16 ottobre 2021
Aggiornato 04:30
Cos'ha di tanto speciale il tè verde?

Ulteriori prove del legame tra il tè verde e le malattie cardiovascolari

I risultati sono stati recentemente pubblicati sull'European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation

Cos'ha di tanto speciale il tè verde? Gli esperti dicono che questo tè, ricco di catechina polifenoli (composti che hanno un effetto antiossidante), aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, uccide le cellule del cancro e combatte le malattie cardiache. Una nuova ricerca condotta da un team della Facoltà di Medicina dell'Università di Atene, in Grecia, rafforza quest'ultima affermazione, sottolineando che bere tè verde (Camellia sinensis) migliora la funzione delle cellule endoteliali che rivestono il sistema circolatorio. Quando le cellule endoteliali smettono di funzionare, l'arteriosclerosi progredisce, incrementando così il rischio cardiovascolare. I risultati sono stati recentemente pubblicati sull'European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation.

Il ricercatore dott. Nikolaos Alexopoulos e i colleghi del 1° Reparto di Cardiologia hanno condotto un esperimento randomizzato che riguardava la dilatazione (misurazione del diametro) dell'arteria brachiale di volontari sani in tre momenti: dopo il consumo di tè verde, caffeina e acqua calda. L'acqua calda è stata usata per un effetto placebo. I ricercatori hanno misurato la dilatazione dei volontari 30, 90 e 120 minuti dopo l'assunzione dei liquidi.

Bisogna precisare che quando il flusso sanguigno aumenta, la dilatazione dell'arteria brachiale è legata alla funzione endoteliale. Secondo i ricercatori, la dilatazione è considerata come un sintomo indipendente di rischio cardiovascolare.

I risultati hanno mostrato che l'assunzione di tè verde ha aumentato considerevolmente la dilatazione dell'arteria brachiale. La dilatazione è salita al 3,9% allo scadere dei 30 minuti. La caffeina e l'acqua calda non hanno prodotto nessun risultato degno di nota.

«Questi risultati hanno importanti implicazioni cliniche,» ha spiegato il dott. Charalambos Vlachopoulos, uno dei ricercatori del team. «Il consumo di tè è stato associato ad una ridotta morbilità e mortalità cardiovascolare in diversi studi.»

Mentre studi precedenti mostravano che migliori prestazioni endoteliali erano associate al consumo di tè nero, è adesso chiaro che il tè verde ha un effetto benefico a breve termine sulle grandi arterie, hanno affermato i ricercatori.

«Il tè verde è meno diffuso nel mondo occidentale rispetto al tè nero, ma i suoi benefici potrebbero essere maggiori, grazie al modo in cui sembra migliorare la funzione endoteliale,» ha detto il dott. Vlachopoulos. «Nello stesso contesto, studi recenti hanno mostrato potenti effetti anti-cancerogeni del tè verde, attribuibili alle sue proprietà antiossidanti.»

Originario della Cina, il tè verde è ottenuto da foglie pure non fermentate e, da quel che risulta, contiene la più alta concentrazione di polifenoli. Questi antiossidanti combattono i «radicali liberi», composti che causano danni all'organismo umano. Ma anche una serie di tossine ambientali, come il sole, l'inquinamento dell'aria e le sigarette, hanno la capacità di danneggiare l'organismo. Il tè verde, in cui l'ossidazione delle foglie durante la lavorazione è minima, contribuisce a neutralizzare i radicali liberi e può ridurre o persino aiutare a limitare il danno cui l'organismo è stato sottoposto.

La ricerca condotta dai ricercatori greci potrebbe essere utile anche per incoraggiare i garanti (sia nazionali che internazionali) ad approvare le richieste dei ricercatori affinché sia permesso ai marchi di tè dichiarare che il tè verde riduce il rischio cardiovascolare. Un esempio significativo è la Food and Drug Administration (FDA) degli USA, che ha bloccato una petizione di questo genere nel 2006. La FDA ha commentato che non c'erano prove sufficienti per sostenere l'affermazione che il tè verde potesse ridurre tale rischio.