9 dicembre 2021
Aggiornato 08:00
Lega

Alla sfida di Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini reagisce rilanciando

Assemblea programmatica entro l'anno. I suoi: «Se Giorgetti vuole fare il nuovo movimento di Monti per dare corpo alle sue ambizioni personali, si accomodi. La Lega è con Salvini»

Giancarlo Giorgetti con Matteo Salvini
Giancarlo Giorgetti con Matteo Salvini ANSA

Alla sfida di Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini reagisce rilanciando. Sulla collocazione europea del partito; sulla linea interna un po' di lotta e un po' di governo; sui rapporti di forza nel partito. Prima fa sapere che entro l'anno si terrà una assemblea programmatica, poi trapela la notizia di una videoconferenza con Orbàn e i conservatori polacchi sul nuovo gruppo europeo, infine la presentazione di un emendamento sul referendum cannabis contro una decisione del governo Draghi. Tre fatti distinti, un unico messaggio, che i suoi riassumono così: «Nella Lega la linea la decide il segretario. È sempre stato così ed è così anche oggi. E il partito è con Salvini».

L'avvertimento più diretto è quello che riguarda il gruppo europeo. A Giorgetti che da tempo insiste per approdare nel Partito Popolare e «spostarlo» un po' più a destra, Salvini risponde incontrando, seppure solo da remoto, i principali interlocutori del suo «supergruppo» sovranista: Viktor Orbàn e il premier polacco Mateusz Morawiecki, esponente del PiS, (Prawo i Sprawiedliwosc, Diritto e Giustizia, di Jaroslaw Kaczynski).

Se Orbàn è effettivamente alla ricerca di una nuova collocazione, dopo l'espulsione dal Ppe che ha relegato gli europarlamentari di Fidesz nel limbo dei non iscritti, i polacchi sono invece l'asse portante dell'Ecr, insieme a Fratelli d'Italia, che con Giorgia Meloni esprimono anche la presidenza del partito. Condurre in porto l'operazione sarebbe anche, per Salvini, un modo per ridimensionare il competitor italiano. Partita decisiva, questa, per il leader leghista. Tanto che domani al Federale convocato per le 18 ci saranno anche gli europarlamentari Campomenosi e Zanni, a spiegare i «passi avanti» verso il 'gruppone' di destra.

Al Federale poi Salvini proporrà anche emendamenti al Reddito di cittadinanza, nel continuo gioco di partito di lotta e di governo. Che oggi ha visto i leghisti presentare emendamenti contro la decisione assunta dal governo di prorogare i termini della raccolta firme per il referendum sulla cannabis. Insomma, dopo i distinguo sul green pass, altri fronti per marcare l'alterità leghista rispetto al governo di cui Giorgetti è autorevole membro.

L'ultima mossa è l'annuncio di una «grande assemblea programmatica» del partito, da tenersi entro la fine dell'anno. Non casuale la scelta del luogo: non il Nord, ma Roma. A testimoniare che l'idea della Lega nazionale è «irreversibile», come più volte ha ribadito Salvini. Saranno coinvolti, spiegano dallo staff del segretario, «tutti i rappresentanti del partito: sindaci, governatori, parlamentari, eurodeputati, membri del governo».

Ancora non è chiaro se l'assemblea si concluderà con un voto, ma di sicuro la platea è a schiacciante maggioranza salviniana. Chi cerca di tenere insieme i duellanti Salvini e Giorgetti assicura che non si tratterà di una conta, ma anzi di «un momento di confronto» per ricomporre i dissidi e ripartire.

I più oltranzisti tra i salviniani invece dichiarano guerra: «Giorgetti si sta sostanzialmente mettendo fuori dal partito. Ma se vuole fare il nuovo movimento di Monti per dare corpo alle sue ambizioni personali, si accomodi. La Lega è con Salvini, anche e soprattutto al Nord».

(con fonte Askanews)