31 maggio 2020
Aggiornato 09:30
Emergenza coronavirus

Giuseppe Conte: «Risponderò delle scelte fatte, ma ora è tempo di agire insieme»

Il Premier: «Decisioni in scienza e coscienza, non cercherò alibi. Tra Governo e opposizioni c'è un confronto costante. Abbiamo chiesto ai cittadini di essere uniti, è dovere della politica dare l'esempio»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Ogni decisione è stata presa in scienza e coscienza. Ma verrà il momento, è inevitabile, in cui saremo chiamati a rispondere delle nostre scelte. Non mi sottrarrò, cercando alibi o scorciatoie. Ma ora è il tempo di agire insieme ed è necessaria la collaborazione di tutti, sindaci e presidenti di Regione inclusi». Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una intervista a «L'Osservatore romano».

«Abbiamo agito da subito - sottolinea - con senso di responsabilità, mettendo al primo posto la salute dei cittadini, che la Costituzione, all'articolo 32, qualifica come diritto fondamentale. Abbiamo preso decisioni difficili, seguendo criteri di proporzionalità e adeguatezza sulla base delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Lo abbiamo fatto fronteggiando un virus di cui si conosceva pochissimo. Persino la comunità scientifica è rimasta spiazzata».

Per preservare UE serve deciso cambio di passo

«L'Unione europea deve essere all'altezza del suo ruolo per affrontare la sfida che ha di fronte in questa fase e per farlo è chiamata a compiere un deciso cambio di passo dal punto di vista politico e sociale. Per chi ha veramente a cuore l'Unione europea, per chi crede in un'Europa unita, forte e solidale, all'altezza della sua storia e della sua civiltà - aggiunge - questo è il momento di compiere passi risoluti, sostenendo e promuovendo tutti i mezzi per la ricostruzione e la rinascita. Se vogliamo preservare la nostra casa comune, è il momento di ragionare come una squadra. Solo così potremo competere, virtuosamente, con gli altri attori globali nell'immane sfida sociale ed economica che seguirà la crisi sanitaria».

Con opposizioni c'è confronto costante

«Tra il governo e le opposizioni c'è un confronto costante. Abbiamo chiesto ai cittadini di essere uniti, è dovere della politica dare l'esempio. Dobbiamo - aggiunge - imparare molto da questo periodo. A livello internazionale tantissimi Paesi hanno dimostrato il loro sostegno all'Italia, inviando personale sanitario, strumentazioni, aiuti. Il primo ministro albanese Edi Rama, al momento dell'invio di medici e infermieri in Italia, ha osservato: 'Laggiù è casa nostra da quando i nostri fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati in casa loro'. Questo spirito di solidarietà, la necessità di sostenerci l'uno con l'altro, ci fa riscoprire di essere, nonostante pur legittime differenze, una grande famiglia, senza steccati».

Per economia interventi poderosi

Per affrontare l'emergenza coronavirus «intanto serviva una primissima e immediata risposta a chi ha fame e l'abbiamo data, con un trasferimento di 400 milioni ai Comuni per poter distribuire buoni pasto alle famiglie più bisognose. Con il Cura Italia abbiamo stanziato 25 miliardi di euro per interventi in favore delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese; all'interno di questo intervento, ben 11 miliardi sono dedicati ai tanti cittadini la cui vita professionale è sospesa: la cassa integrazione per i lavoratori, il bonus per gli autonomi. Con l'ultimo decreto siamo intervenuti con un ampio schema di garanzie pubbliche per liberare subito 400 miliardi di liquidità a beneficio delle nostre imprese, piccole e grandi. Nel complesso sono interventi davvero poderosi».

«Prima che questa emergenza stravolgesse le vite di tutti noi - aggiunge - il Governo era al lavoro per la definizione di un'agenda ambiziosa, orientata ad armonizzare sviluppo economico, sostenibilità ambientale ed equità sociale. Sono obiettivi che ho anticipato e condiviso in diversi vertici internazionali, non ultimo, a settembre scorso, all'Assemblea generale Onu, che ha dedicato al tema della sostenibilità un ampio spazio di discussione. Il Santo Padre aprì questo ragionamento già 5 anni fa, con l'enciclica Laudato si', ponendo al centro della riflessione il tema di una nuova 'ecologia integrale', con cui diede forza alle diffuse istanze in favore di modelli economici orientati alla inclusione e alla giustizia sociale».

Grato alla Chiesa per senso di responsabilità

«Capisco il rammarico che l'intera comunità di fedeli prova nel vivere una Pasqua diversa, lontani dal calore e dall'affetto dei propri cari, impossibilitati a partecipare alle celebrazioni del Triduo, culmine e centro dell'anno liturgico, a cui il nostro popolo è così legato. Siamo consapevoli del grande sacrificio che stiamo chiedendo ai fedeli e ai pastori, costretti a celebrare sine populo i riti della Settimana santa. Il Governo, che ha costantemente e doverosamente informato la Conferenza episcopale italiana in ogni più delicato passaggio, è grato per il senso di responsabilità con il quale i Vescovi italiani, sotto la guida del cardinale Bassetti, hanno accolto queste misure, nella consapevolezza dei beni supremi coinvolti in questo momento così drammatico per la comunità nazionale».

