26 novembre 2020
Aggiornato 14:00
Coronavirus

Conte: «Natale? Primi segni positivi da misure adottate, ma nessuno ha la palla di vetro»

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo all'Assemblea dell'Anci e rispondendo a proposito delle misure da adottare per l'emergenza Covid a dicembre

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«Pensare a veglioni, festeggiamenti, per Natale non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buon senso: immaginate una settimana di socialità scatenata, quella che di solito ci accompagna durante le festività natalizie, significa a gennaio un innalzamento brusco della curva, non ce lo possiamo consentire, sarebbe folle». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo all'Assemblea dell'Anci e rispondendo a proposito delle misure da adottare per l'emergenza Covid a dicembre.

Il premier ribadisce dunque che dobbiamo pensare a un «Natale più sobrio, ci auguriamo comunque che l'economia possa svilupparsi, fare acquisti... ma baci, abbracci, festoni, festini non è pensabile, indipendente dalla curva epidemiologica».

«Segnali positivi su curva epidemiologica»

«C'è molta attenzione verso le festività natalizie, le più sentite tra noi italiani e non solo. Neppure il governo ha la palla di vetro. Il governo sta rilevando alcuni segnali positivi per quanto riguarda l'andamento della curva epidemiologica, gli effetti del sistema adottato rivelano i primi segni positivi ma in questo momento neppure gli scienziati si azzardano a dire come sarà a Natale. Quindi dobbiamo arrivare in prossimità e capire come dosare bene i nostri interventi».

«Ci stiamo preparando a vari scenari ma non possiamo prevedere quale sarà esattamente la situazione epidemiologica natalizia», ha aggiunto.

«Possibile differenziare misure a livello provinciale»

«Il meccanismo di monitoraggio è tarato anche su base provinciale, è pensabile di poterne dosare l'applicazione differenziando a livello della medesima regione le aree più critiche dalle aree con livello di rischio sensibilmente inferiore e che non meritano una penalizzazione come le altre province. Si può fare, lo abbiamo già previsto nel Dpcm. Occorre una richiesta del presidente della Provincia e il Ministero della Salute può valutare».

«Ridurre indicatori? Ora non ha senso cambiare»

«Io non dico se 21 indicatori sono giusti, parlare di 5 o 3 è un dibattito scientifico, che lo dica un'autorità politica... dovremmo fidarci degli scienziati. Il dibattito è aperto. Provo a rassicurare che abbiamo concordato con il ministro Speranza, che Brusaferro e gli esperti li spieghino bene ai presidenti di Regione - ha aggiunto il premier -: nelle prossime ore dovrebbe esserci un incontro a livello di conferenza delle regioni con il prof. Brusaferro».

«Le Regioni hanno 3 rappresentanti in cabina di regia, però ci sarà un contraddittorio con Speranza e Brusaferro, vedremo se le richieste delle Regioni hanno una plausibilità scientifica, se si può migliorare il sistema di monitoraggio, però passare da 21 a 5 a 3 indicatori, o dire io ne voglio 10, io ne voglio 8, capite che non ha molto senso».