15 luglio 2019
Aggiornato 20:30
Ambiente e salute

Cancro al polmone, il rischio si riduce in montagna

Abitare a quote elevate potrebbe ridurre il rischio di cancro al polmone, anche tra i fumatori.

PENNSYLVANIA – Nella scelta della casa, potrebbe esserci una fattore da non trascurare: la posizione. Secondo una ricerca statunitense, infatti, vivere ad altitudini elevate riduce il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni. E il beneficio è esteso persino ai fumatori.

L’OSSIGENO È LA CHIAVE – Dai risultati dello studio, pubblicato su PeerJ, i ricercatori deducono che la quantità di ossigeno sia alla base della prevenzione del cancro ai polmoni. Non a caso, gli scienziati della Perelman School of Medicine, situata presso l’università della Pennsylvania, hanno scoperto che per ogni 1.000 metri di altitudine si riduce l’incidenza di cancro al polmone di un’intera popolazione. I dati, riferiti a 260 contee di 11 Stati occidentali, parlano chiaro: il decremento è del 7,23% dei casi ogni 100mila persone. Le statistiche relative ad altri tipi di cancro, invece rimangono invariate.

MENO PRESSIONE, MENO OSSIGENO – A fare la parte da leone, secondo il primo autore dello studio, Kamen P. Simeonov, è la minor pressione atmosferica che permette di inalare un contenuto inferiore di ossigeno – fino a un terzo in meno rispetto alle aree a bassa elevazione. Ciò può spiegare il motivo per cui si è meno soggetti al cancro al polmone.

LUCE SOLARE E INQUINAMENTO NON SONO DA MENO – I ricercatori hanno preso in considerazione anche altri elementi fondamentali per la riduzione del rischio come la luce solare, la temperatura, le precipitazioni e l’inquinamento. In pole position si trova l’altitudine; al secondo troviamo un minore inquinamento (in particolare da gas radon) e al terzo una buona esposizione alla luce solare.