto dosaggio. Non a caso, per decenni, le persone affette da TBC – quando gli antibiotici ancora non erano disponibili – si sottoponevano al trattamento di elioterapia (esposizione al sole) per guarire dalla malattia. Come ben sappiamo, il sole aiuta il nostro corpo a produrre vitamina D. «Fino a pochi anni fa si credeva che fosse l’abbinamento sole, aria pura e frizzante della montagna a produrre le guarigioni [da TBC, Nda], ma oggi c’è la conferma che il sole metabolizzando la vitamina, aumenta la capacità immunitaria dell’organismo, tanto da contribuire a debellare le infezioni da Tbc», dichiara Giancarlo Isaia, geriatra all’Università delle Molinette di Torino.