20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Tutto sulle infezioni sessuali

Malattie sessualmente trasmissibili

Cosa sono? Quali sono? Quali i sintomi? Quali i rischi? Come difendersi?

Le malattie sessualmente trasmissibili sono molto diffuse
Le malattie sessualmente trasmissibili sono molto diffuse ( Shutterstock )

1. Cosa sono le malattie sessualmente trasmissibili?
Le malattie, o infezioni, sessualmente trasmissibili (MST o IST) sono un genere di infezione che si contrae avendo rapporti sessuali, sia completi che non, con una persona infetta.

2. Quali sono le malattie sessualmente trasmissibili?
Le principali malattie veneree sono diverse. Di seguito un elenco delle più note.

  • Candida o candidosi: è un’infezione molto diffusa. E’ causata dal fungo/lievito Candida, nei diversi generi. E’ più diffusa tra le donne.

    APPROFONDIMENTO: La candida o candidosi, 7 domande 7 risposte.
     
  • Clamidia: è causata dal batterio Chlamydia trachomatis. Si trasmette con i rapporti sessuali ed è tra le infezioni più diffuse al mondo. A esserne colpite sono soprattutto le donne al di sotto dei 25 anni.
  • Epatite: se ne possono contrarre di diversi tipi: A, B e C. Si tratta di un’infiammazione acuta o cronica del fegato causata dal virus specifico.
  • Gonorrea, Blenorragia, Scolo: è una MST causata da un batterio gonococco.  Si trasmette quasi esclusivamente per via sessuale.
  • Herpes genitale: è un’infezione causata da un virus chiamato HSV-2. Si contrare per via sessuale, ma anche per mezzo di semplici baci o carezze.
  • Pediculosi del pube, Piattole: è una MST causata dal parassita Phthirus pubis. Colonizza i peli pubici, ma anche i peli del petto e quelli sotto le ascelle. E’ molto comune e diffusa. Si trasmette durante un rapporto sessuale o per mezzo di contatto con lenzuola, asciugamani o abiti usati da una persona portatrice.
  • Sifilide, Lue: è un’infezione sessuale causata dal batterio Treponema pallidum. La malattia dapprima è localizzata, poi tende a diffondersi in tutto il corpo. E’ molto diffusa.
  • Condilomi, Verruche genitali, Creste di gallo: è la malattia causata dal virus HPV, il Papilloma Virus umano. E’ assai simile al virus che causa le verruche sulla pelle. Si trasmette per via sessuale con ogni tipo di rapporto.
  • Linfogranuloma venereo: è un’infezione causata da una variante del batterio Chlamidia trachomatis. Questo però provoca una malattia cronica. Il contagio avviene per mezzo di abrasioni o piccoli tagli nella pelle e nelle mucose durante i rapporti sessuali di ogni tipo.
  • Tricomoniasi: è tra le malattie veneree più diffuse al mondo. E’ causata dal protozoo Trichomonas vaginalis, che infetta vagina e vie urinarie. Si contrae principalmente con rapporti sessuali vaginali.
  • Mollusco contagioso, Molluschi: è un’infezione cutanea causata dal virus del Mollusco. Il contagio avviene principalmente per via sessuale, ma anche attraverso la saliva. E’ molto diffusa tra i bambini.
  • Cancroide, Ulcera molle: è causata dal batterio Haemophilus ducrey. Si trasmette con tutti i tipi di rapporti sessuali. Provoca ulcere assai dolenti ai genitali.
  • Donovanosi, Granuloma inguinale o venereo: è un’infezione cronica, ma rara. La causa il batterio Calymmatobacterum granulomatis. Si trasmette esclusivamente attraverso i rapporti sessuali, di ogni tipo.
  • Proctiti o Enteriti: sono in realtà una patologia che raggruppa le infiammazioni dell’ultimo tratto dell’intestino come ano, retto, colon. Sono causata sia da batteri che virus o protozoi diversi.
  • Uretrite aspecifica: è un’infezione tipica maschile. E’ causata da diversi batteri, tra cui Ureaplasma urealyticum o Mycoplasma genitalium. Si trasmette con rapporti sessuali di tipo anale, vaginale e orale.
  • HIV - AIDS: è la nota malattia causata dal virus HIV (Human Immunodeficiency Virus). Ve ne sono due tipi: HIV-1 e HIV-2, di cui il più diffuso è l’HIV-1. L’Aids, invece, è la conseguenza di questa infezione. Si trasmette per via sessuale, ma anche attraverso il sangue infetto.

