7 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Fondazione Open, Matteo Renzi chiede Giustizia: «PM vogliono dire cosa è politica e cosa no»

Il leader di Italia Viva: «Rispetto l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, ma chiedo rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della Politica. Nostri bilanci trasparenti»

Il leader d'Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader d'Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

BOLOGNA - Nell'indagine sui finanziamenti alla Fondazione Open «non c'è la discussione su cos'è il finanziamento illecito», ma i magistrati «pretendono di dire cos'è un partito e cosa non lo è». Lo ha detto Matteo Renzi, durante la presentazione di Italia Viva a Bologna. «Ci hanno accusato - ha detto Renzi - che vogliamo mettere in discussione il diritto di un giudice di capire se quello è un finanziamento illecito. No, il giudice non ha un diritto di scoprire se c'è un finanziamento illecito, ma ha il dovere di farlo, quindi noi rispettiamo il lavoro che i magistrati e i poi giudici dovranno fare e stanno facendo. Pieno rispetto. Guai alle polemiche contro la magistratura. Il presidente dell'Anm ha detto 'Renzi ci attacca'. Assolutamente no, anzi mi rivolgo a voi per chiedere giustizia. Ma c'è un punto che io ho capito il giorno dopo».

«PM vogliono dire cosa è politica e cosa no»

Ma «in questa indagine non c'è la discussione su cos'è il finanziamento illecito, questo è competenza del giudice: se c'è un crimine il magistrato deve capire chi l'ha compiuto e come. Ma la tesi di questa indagine che mi lascia molto preoccupato per il gioco democratico, è che la magistratura fiorentina pretende di dire non che cosa è un reato o cosa non lo è, ma che cos'è un partito e cosa non lo è».

«La magistratura fiorentina - ha proseguito Renzi - parte dall'assunto che la Leopolda è una iniziativa nascosta di partito. Ma se un magistrato pretende di sapere che cosa è un partito e cosa non lo è - e la tesi è che io avevo fondato un partito a mia insaputa - e ignora che la caratteristica di un partito è quella di candidarsi alle elezioni, di avere dei gruppi parlamentari e lavorare sul territorio, se è questo c'è un'invasione di campo da parte della magistratura nei confronti della politica».

«Se hai preso una tangente o hai un finanziamento non corretto è un film - ha aggiunto l'ex Premier -, ma se tu come fondazione hai tutti i bonifici regolari non c'è bisogno di fare perquisizioni, basta andare in banca. Ma questi finanziamenti totalmente regolari improvvisamente vengono considerati irregolari perché dicono che Renzi ha fondato un partito senza dirlo. Siamo in presenza di un fatto politico enorme, perché la magistratura decide cos'è politica e cosa no».

«Nostri bilanci trasparenti, non tutti possono dirlo»

«Io rispetto l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ma chiedo rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della politica». E' la frase che Matteo Renzi rivolge «a chi fa finta di niente, a chi fischietta, a chi gode delle difficoltà di Open e di Italia Viva e sta zitto da un'altra parte. Questa storia - ha detto Renzi a Bologna durante la presentazione di Italia Vita - riguarda più voi che noi, perché noi abbiamo i bilanci totalmente trasparenti della fondazione, non tutti possono dire la stessa cosa. Stiamo difendendo un principio giuridico e di civiltà di questo paese. E chi non lo capisce non si rende conto che si sta segando il ramo su cui è seduto. E' in gioco l'idea stessa di politica e di democrazia».

«Rivendico diritto di essere considerato persona perbene»

«Così come i giornalisti sono delle brave persone, io rivendico il mio diritto - e nei confronti dei miei figli il dovere - di essere considerato una persona perbene. E quindi, quelli che continuano a mettere in discussione il mio nome, saranno perseguiti uno per uno, colpo su colpo, perché non è pensabile che si vada avanti come si è fatto fino ad oggi». Nelle ultime ore, ha spiegato Renzi, ho «in qualche misura abbassato un po' il tono nei confronti di alcuni amici della carta stampata e del giornalismo perché bisogna sempre e comunque riconoscere che in una società il giornalismo è garanzia di libertà e democrazia di presidio della informazione. Io sto dalla parte dei giornalisti».

«Credo nella Giustizia, chiedo a Magistrati di difendermi»

Proprio perché «io credo nella giustizia», sono anche «uno dei principali fornitori di denunce e azioni civili» per «chiedere ai magistrati di difendermi». A conclusione del suo intervento sul palco, Renzi ha invitato i sostenitori di Italia Viva a prepararsi per i prossimi mesi, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. «Armiamoci col sorriso più bello del mondo e andiamo in tutti i luoghi a parlare» del programma: «questo è il nostro compito. Sempre che ce lo permettano di svolgere, ci permettano di fare politica».

«In questi giorni hanno detto che voglio impedire ai magistrati di indagare - ha spiegato l'ex premier -. Per carità di Dio, io sono uno che ai magistrati si rivolge direi una volta la settimana con querele e denunce di azioni civili perché io sono uno dei pochi che crede nella giustizia e quindi chiede ai magistrati di difendere il mio diritto di cittadino italiano di vedere punite le diffamazioni vergognose e squallide che puntualmente colpiscono me e la mia famiglia. E siccome io credo nella giustizia, io sono uno dei principali fornitori di denunce e azioni civili. Io ci credo nella giustizia».