31 ottobre 2020
Aggiornato 22:30
Emergenza coronavirus

Giuseppe Conte: «Sono le settimane più rischiose. Tutti a casa. Il picco non è arrivato»

Il Presidente del Consiglio: «Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani». A spiegarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al «Corriere della Sera». Il premier invita tutti «a restare a casa».

«Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili. Fin dall' inizio - aggiunge Conte - ho lavorato con spirito di unità, mettendo la salute al centro, il che credo spieghi quel 62% di consenso. Stiamo affrontando un' emergenza mai conosciuta dal Dopoguerra a oggi. La stragrande maggioranza degli italiani è consapevole che le regole servono a proteggere i nostri cari. Sono orgoglioso di guidare questa grandiosa comunità, che nel momento di massima difficoltà si ferma a cantare l' inno nazionale e a rivolgere un commosso applauso ai medici e agli infermieri che lavorano stremati in corsia».

«Alimentare polemiche non è sterile, è folle»

«Alimentare polemiche non è sterile, è folle». Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al Corriere della Sera. «L'organizzazione della sanità è in mano alle Regioni - aggiunge il premier - Non potendo, né volendo stravolgere il nostro assetto costituzionale, dobbiamo collaborare tutti insieme per rendere la risposta del sistema sanitario quanto più efficiente possibile. Bertolaso non lo conosco di persona, ma giudico positivo che la Regione sia affiancata da una persona che conosce la macchina organizzativa della Protezione civile. Ne uscirà agevolato il dialogo con la centrale che opera a Roma, sotto la direzione di Borrelli e Arcuri».

«Garantire servizi essenziali. Non servono altri divieti»

«I servizi essenziali vanno garantiti. Se i supermercati, le farmacie, gli ospedali continuano a essere riforniti è perché alle spalle c' è una filiera industriale che lavora, con grande senso di responsabilità, affinché il Paese non si fermi. L' Italia ha potenzialità inesplorate, si è mossa con coraggio e altri Paesi, come Spagna e Francia, stanno seguendo il nostro modello».

«Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico - aggiunge Conte - Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono. Le attività motorie sono consentite, ma andare a correre tutti insieme è vietato. Bene hanno fatto i sindaci a chiudere i parchi e bene fanno i vigili a contrastare gli assembramenti. Questo purtroppo vale anche per le chiese. So che sto chiedendo tanto. Ma dobbiamo predisporci ad affrontare il picco del contagio ed è bene restare tutti a casa».

«Il nostro obiettivo - prosegue Conte - è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l' emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale. Certamente non possiamo più permetterci errori comportamentali. Vanno assolutamente evitati gli spostamenti di chi, ad esempio, nei weekend lascia Milano per raggiungere la famiglia o la propria residenza al Sud».

«Nessuna divisione sul ruolo della Protezione Civile»

«Nessuna divisione sul ruolo della Protezione civile, che è essenziale per coordinare il supporto alle Regioni. Borrelli non lo conoscete bene, è una persona di grande competenza e dal cuore generoso. Sta già lavorando con Arcuri in modo proficuo, entrambi consapevoli di essere chiamati ad affrontare una sfida di enorme portata» aggiunge il Premier.

«Aiuteremo l'Italia a rialzarsi. Ce la faremo»

«Stiamo rispondendo con un pacchetto di norme che consentiranno alla nostra economia di sostenere i costi imposti dall' emergenza. Siamo pronti, se sarà necessario, a intervenire di nuovo per il rilancio del Paese. Faremo il possibile affinché, anche nella stesura della legge di bilancio, l'Italia possa tornare a correre grazie agli investimenti, al taglio delle tasse, alla semplificazione e all' innovazione. Aiuteremo l' Italia a rialzarsi e sono convinto che ce la faremo».

«Coordinamento europeo per misure sanità ed economia»

«Le garanzie previste nel nuovo decreto legge attivano flussi di finanziamenti che, in rapporto al Pil, sono analoghi a quelli della Germania. È necessario un coordinamento europeo delle misure di ordine sanitario ed economico. È il momento delle scelte coraggiose e l' Italia può offrire un contributo significativo, come Paese che per primo in Europa ha conosciuto una così ampia diffusione del virus. È quella capace di fare tutto ciò che è necessario per rispondere a un' emergenza che non è italiana, ma europea. Già nella videoconferenza di qualche giorno fa - aggiunge Conte - la presidente von der Leyen mi ha chiarito la sua idea di impiegare tutti gli strumenti necessari a sostenere l' Italia. Le prime misure annunciate dalla Commissione per il sostegno medico ed economico mi appaiono efficaci e concrete, così come la rimozione degli ostacoli alla libera circolazione nel mercato interno di beni sanitari».