24 ottobre 2020
Aggiornato 08:01
Governo Conte

Nella fase 2 «non è il momento di party e movida»

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua informativa urgente alla Camera: «Il peggio è alle spalle. Siamo in condizione di attraversare la Fase 2 con fiducia e responsabilità»

Video Agenzia Vista

ROMA - Nella fase 2 «non è il momento di party e movida» ma anzi «abbiamo predisposto un accurato piano di monitoraggio dei contagi. Le informazioni ci saranno trasmesse dalle Regioni» e si potrà valutare il da farsi. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua informativa urgente alla Camera, nella quale ha rivendicato il lockdown come una «decisione giusta» ma ha anche detto, pur con la prudenza del caso, che «il peggio è alle spalle». Insomma non si può aspettare il vaccino per la ripartenza, «siamo in condizione di attraversare la Fase 2 con fiducia e responsabilità» e con un «articolato sistema» per «testare, trattare e tracciare».

Il 25 maggio «partiranno i test gratuiti su un campione di 150mila cittadini» e «nei prossimi giorni» inizierà una sperimentazione per la App Immuni i cui dati «verranno usati solo per la tracciabilità del virus». Da qui la ripartenza del Paese da una crisi «di cui non mi sfugge la gravità - ha ribadito Conte -, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E' una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte».

La madre di tutte le semplificazioni

Quindi sul piano economico Conte ha illustrato una serie di misure, dalla «ricapitalizzazione delle imprese» «all'innovazione che è un elemento imprescindibile», richiamato le banche che «possono e devono fare di più» nella concessione di prestiti disponibili «già nel giro di 24 ore». Parole che hanno incontrato proteste in aula ma anche un applauso, da parte della maggioranza, quando il premier ha ammesso che «in tanti casi» queste tempistiche non sono state rispettate. Un pilastro fondamentale per la crescita e «madre di tutte le semplificazioni» è il decreto, a cui il governo sta lavorando, per «la semplificazione amministrativa e burocratica per dare uno choc senza precedenti, in particolare per le infrastrutture».

Poi il turismo, che rappresenta il 13% del Pil, e «a cui abbiamo dedicato particolare attenzione» con, oltre al «taglio di Imu per alberghi e stabilimenti balneari», la possibilità di un «bonus vacanze per famiglie con Isee non superiore ai 40mila euro». Vacanze da fare in Italia, beninteso, e il premier a invitato tutti a riscoprire le bellezze del Paese.

Dalla crisi, da questa «prova dura», l'Italia potrà uscire bene se ne uscirà insieme, ha concluso Conte, sottolineando che «abbiamo di fronte un'opportunità storica possiamo sciogliere i nodi, le incrostazioni, che finora ci hanno impedito di introdurre un benessere diffuso per tutti i cittadini». Ora si possono e si devono rimuovere «le disuguaglianze»: abbatterle «non è un lusso» ma «una condizione per lo sviluppo».