25 novembre 2020
Aggiornato 06:00
Polemiche senza fine

Anche Mario Monti attacca Conte: «Impedire voto delle Camere viola la legge e indebolisce l'Italia»

Il Senatore a vita ed ex Presidente del Consiglio: «E' un ulteriore danno recato al Paese dal dibattito surreale che si è accanito sul MES»

Il Senatore a Vita, Mario Monti
Il Senatore a Vita, Mario Monti ANSA

«La decisione di derubricare da 'comunicazioni' a semplice 'informativa' l'intervento del Presidente del Consiglio in Parlamento in vista del Consiglio europeo del 19 giugno viola la lettera e lo spirito della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Risulta che il governo e la maggioranza abbiano deciso così per evitare il rischio che, essendovi al loro interno contrasti sull'opportunità o meno di utilizzare i fondi del MES, tale contrasto emergesse al momento del voto su una risoluzione della maggioranza, dopo le 'comunicazioni' del Presidente del Consiglio. Trattandosi invece di una 'informativa', il Parlamento non dovrà, né potrà, formulare alcun indirizzo per orientare il governo». Lo sottolinea il senatore a vita Mario Monti.

«E' un ulteriore danno recato al Paese dal dibattito surreale che si è accanito sul MES. Questo Consiglio europeo non si occuperà di MES, tema già deciso a livello europeo. Discuterà, e si spera farà passi concreti verso le decisioni, di questioni molto più rilevanti, non solo per gli importi in gioco, ma anche per la durata (bilancio settennale della UE) e per le innovazioni di portata storica nel senso sempre richiesto dall'Italia (capacità della UE di indebitarsi e sua capacità fiscale, cioè di raccogliere nuove risorse proprie) - osserva l'ex premier -. Quando il governo da me presieduto presentò il disegno di legge sopra citato, l'obbligo per il Presidente del Consiglio di raccogliere l'indirizzo del Parlamento prima dei Consigli europei venne introdotto perchè avevo visto in vari Consigli come la Cancelliera Merkel si facesse forte del fatto che il suo Parlamento le avesse legato le mani preventivamente : 'Cari colleghi, io verrei incontro alle vostre proposte, ma su questo e quest'altro il Bundestag me lo impedisce'».

«Proprio in un Consiglio 'rifondativo' come quello del 19 giugno, l'Italia avrebbe avuto un potere negoziale più forte, se il Presidente Conte avesse guidato e poi cavalcato una risoluzione parlamentare ambiziosa e rivolta al futuro - insiste Monti -. Non si dica, infine, che non si tratta di un vero Consiglio europeo perchè avrà luogo in video-conferenza o perchè non si prevede che si concluderà già con decisioni definitive. La lettera di convocazione del Presidente Charles Michel chiarisce bene che 'la riunione di venerdì dovrà marcare un passo fondamentale verso un accordo alla successiva riunione fisica del Consiglio'. Elenca poi i punti ancora controversi sui quali conta di fare venerdì importanti passi avanti. Del resto, neppure la lettera della legge citata offre alcuna seria 'scappatoia'. Recita infatti (capo II, Art.4, comma 1) : 'Prima dello svolgimento delle riunioni del Consiglio europeo, il Governo illustra alle Camere la posizione che intende assumere, la quale tiene conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati'».

«In più, la forza costruttivamente vincolante del Parlamento sarebbe da sfruttare appieno proprio in questa occasione, dato che la decisione sulle risorse proprie richiederà, oltre all'unanimità degli Stati Membri in Consiglio, anche la ratifica in ciascuno Stato, nella gran parte di essi, tra cui l'Italia, ad opera dei Parlamenti nazionali», conclude Monti.