3. Quali i sintomi delle malattie sessualmente trasmissibili?
I sintomi variano da infezione a infezione.

  • Candida o candidosi: i sintomi della candidosi sono simili nell’uomo e nella donna. I principali sono: arrossamento dei genitali e zona anale, macchioline rosse, prurito anche intenso, ulcerazioni, chiazze biancastre e maleodoranti, dolore, perdite vaginali.
  • Clamidia: spesso è asintomatica. Nel caso, i sintomi sono: bruciori durante la minzione, arrossamento e fuoriuscita di liquido dal glande del pene, dolore e gonfiore dei testicoli, perdite vaginali, sanguinamento tra un ciclo mestruale e l’altro o dopo un rapporto sessuale completo, dolori al basso ventre, problemi urinari e dolori durante i rapporti sessuali. Nel caso di infezione anale: perdite di liquido o sanguinamento dall’ano.
  • Epatite: in caso di Epatite A, spesso non compare alcun sintomo. Di rado: febbre, affaticamento, nausea, vomito, feci chiare, urina scura, ittero, dolore al fianco destro che può diffondersi alla schiena. In caso di Epatite B vale lo stesso discorso dell’epatite A. In rari casi l’epatite ha un decorso «fulminante» e, in pochi giorni si va incontro al coma e alla morte. In caso di Epatite C, si hanno gli stessi sintomi delle due altre forme, ma il più delle volte è asintomatica.
  • Gonorrea, Blenorragia, Scolo: i sintomi di solito si mostrano entro 5-8 giorni dal contagio. Sono simili per uomo e donna: irritazione e gonfiore dei genitali, bruciore, prurito o difficoltà a urinare, perdite abbondanti di liquido purulento dal glande o dalla vagina. Dolore durante i rapporti sessuali. Nelle donne spesso la malattia non dà alcun sintomo. Un’infezione della gola è in genere asintomatica (il 99% dei casi). Più rari sono i casi di congiuntivite o macchioline sulla pelle.
  • Herpes genitale: i sintomi più comuni sono: prurito e bruciore nella zona genitale, seguiti dalla comparsa di vescicole tondeggianti e piene di liquido. Queste, una volta che si rompono, diventano piccole ulcere superficiali ma dolorose. Dopo qualche tempo seccano e diventano croste. In concomitanza di un primo contagio, si gonfiano i tessuti genitali e le ghiandole della zona inguinale. Vi sono poi perdite uretrali, vaginali o anali. Possono comparire febbre, mal di testa e dolori articolari.
  • Pediculosi del pube, Piattole: i sintomi sono simili a quelli causati dai pidocchi: prurito nell’area genitale, tra i peli del pube o nelle altre zone colpite. Nella biancheria intima si possono trovare le loro feci che sono piccoli residui scuri simili a sabbia.
  • Sifilide, Lue: si ritiene che la malattia si sviluppi nel tempo in 3 stadi. Lo stadio 1 va da 10 a 90 giorni a seguito del contagio. In questo periodo di solito fa la sua comparsa un’ulcera non dolorosa, nella vagina, sul pene, dentro l’ano, in bocca o in gola. In concomitanza vi è un ingrossamento delle ghiandole linfatiche che si trovano nei pressi della lesione iniziale, per esempio all’inguine. Anche se l’ulcerazione può scomparire entro pochi giorni o settimane (circa 2-3), non significa che si sia guariti, anzi. La malattia infatti continua il suo corso, ma senza dare segni visibili. Attenzione perché in questa fase è contagiosa. Lo stadio 2 inizia tra i 2 e i 6 mesi dopo il contagio. I sintomi più comuni sono: comparsa di macchie cutanee di diversa forma che si localizzano in bocca, sui palmi delle mani e sui piedi, sul tronco, nei genitali e nella zona anale. Possono presentarsi febbre, stanchezza, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, dolori alle articolazioni, dimagrimento, disturbi della vista, perdita di capelli. E’ sempre contagiosa. Lo stadio cosiddetto latente, avviene dopo la prima comparsa delle macchie: qui i sintomi sono assenti. Tale periodo può durare fino a due anni. Si resta contagiosi, tuttavia la maggior parte delle persone guarisce. Vi è però una certa percentuale di casi che passa agli stadi successivi di malattia, ossia lo stadio 3. Questa fase è detta anche tardiva perché può presentarsi anche dopo 10-30 anni dopo il contagio. E’ la conseguenza di una mancata cura e può degenerare in danni a tutti gli organi del corpo: in particolare a cuore e arterie, cervello, fegato, cute e ossa.
  • Condilomi, Verruche genitali, Creste di gallo: l’infezione si mostra nei genitali, intorno all’ano. Localmente compaiono escrescenze di dimensioni variabili e caratterizzate da una superficie irregolare: da cui prendono il nome di «creste di gallo». Possono essere isolate o raggruppate. Il colore va dal rosa al bruno. Nelle zone colpite può comparire prurito.
