7 aprile 2020
Aggiornato 09:00
Emergenza coronavirus

Giorgia Meloni: «Dal Governo metodi di comunicazione da regime totalitario»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Nessuno ha visto uno straccio di Decreto, serve chiarezza». Duro anche l'ex Premier Renzi: «Questa è una pandemia, non il Grande Fratello»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Intollerabili i metodi di comunicazione da regime totalitario utilizzati dal Governo per l'emergenza coronavirus: dichiarazioni trasmesse in orari improbabili, con continui ritardi e attraverso la pagina personale di Giuseppe Conte su Facebook, come se in Italia non esistessero le Istituzioni, la televisione di Stato e la stampa. Tutto questo non fa che peggiorare il senso di insicurezza, ansia e incomprensione da parte di tutti noi». Lo afferma in una nota il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

«Gli italiani non sanno quali attività saranno aperte e quali chiuse domani, perché nessuno ha visto uno straccio di decreto. Non sanno nemmeno se devono andare al lavoro oppure no, se devono alzare la serranda della propria azienda oppure no. Ma che metodi sono? Non se ne può più! Chiediamo chiarezza e serietà», conclude.

Renzi: «No a show del Governo su Facebook»

«Ci aspettano ancora giorni difficili. Noi rispettiamo le regole del Governo sulla quarantena. Ma il Governo rispetti le regole della democrazia. Si riunisca il Parlamento. E si facciano conferenze stampa, non show su Facebook: questa è una pandemia, non il Grande Fratello». Lo scrive su Twitter il leader di Italia viva Matteo Renzi.

Stampa tagliata fuori

In una fase straordinaria, drammatica per il Paese, l'Associazione Stampa parlamentare chiede che sia assicurata la massima trasparenza e completezza sulle decisioni che il governo sta assumendo. E' quanto si legge in una nota dell'Asp. «Sono in ballo i valori fondamentali della nostra comunità nazionale, per questo è essenziale che venga garantita agli operatori dell'informazione la possibilità di lavorare al meglio, in modo da assicurare ai cittadini un servizio accurato e approfondito. Riteniamo indispensabile che ci sia una comunicazione istituzionale idonea a garantire tempestività e completezza informativa - si prosegue -. Abbiamo sollecitato e poi apprezzato la soluzione - annunciata nei giorni scorsi da palazzo Chigi - di tenere conferenze stampa in collegamento video da remoto, in modo da conciliare le esigenze di sicurezza sanitaria e quelle del pluralismo informativo».

«Non possiamo dunque - si spiega - che esprimere il nostro forte disappunto per l'ennesima diretta sulla pagina personale Facebook del Presidente del Consiglio, che ha tagliato del tutto fuori i giornalisti, com'è accaduto negli ultimi dieci giorni, in cui non c'è stata occasione per sottoporre domande al premier. Giornalisti pure riconosciuti dallo stesso Conte tra le categorie «che ogni giorno compiono atti di grande responsabilità verso il Paese. Auspichiamo che situazioni del genere non si ripetano nei giorni a venire, rilanciando invece la richiesta che nel più breve tempo possibile si svolga una conferenza stampa per poter approfondire i nuovi provvedimenti, formula che riteniamo debba essere la norma, ancor più in un periodo così difficile».

Casini: «Voterò provvedimenti, ma comunicazione sia seria»

«Da patriota sosterrò col mio voto in Parlamento i provvedimenti che presenterà il presidente del Consiglio. Il dramma che vive l'Italia e la mia cultura politica mi impedirebbero un comportamento diverso. Ma poichè siamo ancora in democrazia intendo esprimere a voce alta il mio disagio per le modalità con cui ieri Conte si è rivolto al Paese: la TV pubblica ha bloccato per più di un'ora le trasmissioni di prima serata - collegandosi alla pagina Facebook del Premier - per un messaggio che poteva tranquillamente essere dato questa mattina. Gli italiani e le famiglie che stanno sacrificandosi meritano una seria comunicazione istituzionale, all'altezza dei momenti che viviamo». Lo scrive Pier Ferdinando Casini sul suo profilo Facebook.

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