31 maggio 2020
Aggiornato 10:00
Emergenza coronavirus

Matteo Renzi controcorrente: «Se restiamo chiusi la gente morirà di fame»

Il leader di Italia Viva: «Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c'è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...»

Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva ANSA

ROMA - «Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c'è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...». Lo ha dichiarato il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un'intervista ad Avvenire. «Riapriamo. Perchè non possiamo aspettare che tutto passi. Perchè se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perchè la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus», afferma Renzi.

Per l'ex premier «bisogna consentire che la vita riprenda. E - continua il senatore Iv - bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l'Italia è chiusa e c'è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell'usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate». Il leader di Italia viva insiste: «Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua - prosegue Renzi. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire».

Bisogna garantire gli esami

Non manca l'appello sulle scuole da parte dell'ex premier: «bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700.000 studenti delle «medie» e i 2.700.000 delle «superiori». Tutti di nuovo in classe dopo aver fatto un esame sierologico: una puntura sul dita e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus».

La burocrazia non può vincere sulla Costituzione

«Cura Italia incomprensibile fiume di parole - continua Renzi - la burocrazia non può vincere sulla Costituzione. Ora pensiamo ai meno garantiti. Lavoro nero, immigrati e badanti meritano precise garanzie». Il senatore di Italia Viva chiede lo stop a mutui e tasse:"ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Senza chiedere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell'anno prima e la garanzia dello Stato».

Decreto economico «incomprensibile»

Per l'ex Premier il decreto economico contro il virus è incomprensibile: «Il Governo ha bloccato le libertà di sessanta milioni di italiani ma non è stato capace di bloccare il virus della burocrazia. Il 'Cura-Italia' è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un'autocertificazione in meno e un tampone in più. In momenti così la vita della gente va resa semplice, non complicata, in momenti così la burocrazia non può vincere sulla Costituzione».

Cittadinanza a chi lavora

Infine, Renzi riflette sulla condizione degli irregolari: «abbiamo anche il dovere di immaginare una strada per far emergere le sacche di 'irregolarità' e di immaginare anche per queste precise garanzie. Penso ai lavoratori in nero a cominciare dalle badanti fuori regola e penso agli immigrati regolari che chiedono cittadinanza. Facciamo emergere la verità. E diamo cittadinanza a chi lavora». Lo ha reso noto Matteo Renzi, concludendo un'intervista ad Avvenire.

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