28 settembre 2021
Aggiornato 03:30
Centrodestra

Giorgia Meloni ribadisce il no a Mario Draghi: «Invidio l'adesione acritica delle altre forze politiche...»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «La pattuglia sta diventando eterogenea e non so come partiti che non condividono niente possono finire al governo insieme». Gli ex AN contro il no: «Suicidio politico»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

«Penso che oggi Fratelli d'Italia stia facendo una cosa in ogni caso utile per l'Italia, perchè in un sistema democratico deve esserci un'opposizione, è nei sistemi totalitari che non esistono le opposizioni. Il gradimento di Draghi è molto alto in questo momento, è stimato intorno al 60-70%. E il rimanente 30-40% degli italiani, che facciamo? Li consideriamo degli extraparlamentari o hanno diritto a una rappresentanza parlamentare?». Lo ha detto Giorgia Meloni, in una intervista al Tg5 in cui conferma la decisione di stare all'opposizione, anche perchè «la pattuglia sta diventando estremamente eterogenea e non so come partiti che non condividono niente possono finire al governo insieme».

Meloni ha poi ribadito che «sui temi penso sia possibile trovare invece un'intesa. La nostra scelta non è sull'autorevolezza del nome di Draghi ma sul metodo e sul merito di governi in cui si cerca di tenere insieme tutto e il contrario di tutto». Dunque FdI non voterà la fiducia «ma spero che Draghi possa fare bene e se lo farà i voti di Fratelli d'Italia sui provvedimenti che condividiamo ci saranno sicuramente».

Quanto alla formula che viene utilizzata, «il governo dei migliori», Meloni è ancora critica verso chi sosterrà l'esecutivo: «Non lo conosco, non conosciamo i nomi, invidio la adesione acritica delle altre forze politiche. Quello che conosciamo è gran parte della maggioranza che sosterrà Draghi, che è esattamente la stessa che sosteneva Giuseppe Conte. Perchè in questo parlamento la maggioranza ce l'ha la sinistra, M5s e Pd. E le idee del centrodestra, che FdI stia fuori o dentro, sono destinate a perdere».

Appello da Destra: «No a Draghi suicidio politico»

Arriva da destra una lettera-appello a Giorgia Meloni per convincere la leader di Fratelli d'Italia a votare la fiducia a Mario Draghi. «Ventisette anni fa nasceva la destra di governo. Ventisette anni dopo sarebbe irragionevole assistere alla regressione di quella svolta storica astenendosi o addirittura negando la fiducia al costituendo governo guidato da Mario Draghi», si legge nel testo siglato da Viviana Beccalossi, presidente di Rifare Italia, e da oltre venti esponenti della destra italiana, tra i quali Massimo Corsaro e Gennaro Malgieri. «Ritirarsi sotto la tenda e da lì abbaiare alla luna equivarrebbe ad un suicidio culturale, morale e politico», si legge nel testo.

All'ex presidente della Bce, viene ricordato nella lettera, «è affidata l'imponente missione di ricostruire una nazione funestata dalla pandemia e dalla crisi economica» e «l'utilizzo delle ingenti risorse europee richiederanno un forte processo di riforme e di innovazione». Secondo i firmatari dell'appello a Meloni «ostinarsi a invocare elezioni anticipate rischia di apparire come una fuga dalle responsabilità. Un atteggiamento che mal s'attaglierebbe a chi dice di avere il patriottismo nel proprio Dna politico-culturale». Da qui l'invito a cambiare idea: «Ci ostiniamo a ritenere non ancora definitivo l'annunciato 'no' o la ventilata astensione di Fratelli d'Italia al governo Draghi», chiosano i firmatari della missiva alla leader di Fdi.

Rampelli: «Stucchevoli le critiche a Giorgia Meloni»

«Lo spettacolo che si sta dando in queste ore è stucchevole, alla faccia di quel pluralismo tanto decantato e quasi mai praticato da una presunta intellighenzia che ora sbatte i tacchi e si crogiola in un unanimismo pro-Draghi acritico e stucchevole. Mi riferisco alla modalità con cui taluni commentatori stanno trattando Fratelli d'Italia e la sua leader, colpevoli di voler difendere quelle prerogative applicate in tutte le democrazie occidentali tranne che in Italia, dove i premier vengono indicati direttamente oppure scelti dai partiti dopo le elezioni politiche e tra coloro che hanno ottenuto un consenso dai cittadini». È quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

«Cosa c'è di non condivisibile? Forse la grave situazione sanitaria ed economica richiede un intervento eccezionale? Bene, Giorgia Meloni ha chiesto che Draghi guidasse un governo a tempo che portasse alle elezioni anticipate prima del semestre bianco occupandosi proprio del Recovery Plan e del piano vaccinale per poi riconsegnare il suo mandato. Una proposta saggia su cui ogni forza politica che avesse a cuore la nazione e la democrazia avrebbe dovuto convenire. E comunque chi ama davvero la democrazia sa che l'opposizione è fondamentale quanto la maggioranza, forse di più. Quindi riconoscere un doppio valore al comportamento lineare di Fratelli d'Italia dovrebbe essere quasi scontato e invece si inizia a richiudere intorno a noi la morsa della demonizzazione, come se non si conoscesse la nostra storia e non si sapesse che tali atteggiamenti servono solo a rinsaldarci e a consegnarci nuovi consensi. Contenti voi...».