23 marzo 2019
Aggiornato 13:30

Istituto tumori di Milano primo per buon esito trapianti fegato

Sono i dati diffusi dal Sistema Informativo Trapianti - organo del Ministero della Salute, del Centro Nazionale Trapianti e della Rete Nazionale Trapianti, che prendono in esame l'attività di trapianto di fegato eseguita in Italia dal 2000 al 2012.

MILANO - L'Istituto Nazionale dei Tumori, unico ospedale oncologico autorizzato dal ministero della Salute all'esecuzione di trapianti epatici, è primo nella classifica dei Centri italiani che effettuano questo intervento, sia in termini di percentuali di successo, cioè di sopravvivenza dei pazienti sottoposti all'intervento (95,4% ad un anno di distanza e 84,4% a 5 anni di distanza dal trapianto), sia dal punto di vista del funzionamento dell'organo post trapianto (che agli stessi intervalli di tempo è del 92,9% e dell'80%). Sono i dati diffusi dal Sistema Informativo Trapianti - organo del Ministero della Salute, del Centro Nazionale Trapianti e della Rete Nazionale Trapianti, che prendono in esame l'attività di trapianto di fegato eseguita in Italia dal 2000 al 2012.

L'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano eccelle anche nella percentuale di soddisfacimento delle lista di attesa, pari al 77,8%.

Il trattamento del cancro del fegato all'Istituto Nazionale dei Tumori è garantito dal team multidisciplinare di Epato-Oncologia, diretto dal dottor Vincenzo Mazzaferro, che ricopre anche la carica di capo dipartimento di Chirurgia. «Il nostro è l'unico Centro in cui una struttura ad alta specializzazione in oncologia opera anche nel campo dei trapianti - ha detto il dottor Mazzaferro - i dati registrano le buone performance garantite da questa sinergia e rappresentano per noi un ulteriore incentivo all'eccellenza».

«Attualmente, in Italia, la diagnosi di un tumore epatico è presente nel 40% dei pazienti sottoposti al trapianto di fegato, unico trapianto di un organo solido accettato come strumento definitivo di cura di un tumore - ha aggiunto il dottor Mazzaferro - lo sviluppo di questa prospettiva di cura, in circa 20 anni ha fatto del tumore epatico la ragione prevalente di trapianto in tutti i Centri del mondo. I risultati ottenuti dal nostro Istituto, che per ciascuno degli ambiti presi in esame sono superiori di circa il 7% rispetto alla media nazionale, confermano l'efficacia del trapianto nella cura del tumore primitivo del fegato. Si tratta di un metodo che si è diffuso nel mondo a partire da criteri di scelta, elaborati e per la prima volta applicati nel nostro Istituto e per questo noti come 'Criteri di Milano'».

I risultati ottenuti attraverso i trapianti si aggiungono a quelli raggiunti dall'Istituto Nazionale dei Tumori con le altre terapie contro i tumori primitivi e secondari del fegato, grazie all'utilizzo di nuovi farmaci, di nuovi interventi e di nuove tecnologie integrate. L'introduzione sul mercato dei nuovi farmaci contro l'epatite C potrà nel prossimo futuro migliorare questi risultati, e molto probabilmente offrire maggiori opportunità di trapianto e di resezione epatica ai pazienti con tumore.

«I risultati di eccellenza fatti registrare dall'Istituto Nazionale dei Tumori sono frutto di una competenza tecnico-scientifica indiscussa, in grado di integrare tutti gli approcci terapeutici disponibili per il trattamento delle diverse patologie neoplastiche, incluso il trapianto. In questo campo, in particolare, un riconoscimento importante deve essere dato all'azione di programmazione e organizzazione portata avanti dal Coordinamento Trapianti di Regione Lombardia e dal Centro Inter-Regionale di Riferimento del Nord Italia Transplant» ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale dei Tumori, Giuseppe de Leo.

I Centri lombardi complessivamente garantiscono oltre un quarto (il 27%) di tutti i trapianti eseguiti in Italia.