2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Governo

Giuseppe Conte: «Saranno mesi difficili ma l'estate non sarà in quarantena: l'Italia andrà in vacanza»

Lo ha assicurato il premier Giuseppe Conte, in un'intervista al Corriere della Sera: «Attendiamo evoluzione del quadro epidemiologico per indicare date. Sul Mes l'Europa ha chiarito, ora deciderà l'Aula»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

MILANO - «Quest'estate non staremo al balcone e la bellezza dell'Italia non rimarrà in quarantena». Lo ha assicurato il premier Giuseppe Conte, in un'intervista al Corriere della Sera. «Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo - ha spiegato - l'evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione».

«Saranno mesi molto difficili, siamo di fronte alla prova più dura dal Dopoguerra - ha osservato Conte - Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose. Il governo ce la sta mettendo tutta e continuerà a operare con la massima determinazione per garantire la tenuta sociale ed economica del Paese e renderlo più competitivo, più equo e inclusivo».

«Con le Regioni potremo concordare alcune anticipazioni»

«Stiamo raccogliendo i dati dell'ultimo monitoraggio e con gli esperti stiamo definendo regole chiare sulla sicurezza per lavoratori e clienti. Se sul piano epidemiologico la situazione rimarrà sotto controllo, potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni». Lo ha dichiarato il premier in merito alla possibilità che bar, ristoranti, parrucchieri potranno riaprire già il 18 maggio. «L'importante è procedere sulla base di monitoraggi puntuali, perché per le imprudenze pagheremmo costi enormi».

«Con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche - ha spiegato Conte - Questo non significa procedere in ordine sparso e affidarci a iniziative avventate. I risultati raggiunti sono anche il frutto del dialogo quotidiano avuto con i rappresentanti degli enti locali, grazie anche al lavoro del ministro Boccia».

«Sul Mes l'Europa ha chiarito, ora deciderà l'Aula»

«Stiamo in costante dialogo con la Commissione europea perché venga introdotto un Recovery Fund di notevoli dimensioni. Le risorse del Mes, della Bei, del Sure da sole sono insufficienti. Sulla nuova linea di credito del Mes sono arrivate parole chiare da parte dell'Eurogruppo. Ora attendiamo i regolamenti attuativi, poi valuteremo in Parlamento».

Esiste il rischio che il Recovery Fund arrivi troppo tardi? «È necessario - ha sottolineato Conte - che le risorse siano anticipate attraverso un prestito ponte, un frontloading che le renda disponibili già nella seconda metà del 2020, per quei Paesi che maggiormente stanno risentendo della pandemia».

Avete un piano B per finanziarci? «Guardare alle criticità del nostro Paese è un atto di realismo, ma talvolta si rischia di essere italoscettici - ha risposto il premier - La Commissione europea ha certificato che il debito italiano è sostenibile, la nostra posizione finanziaria sull'estero rimane solida, l'azione della Bce continua a garantire stabilità al mercato dei titoli di Stato».

«Draghi? Non sciupare suo nome nel teatrino giochi politici»

«Non so quante volte si sarà sentito strattonato. Chi davvero ha per lui la stima che pure professa di avere, farebbe bene a non sciupare il suo nome nel teatrino dei giochi politici quotidiani». Così il premier in merito alle ipotesi di un governissimo a guida Mario Draghi. Italia Viva, ha osservato poi Conte, «pone delle questioni, a volte, con particolare vivacità. Ma sono convinto che da questo confronto ripartiremo più forti e coesi. Io sono qui per tirare il Paese fuori dalle sabbie mobili di un'emergenza senza precedenti. Lavoro per l'Italia, non per me stesso».

«Non è questo il momento per riformare il sistema fiscale»

«Per le imprese abbiamo predisposto prestiti garantiti e risorse a fondo perduto. Sbloccheremo anche 12 miliardi di euro di debiti arretrati della Pubblica amministrazione per fornire ulteriore liquidità nel sistema. Vi sono altre agevolazioni per gli affitti e per il differimento dei tributi. Non è però questo il momento di operare una complessiva riforma del sistema fiscale».

«Faremo miglioramenti ma banche devono fare loro parte»

«Interverremo ancora per migliorare qualche passaggio ma è chiaro che con la garanzia di Stato ci attendiamo una brusca accelerazione. Le banche devono fare la loro parte». In merito alle richieste di garanzia degli imprenditori che risultano sotto le previsioni, Conte ha osservato: «Abbiamo un'interlocuzione continua con il sistema bancario, per rimuovere eventuali passaggi che rallentino l'erogazione. Con il nuovo decreto-legge rafforzeremo il Fondo centrale di garanzia gestito dal Mediocredito centrale con 4 miliardi e arriveranno 30 miliardi per l'attività di garanzia da parte di Sace».

«Rientro a scuola sarà in modo unitario in tutto il Paese»

Il rientro a scuola «deve essere gestito in modo unitario su tutto il territorio nazionale. Stiamo lavorando con la ministra Azzolina a un ventaglio di soluzioni così che a tutti i nostri studenti venga assicurato il rientro in classe a settembre in condizioni di sicurezza».

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