  • Linfogranuloma venereo: come per la sifilide, questa infezione può avere 3 stadi. Nel primo stadio appare un rigonfiamento simile a un foruncolo oppure una piccola piaga. Anche le ghiandole inguinali si possono gonfiare. Vi possono essere sintomi come quelli di un’infiammazione delle vie urinarie. Il secondo stadio si manifesta dopo un tempo variabile tra i 10 giorni e i 6 mesi. Il sintomo più evidente è l’apparizione di una ghiandola inguinale particolarmente gonfia. E’ assai dolente e può obbligare la persona a camminare piegata per lenire il dolore. Compaiono anche febbre e malessere generale, tosse, mal di testa. Dopo questa prima fase, la ghiandola scoppia con una fuoriuscita di pus. Quando poi la ferita guarisce, resta una profonda cicatrice. La stessa cosa può avvenire nell’ano. Se non curata si cronicizza.
  • Tricomoniasi: può essere asintomatica, specie nell’uomo. Qualche volta i sintomi sono: bruciore durante la minzione e modeste perdite uretrali. Nella donna: prurito, bruciore ai genitali esterni e alla vagina, perdite vaginali giallastre, schiumose e maleodoranti.
  • Mollusco contagioso, Molluschi: i sintomi più comuni sono: piccole escrescenze bruno/rossastre con un’infossatura al centro. Se si rompono fuoriesce una materia biancastra densa.
  • Cancroide, Ulcera molle: i sintomi principali sono: ulcere molto dolorose ai genitali, ingrossamento dei linfonodi inguinali, perdite uretrali, perdite vaginali, dolore anale, sanguinamento.
  • Donovanosi, Granuloma inguinale o venereo: i sintomi più comuni sono: noduli sotto la pelle la cui lacerazione lascia ulcere rosso scuro e carnose, gonfiore dei tessuti circostanti. Le ulcere causano cicatrici deturpanti.
  • Proctiti o Enteriti: tra i sintomi vi sono: crampi e dolori addominali, fuoriuscite di liquidi anali, pus o sangue, sensazione di dover defecare, nausea, vomito, diarrea, brividi, febbre, dimagrimento.
  • Uretrite aspecifica: i sintomi primari sono: bruciori durante la minzione, perdite uretrali, arrossamento del glande, dolore e gonfiore dei testicoli. Spesso è asintomatica.
  • HIV - AIDS: i sintomi dell’HIV sono dipendenti dal tempo. Dopo il contagio, per esempio, si ha il cosiddetto «periodo finestra» che dura alcune settimane – questo prima che si diventi sieropositivi. Dopo questa fase si possono avere: febbre, malessere generale, ingrandimento dei linfonodi, macchioline chiare sulle pelle, diarrea, mal di testa... Per alcuni anni si può essere esenti dai sintomi, pur essendo portatori del virus. Dopo possono comparire: perdita di peso, forte stanchezza, ghiandole ingrossate o infiammate, febbre persistente, infezioni vaginali ricorrenti, diarrea. I sintomi dell’AIDS sono tutti quelli legati alla compromissione o perdita di immunità: malattie infettive chiamate «secondarie» o «opportunistiche» che attaccano i polmoni, il cervello, l’intestino o il sangue – tutte portano alla morte. Altre malattie dovute alla compromissione del sistema immunitario sono i tumori come i linfomi, il sarcoma di Kaposi e altri.

4. Quali i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili?
Come si potrà comprendere i rischi legati alle infezioni, o malattie sessualmente trasmissibili sono più o meno alti a seconda del tipo di malattia che si contrae. Si va dal semplice disturbo curabile in breve tempo come la candidosi o la pediculosi, fino alle malattie più gravi come l’epatite o, peggio, l’Aids che possono portare alla morte. Molte di queste, anche se non mortali, possono causare seri danni all’organismo e anche deturpazioni o menomazioni fisiche.

5. Come difendersi dalle malattie sessualmente trasmissibili?
Per difendersi in modo adeguato è sempre fondamentale essere certi della buona salute del partner con cui si decide di avere un rapporto sessuale o, nel caso di dubbio, utilizzare delle precauzioni o protezioni – per esempio il condom o il femidom.
Cosa fare in caso di sospetta infezione da malattie sessualmente trasmissibili?
Fin dai primi sospetti, avvisaglie o sintomi è basilare rivolgersi al più presto al proprio medico. Non bisogna aver paura o essere imbarazzati: meglio piuttosto sentirsi un po’ riluttanti all’inizio, ma farsi coraggio, che ritrovarsi con un’infezione poi difficile da debellare.