«Ma - aggiunge - sono fiducioso: dobbiamo augurarci che da questa rinuncia possa nascere una stagione feconda, di cui potremo presto raccogliere i frutti, anche sul piano spirituale. Nel canto dell'Exultet che, rompendo il silenzio del Sabato santo, annuncia la vittoria di Cristo risorto sul peccato e sulla morte, è racchiuso il senso più profondo di questo tempo sospeso, di questo silenzio irreale che avvolge le nostre città, oltre il quale dobbiamo gettare uno sguardo di fiducia e di speranza».

Il messaggio del Papa mi ha trasmesso forza

«Il messaggio del Papa mi ha trasmesso forza. Avverto quotidianamente - aggiunge - la sofferenza e il dolore di tante, troppe famiglie che hanno perso i propri cari, che hanno perso il lavoro, che rischiano di perdere fiducia e speranza nel futuro. E avverto, insieme, tutta la responsabilità di decisioni difficili ma necessarie. Penso, ad esempio, a quelle che hanno portato a limitazioni di alcune libertà fondamentali dei cittadini. Come ha osservato il Santo Padre, chi ha l'autorità per compiere queste difficili scelte si può sentire solo. Ma nel mio animo alberga anche l'orgoglio di guidare un Paese che si sta mostrando una comunità unita, coesa, solidale. Gli italiani stanno dando grande prova di coraggio, compostezza, resilienza. Il mondo ci guarda e ci ammira».

Governo non si volta su situazione carceri

«Il governo di certo non si gira dall'altra parte rispetto alla condizione delle carceri e alla tutela della salute dei detenuti e di tutti coloro che in esse lavorano. Anche negli istituti penitenziari - sottolinea - abbiamo adottato, per quanto possibile, il principio di massima precauzione facendo quanto possibile per ridurre al minimo il rischio. Dall'inizio dell'emergenza ad oggi oltre 4 mila detenuti hanno trovato una collocazione fuori dagli istituti o perché in condizioni di salute a rischio, o perché si è potuto ricorrere alla detenzione domiciliare. Siamo intervenuti inoltre per dotare le strutture dei dispositivi di protezione necessari, abbiamo installato 151 tensostrutture per il triage in ingresso, predisposto spazi per l'isolamento e distribuito oltre 275 mila mascherine».

«Per alleviare il disagio emotivo di chi si è visto costretto a rinunciare alle visite dei propri cari, abbiamo aumentato il numero dei colloqui facendo ricorso a strumenti tecnologici, che permettono di videocollegarsi anche se lontani. Ringrazio le donne e gli uomini che in questi giorni dalle carceri inizieranno a produrre 400 mila mascherine al giorno, il loro contributo è importante. E rivolgo un sentito ringraziamento anche agli agenti della Polizia penitenziaria».

Commosso e fiero per gesti di abnegazione

«Sono fiero e commosso davanti ai gesti di grande abnegazione e generosità a cui stiamo assistendo in questo triste periodo della nostra storia. Anche da qui voglio dire grazie ai medici e agli infermieri che sono in prima linea nelle corsie degli ospedali. Grazie - aggiunge - ai tanti medici del centro-sud che sono partiti per il Nord volontariamente, per supportare i colleghi in trincea nelle zone messe più a dura prova dal virus. Desidero ringraziare anche chi, continuando a lavorare, ha permesso di non spegnere completamente il motore del Paese».

«Grazie anche alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco, a tutti coloro che non amano essere chiamati eroi, ma che in questo momento meritano la gratitudine di tutti noi. Ogni giorno nel nostro Paese ci sono piccoli e grandi gesti che denotano un forte senso di altruismo, solidarietà, spirito di abnegazione. Gesti in cui rivive il messaggio del Papa, che ha invitato tutti a non pensare a quello che ci manca, ma al bene che possiamo fare. Finita l'emergenza potremo contare su donne e uomini più consapevoli del valore della vita e dell'importanza di dare di più agli altri e alla comunità. Vedo una nuova primavera per l'Italia».

Sostegno Italia per cessate il fuoco globale

«In una recente intervista ad una tv statunitense ho ribadito il sostegno italiano a questo appello per un cessate-il-fuoco globale: è necessario che tutte le parti impegnate in conflitti, in ogni angolo del pianeta, uniscano le forze contro questo nemico invisibile che miete vittime in tutto il mondo. L'impegno italiano, tramite le proprie forze armate e sotto l'egida della comunità internazionale, è finalizzato alla stabilizzazione delle aree a rischio».

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