7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Movimento delle Sardine

Mattia Santori, portavoce delle Sardine: «Non siamo un movimento politico, siamo degli anticorpi»

L'attivista ospite a in Mezz'ora in più: «Chi voteremo? C'è coalizione di centrosinistra con diverse realtà». Intanto il Professore di Fiorenzuola si scusa: «Mai in grado di compiere azioni simili»

Manifestazione delle Sardine
Manifestazione delle Sardine ANSA

ROMA - «Il nostro è un ruolo di anticorpi. Siamo più un anticorpo che un movimento politico». Lo ha detto Mattia Santori, portavoce del movimento delle Sardine in collegamento con 'Mezz'ora in più'. A Bologna, prima piazza in cui le sardine hanno manifestato «ci siamo sentiti invasi da un discorso politico basato su aggressività, sceneggiate e falsità», ha spiegato Santori aggiungendo che ora a Bologna si è creato un quartier generale di 20 persone che stanno lavorando per riempire le piazze di «persone reali, di un territorio vero che esprime una visione dell'Italia diversa da quello che il populismo racconta. E' emerso un bisogno intorno ad un concetto di società e cultura diverse».

«Se questo movimento non si trasformerà in urne piene - ha aggiunto - c'è un problema di fondo, ma io non mi sento responsabile di questo». Su chi andrà il voto delle sardine, il portavoce del movimento non si è espresso ma ha sottolineato che «c'è una coalizione di centrosinistra che ha diverse realtà oltre al Pd, fatta di gruppi e liste civiche. Siamo molto ben rappresentanti e credo che si possano fare scelte a partire dal cervello e non dalla pancia».

Prof si scusa: «Mai in grado di compiere azioni simili»

«Mi scuso pubblicamente con tutti gli studenti, genitori, colleghi e dirigenti. Non era certo nelle mie intenzioni mettere in difficoltà attraverso il mio scritto. Chi mi ha conosciuto sa che non sarei mai e poi mai in grado di compiere azioni del genere». Lo scrive in una lettera pubblicata dal sito Liberta.it, il professore di Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza, dopo le polemiche per il post su Ffacebook in cui minacciava gli studenti che avessero aderito alla manifestazione delle Sardine.