8 dicembre 2021
Aggiornato 06:30
La proposta

Matteo Renzi e il ddl Zan: «Meglio un compromesso che nessuna legge»

Il leader di Italia Viva: «La proposta di Scalfarotto è un punto di caduta». Il sottosegretario: «Senza consenso ampio rischio Vietnam»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

«Affossare noi il ddl Zan? Falso. È vero il contrario: siamo gli unici a volerlo salvare. Se andiamo sotto su un emendamento a scrutinio segreto, questa legge è morta e ne riparliamo tra anni. Preferisco un buon compromesso a chi pensa di avere ragione solo lui ma non cambia le cose». Lo dice in un'intervista a La Repubblica il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

«A me interessa che ci sia una buona legge. La proposta di Scalfarotto elimina i punti controversi su identità di genere e scuola. Può essere un punto di caduta. L'importante è non affossare la legge», ribadisce l'ex premier, e «se la destra vota a favore di una legge del genere significa che è una destra europea. Eviterei di coinvolgere il governo con la fiducia. Se ci sono modifiche concordate, alla Camera si approva in terza lettura in venti giorni. Preferisco aspettare venti giorni con una buona legge che far saltare tutti e dover aspettare altri dieci anni». Se salta il compromesso con la destra e si vota in aula sulla Zan originale «la votiamo, senza dubbio. Ma se non passerà deve essere chiaro chi porta la responsabilità del fallimento», conclude Renzi.

Scalfarotto: «Senza consenso ampio rischio Vietnam»

«Non era la mia prima scelta, ma senza un tentativo di mediazione sul testo noi stiamo andando in aula al Senato in un muro contro muro, rischiando un vero e proprio Vietnam». Così in un'intervista al Corriere della Sera il sottosegretario di Italia viva Ivan Scalfarotto, sulle modifiche al testo del ddl Zan apportate dal suo partito.

«Io il testo del disegno di legge Zan così com'è l'ho votato alla Camera e lo rivoterei», chiarisce, ma sul testo con gli emendamenti di Italia Viva «se l'accordo è ampio, i numeri alla Camera ci consentirebbero di fare presto. Si potrebbe mettere la fiducia. Il punto è essere chiari con la Lega: Ostellari deve dire chiaramente se queste mediazioni le accettano o no perché se alzano ancora l'asticella vuole dire che la dichiarata voglia di approvare la legge a condizione che fosse migliorata era soltanto un bluff». E se la Lega non accetta «si torna al punto di partenza» e al Senato «a quel punto o la va o la spacca», conclude Scalfarotto.

Zanda: «Il rischio è l'instabilità in Parlamento»

«Quando si fa parte di una maggioranza così delicata come quella che sorregge il governo Draghi, una serie di modifiche sostanziali a un provvedimento, che cambiano radicalmente la posizione di quel partito tra Camera e Senato, segnalano che il cambiamento di posizionamento politico è oggettivo. Che iniziative come quella presa» da Italia Viva di Matteo Renzi «sul ddl Zan abbiano effetti politici è naturale. Non si fa politica strappando ad ogni occasione». Così a La Repubblica il senatore Luigi Zanda, ex capogruppo del Pd.

«Non mi stupisco dei tentativi di migliorare» il testo, prosegue, «ma se modificato a Palazzo Madama, poi alla Camera corre il pericolo di non essere più approvato. Si ricomincerebbe con audizioni, emendamenti eccetera, finché non finisce la legislatura. Il mio timore per il ddl Zan si rafforza perché nei prossimi mesi avremo lavori parlamentari non lineari con molti decreti da convertire, con agosto di mezzo e la delicatezza del semestre bianco in vista dell'elezione del presidente della Repubblica. C'è inoltre la possibilità oggettiva che la legislatura finisca prima del tempo», conclude Zanda.