8 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Comunicazioni alla Camera

Proroga stato d'emergenza, Conte: «Atteggiamento liberticida? Affermazioni gravi»

Il Presidente del Consiglio: «C'è qualcuno che è stato convinto che la proroga dello stato di emergenza significhi il ritorno al lockdown, non è affatto cosi»

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«La proroga dello stato di emergenza, se tiriamo via le polemiche e le posizioni ideologiche, è una scelta obbligata basata su motivazioni tecniche. Non dico che sia preclusa una valutazione politica ma voglio dire che il governo non vuole certo fare della proroga un uso strumentale, liberticida, tenere la popolazione in uno stato di soggezione: sono affermazioni gravi che non hanno nessuna attinenza con la libertà». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle sue comunicazioni alla Camera sulla proroga dello stato di emergenza per la pandemia da coronavirus.

«Non si faccia confusione davanti alla popolazione, c'è qualcuno che è stato convinto che la proroga dello stato di emergenza significhi il ritorno al lockdown, non è affatto così», ha aggiunto Conte. «Se ci assumessimo la responsabilità di non prorogare lo stato di emergenza cesserebbero di avere effetto le 38 ordinanze adottate e tutti i conseguenti provvedimenti attuativi» tra cui «l'allestimento delle strutture temporanee per l'assistenza alle persone risultate positive» al Covid o «il pagamento dilazionato delle pensioni». «Lo ribadisco: il governo persegue l'obiettivo di garantire continuità operativa alle strutture che lavorano per il ritorno alla normalità», ha concluso.

«Non sfugga necessità proroga stato d'emergenza»

«Ritengo doveroso condividere con il Parlamento» la decisione della proroga dello stato di emergenza la cui necessità «guardando anche parte del dibattito al Senato sembra sfuggire». La proroga ha «legittimazione giuridica» ed «è una facoltà espressamente prevista dalla legge», «forse ci sfugge ma dal 2014 ad oggi sono state adottate 154 dichiarazioni di stato di emergenza e 84 sono state le delibere di proroga». «Dobbiamo guardare l'interesse della comunità e scacciare via la tentazione di fare polemica» ha concluso Conte.

«Potere di varare Dpcm non deriva da proroga stato d'emergenza»

«L'accusa di volere prorogare lo stato di emergenza per giovarsi di poteri extra ordinem è sbagliata, il potere di adottare Dpcm è correlato alla data del 31 luglio... Qualora il Cdm adottasse la delibera di proroga non per questo il premier sarebbe autorizzato a varare un Dpcm, questo potere si radica nella normativa di rango primario, ci sarà un nuovo decreto legge che sposterà i termini».