30 ottobre 2020
Aggiornato 22:00
MoVimento 5 Stelle

Alessandro Di Battista «sfida» Matteo Renzi (a parole)

L'ex Deputato grillino: «Non conta niente. Se si andasse al voto prenderebbe meno voti di Potere al popolo. Sono contrario ad un governo tecnico o di unità nazionale in cui entrano tutti»

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista ANSA

«Matteo Renzi? Non conta niente. E' un uomo finito che ha avuto il Paese in mano, ha depredato il suo consenso con leggi inaccettabili e ora fa libri, dichiarazioni, interviste». Lo ha detto Alessandro Di Battista a Peter Gomez, durante la registrazione della puntata di Sono Le Venti in onda questa sera sul canale Nove.

Riguardo all'ipotesi che il leader di Italia Viva possa far cadere il governo, Di Battista risponde che «alla prova del nove si è sempre tirato indietro perché se si potesse andare al voto prenderebbe meno voti di Potere al popolo».

«No ad Esecutivo di unità nazionale»

«Sono contrario ad un governo tecnico o di unità nazionale in cui entrano tutti ed entrano soprattutto quei tre poteri o prenditori di Stato che si sono intascati miliardi di euro in questi 30 anni. Sono ipotesi assolutamente da contrastare, soprattutto oggi che ci sono poteri che vogliono spartirsi i denari della ricostruzione» ha continuato Di Battista, spiegando che per questa ragione sostiene il Governo, anche se a suo tempo non era favorevole all'alleanza con il Pd.

Interpellato sul reddito di cittadinanza, Di Battista ha sostenuto che oggi il presidente di Confindustria Bonomi lo contrasta «in maniera indegna». Ma il M5s «deve essere più forte e compatto nella difesa di questo strumento».

«Ponte sullo Stretto? Necessità del Paese sono altre»

«Il ponte sullo Stretto è estremamente costoso e le necessità del paese sono altre. L'Italia - ha continuato Di Battista - avrebbe bisogno di migliaia di cantieri ma per l'opera pubblica più importante di tutte, ossia la manutenzione dell'esistente». Di Battista ricorda come statisticamente in Italia si verifichi un terremoto distruttivo ogni due anni e come sia quindi fondamentale mettere in sicurezza il territorio: «I costi che paghiamo per l'inazione sono elevatissimi, queste sono le opere infrastrutturali importanti, non il ponte sullo Stretto», ha concluso.