29 marzo 2020
Aggiornato 20:00
Salute e adattamento evolutivo

Figlio intelligente? È a rischio disturbo bipolare

Il disturbo bipolare colpisce con maggior misura i bambini con un alto quoziente intellettivo o QI. A quanto pare, più il piccolo è dotato di intelligenza e creatività, maggiore è il rischio di avere comportamenti maniacali.

BRISTOL – Quale genitore non vorrebbe un figlio intelligente? Secondo alcuni ricercatori, tuttavia, l’intelligenza potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Chi ha figli intellettivamente dotati, infatti, rischia di dover lottare anche contro un disturbo bipolare.

Dalla totale felicità alla depressione
Alcuni scienziati inglesi hanno scoperto che i bambini intelligenti potrebbero avere problemi in età adulta. In particolare, il loro umore sarebbe molto instabile e passerebbe dall’estrema euforia a manie improvvise. Il tutto «condito» con momenti di forte depressione.

Più intelligenza, più comportamenti maniacali
A quanto pare, più il piccolo è dotato di intelligenza e creatività, maggiore è il rischio di avere comportamenti maniacali. Nello studio, pubblicato sul British Journal of Psychiatry, si legge che i disturbi dell’umore molto gravi, come quello bipolare, potrebbero essere il «risultato di tratti più adattativi come l’intelligenza, la creatività e la competenza verbale».

Alto QI, disturbo bipolare in arrivo
Secondo quanto emerge dagli studi dei ricercatori delle Università di Glasgow, Bristol, Cardiff e Texas, un alto QI aumenta notevolmente il rischio di disturbo bipolare in età adulta. Per arrivare a tali conclusioni sono stati esaminati i dati provenienti dal «Children of the 90s’ birth cohort». Uno studio che viene chiamato ufficialmente Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC).

Una diretta associazione?
«Un possibile legame tra il disturbo bipolare, l’intelligenza e la creatività è stata discussa per molti anni e diversi studi hanno suggerito un legame. In questo ampio studio abbiamo scoperto che la migliore prestazione nei test di QI all’età di otto anni ha predetto caratteristiche bipolari in età adulta – spiega il professor Daniel Smith dell’Università di Glasgow – Non stiamo dicendo che un elevato QI durante l’infanzia sia un fattore di rischio certo per il disturbo bipolare, ma piuttosto che è probabile che esista una biologia condivisa tra l’intelligenza e il disturbo bipolare che deve essere ancora compresa».

Un prezzo da pagare
Secondo il dottor Smith, i gravi disturbi dell’umore come quello bipolare sono un prezzo che gli esseri umani sono costretti a pagare per i tratti più adattativi come l’intelligenza, la creatività e la competenza verbale. I risultati dello studio sono molto importanti per la diagnosi precoce del disturbo bipolare.

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