28 settembre 2022
Aggiornato 12:00
Centrodestra

Stefania Craxi: «Accuse Medvedev irricevibili. Dalla Lega ingenuità politica»

La Presidente della Commissione esteri al Senato: «Alcune sanzioni alla Russia non funzionano granché». Tajani: «Parole Medvedev da respingere. Non peseranno sul voto»

Stefania Craxi
Stefania Craxi Foto: Agenzia Fotogramma

«Medvedev ha lanciato accuse irricevibili. Ma ho la sensazione che sia un signore che ci stia poco con la testa, che manchi di equilibrio. Bisogna stabilire se il suo problema sia di ordine politico o sanitario». Lo afferma la presidente della Commissione esteri del Senato, Stefania Craxi, in un'intervista a La Repubblica riconoscendo che «sicuramente da anni la Russia ha messo in pratica in Italia e in tutta Europa un forte sistema di disinformazione e di ingerenze».

Sui rapporti di Forza Italia con Putin, Craxi ricorda che «in questi 30 anni tutti hanno provato a instaurare un dialogo euro-russo con Vladimir Putin. Ricordo Romano Prodi quando era presidente della Commissione. Silvio Berlusconi a Pratica di Mare. Ci ha provato anche Angela Merkel. Abbiamo tutti sbagliato. Vuole che glielo dica? È stata un'illusione, ci siamo cascati». Alla domanda se ci siano stati comportamenti opachi di Matteo Salvini risponde: «Opachi, no. Se ci sono reati, vanno accertati. Sono stati ingenui? Sì. Ma parliamo di ingenuità politica».

Sull'invio di nuove armi a Kiev afferma: «La questione non è sul tavolo in questo momento, anche perché gli Stati Uniti ne hanno mandate già abbastanza» mentre sulle sanzioni alla Russia «la penso come il professor Clò, che non è di destra ma considerato vicino a Prodi. Ci sono sanzioni che non funzionano granché».

Tajani: «Parole Medvedev da respingere. Non peseranno sul voto»

Le parole di Dimitri Medvedev sulle elezioni in Italia sono «inopportune, di pura propaganda a fini interni e naturalmente da respingere nettamente». Lo afferma il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, in un'intervista al Correre della Sera in cui aggiunge che queste «non avranno alcun impatto sul voto degli italiani, molti dei quali non sanno nemmeno chi sia». «La sinistra non può permettersi di darci lezioni o di chiederci prove di fedeltà alle alleanze tradizionali del nostro Paese» aggiunge.

Sul rischio di ingerenze «È chiaro che va tenuta alta la guardia, ci sono prove del sostegno che i russi avevano dato ai catalani ai tempi del referendum per l'indipendenza. Ma non funzionerà in Italia. Per quanto riguarda noi, lo ripeto, non esiste alcuna ambiguità, di nessun tipo - prosegue Tajani - Questo non significa che non si debba lavorare per la pace, che è ciò che tutti dovrebbero desiderare. E che tutti auspicano nel mondo, senza che questo significhi un cedimento di alcun tipo».