2 giugno 2020
Aggiornato 00:00
Politiche europee

Paolo Gentiloni: «Fondo Ripresa UE avvio di politica economica comune»

Il commissario europeo agli Affari economici: «Grande occasione, altrimenti aumenteranno divergenze fra paesi. Questo è un pericolo molto serio per l'Unione europea»

Il commissario europeo all'economia, Paolo Gentiloni
Il commissario europeo all'economia, Paolo Gentiloni ANSA

BRUXELLES - «Dobbiamo procedere sulla via di un maggiore coordinamento europeo degli strumenti di politica economica comuni». Perché non si può continuare a lungo ad «avere una politica monetaria comune e non avere adeguati strumenti di politica economica in comune». E «di fronte a una crisi di questo genere abbiamo una grande occasione di produrre questa grande novità: l'Unione europea che si dà degli strumenti di politica economica comune: un Fondo per la ricostruzione», insieme alle altre misure decise dall'Eurogruppo per rispondere alla crisi del Covid-19. Lo ha affermato ieri sera il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, parlando in collegamento da Bruxelles al TG2 Post della Rai.

«Perché è importante un intervento comune dell'Ue con strumenti come questo Fondo di ricostruzione di cui si discute in questi giorni? E' importante - ha spiegato Gentiloni - perché il rischio che abbiamo davanti è che una crisi che ha colpito tutti i paesi europei, e che non era certo una crisi paragonabile a quella finanziaria di 10 anni fa, abbia conseguenze economiche alla fine molto diverse da paese a paese. Quindi una crisi comune che ha conseguenze che aumentano le differenze tra i paesi. Questo è un pericolo molto serio per l'Unione europea».

Come si può affrontare, ridurre questo rischio? «Avendo degli strumenti di risposta comuni di bilancio. È una cosa - ha osservato il commissario - che sembra normale, ma non lo è: perché purtroppo questo edificio dell'Unione europea ha una moneta comune ma non una politica economica comune, se non per i suoi criteri di sorveglianza (di bilancio, ndr). Io ricordo che per anni Mario Draghi ha incitato i paesi europei a darsi anche degli strumenti di politica economica comune, non soltanto monetaria. Questa crisi - ha rilevato Gentiloni - sta per la prima volta facendo mettere in campo da parte dell'Unione europea degli strumenti di politica economica comune. E' un primo passo ma credo che sia molto importante».

«Io vorrei - ha continuato il commissario - una discussione su questa crisi, questa pandemia, non tanto rivolta alle divisioni che abbiamo avuto negli ultimi 10 anni, perché così non andiamo da nessuna parte. Abbiamo avuto due opinioni molto radicate e molto diverse in questi anni: quelli, tra cui l'Italia, che dicevano che bisognava fare dei passi in avanti nella condivisione dei rischi finanziari; e quelli che dicevano che prima di fare qualsiasi passo in avanti bisognava ripulire, prevenire, qualsiasi tipo di rischio. Questa discussione ha bloccato il sistema europeo per 10 anni. Ora abbiamo, tragicamente purtroppo, in conseguenza di una crisi terribile, la possibilità di risolverla guardando in avanti. Non si tratta - ha precisato - di mutualizzare il debito degli ultimi vent'anni, ma si tratta di mettere in comune le forze per affrontare la crisi che stiamo vivendo oggi, che sta vivendo anche l'Olanda; perché anche l'Olanda è stata colpita da questo coronavirus e deve fare i conti con spese straordinarie».

«Guardiamo in avanti - ha esortato Gentiloni - invece che rimanere soltanto alle divisioni del passato, io penso che possiamo trovare una buona soluzione. Il fondo per la ricostruzione sarebbe un'ottima soluzione».

«Oggi - ha insistito il commissario - c'è grande bisogno di un impegno comune europeo, e a questo si arriva attraverso il lavoro diplomatico. Queste battaglie i paesi non le fanno in modo isolato, ma le fanno costruendo alleanze, e penso che l'Italia abbia lavorato in questo senso in questi mesi».

Saranno disponibili l'Olanda e gli altri paesi contrari? «È passato un tempo molto limitato - ha ricordato Gentiloni - dalle prime decisioni che abbiamo preso a livello europeo. Le prime decisioni sono state alla metà di marzo. Il grande piano della Bce è stato varato mi pare il 15 marzo. La sospensione degli obblighi sul rapporto deficit Pil e sul debito è stata presa a metà marzo. La decisione che libera i paesi per quanto riguarda gli aiuti di Stato e di metà marzo. Sono passati meno di due mesi, ma certamente se avessimo discusso di quel meccanismo europeo per la cassa integrazione, se avessimo discusso del fatto che linee di credito del Mes possono essere date senza condizionalità dal punto di vista finanziario, due mesi fa la cosa sarebbe stata impossibile».

«Quindi - ha concluso il commissario - io vedo gradualmente crescere un momento di consapevolezza da parte di tutti i paesi. Non siamo ancora alla vigilia di una intesa, ma penso che la Commissione, se fa una proposta forte per questo fondo di ricostruzione, può contribuire a un'intesa».

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