13 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Il giorno del «giudizio»

Caso Gregoretti, oggi il voto in Giunta. Matteo Salvini: «Scriverò le mie prigioni»

Il leader della Lega: «Io non mollo. Mi devono arrestare...». Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti: «Salvini fa uso politico della giustizia. Noi tagliamo le tasse, lui scappa da processi»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Non mollo, non mollo... mi devono arrestare perché molli, a parte che non manca molto. Scriverò le mie prigioni come Silvio Pellico, farò un format tv": lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini durante un incontro elettorale con i pescatori di Comacchio in vista delle Regionali di domenica prossima. «Oggi in giunta al Senato decidono se sono un delinquente o no, io adotto il detto della mia nonna: male non fare paura non avere. I delinquenti devono avere paura del processo, io no. Ho chiesto e ribadisco la richiesta: mandatemi a processo così processate tutto il popolo italiano. Se devo andare in galera per difendere il mio paese lo faccio a testa alta. Processino me però vorrei che processassero anche quelli che hanno portato via i bambini a Bibbiano con l'inganno» ha aggiunto Salvini.

Zingaretti: «Salvini fa uso politico della giustizia»

«Matteo Salvini sta usando ancora una volta un tema che riguarda la giustizia per motivi politici e personali». Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, intervistato a Rtl 102.5. «Lo ha fatto quando c'è stato il caso Diciotti, lo ha fatto quando è fuggito dal Parlamento e il presidente lo chiamava per chiedere la sua opinione sul Russiagate», ha aggiunto Zingaretti.

«Salvini sta usando un tema per motivi politici e personali», «pretende l'impunità» ma «noi pensiamo che la scelta vada presa guardando le carte. La presidente Casellati? Ha compiuto un atto sbagliato, invece di garantire una terzietà si è schierata a favore della sua parte politica, rimane un vulnus», ha concluso Zingaretti.

PD: «Noi tagliamo le tasse, Salvini scappa da processi»

«Ogni giorno che passa Matteo Salvini è sempre più patetico, ossessionato da se stesso e convinto che il Paese pensi ai suoi destini. Glielo lasciamo credere e non sarà l'ennesima sceneggiata, dopo essere scappato dai processi in altri casi e dalle risposte sull'inchiesta sui fondi russi al suo partito, a condizionare la vita politica e istituzionale del Paese. Noi pensiamo agli italiani, alla riduzione delle tasse per 16 milioni di lavoratori, ai fondi per la sicurezza che hanno permesso di pagare gli straordinari alle forze dell'ordine che Salvini negava, alla scuola pubblica, ad abolire il superticket sulla salute, al più grande piano di investimenti pubblici sull'economia sostenibile, ad aumentare le risorse per i comuni. A lui lasciamo i riflettori della sceneggiata». Così in una nota Stefano Vaccari della segreteria nazionale PD.

Della Vedova: «Salvini si difenda nel processo»

«Un garantista non cerca di sottrarre alcune persone dai processi, ma di garantire a tutti un giusto processo. Da garantista quindi dico che Salvini dovrebbe difendersi nel processo e non dal processo, dove sarebbe accusato di aver violato la legge e i diritti di centinaia di persone. E spero anche che il processo gli dia ragione: in ogni caso è meglio che un ministro della Repubblica italiano risulti essersi comportato secondo le regole e le leggi, anche per chi vuole cambiare quelle leggi sbagliate». Lo ha detto il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova, intervenendo a Studio 24 su Rainews 24 sul caso Gregoretti.

«L'anomalia è rappresentata dal Movimento 5 Stelle, che sul caso Diciotti salvò Salvini da un processo che sarebbe servito ad accertare se quel tipo di comportamento fosse legale o meno. Perché non è vero che un ministro, siccome esplica un mandato politico, può fare quel che vuole», ha concluso Della Vedova.

Giacomoni: «Vogliono galera per leader opposizione»

«I partiti di maggioranza vogliono mandare in carcere i leader dei partiti di opposizione. Nulla di nuovo: da quando una parte della magistratura è scesa in campo con la sinistra prima e con i Cinquestelle poi, i leader delle opposizioni di centrodestra (e non solo) sono stati oggetto di attenzioni giudiziarie finalizzate ad annientare la credibilità pubblica dell'avversario politico e la sua libertà. Usare le procure per delle guerre tra bande politiche mette a rischio il funzionamento democratico dello Stato. Processare penalmente delle decisioni politiche vuol dire mandare alla sbarra il diritto del Popolo di avere rappresentanti che decidano in suo nome e nel suo interesse. Ma prima o poi si tornerà a votare e finalmente il Popolo potrà farsi sentire e rappresentare da chi tutela i suoi interessi». Così Sestino Giacomoni, membro del Coordinamento di presidenza di Forza Italia e Vicepresidente della commissione Finanze della Camera, in un una nota.