28 febbraio 2020
Aggiornato 03:00
MoVimento delle Sardine

Il leader delle Sardine Mattia Santori: «Se continuiamo così il populismo ha già perso»

A Bologna l'evento delle sardine: «Siamo qui per dire che un'alternativa c'è, che da piccola piazza si può arrivare a una grande piazza e si può addirittura cambiare il risultato di un'elezione»

Video Agenzia Vista

BOLOGNA - «Oltre 40 mila persone» all'inizio della manifestazione, ma «potevamo andare in una piazza grande il doppio» per l'afflusso di gente che continua ad arrivare in Piazza 8 Agosto a Bologna, per il raduno delle Sardine «probabilmente ne arriveranno altrettante» entro la fine. A due mesi dall'esordio il 14 novembre nella vicina Piazza Maggiore, è il leader del movimento Mattia Santori, a parlare a nome di tutti: «Siamo qui per dire che un'alternativa c'è, che da piccola piazza si può arrivare a una grande piazza e si può addirittura a cambiare il risultato di un'elezione».

L'incontro - dal titolo «Bentornati in mare aperto» - è stato anticipato da laboratori e da musica nella limitrofa Piazzola; sul palco, intorno alle 16, hanno cominciato ad esibirsi cantanti e artisti. Sul palco anche Pif: «Quello che hanno fatto non glielo leva nessuno - ha spiegato - sarei venuto qua comunque. Sono molto emozionato di salire sul palco e forse sarò vittima di un tweet di Salvini». Ma non importa. Il risultato della piazza è già evidente. Chi vincerà alle elezioni in Emilia-Romagna il 26 gennaio? «Ero venuto qui anche per capire questo - ha proseguito Pif -. Se vince la buona politica dovrebbe vincere uno che sa almeno i confini della regione che governa. Se l'onda emotiva prende il sopravvento vince una signora che la gente non conosce, e forse neanche Salvini».

Barca: «Aria freschissima»

A intervenire, sul palco delle Sardine, anche l'economista e politico del Pd, Fabrizio Barca: «Qui si respira un'aria freschissima. Hanno rotto la capsula in cui ci siamo chiusi tutti. Sono emozionato. E' emozionante quello che stanno facendo». Quale potrebbe essere il futuro del movimento? «Quello che stanno facendo, non dobbiamo dargli lezioni, esprimono una cosa che evidentemente già c'era: il Paese stava zitto e adesso parla. Parla bellezza, giustizia sociale. Per ora è una voce, poi troveranno la strada; ognuno lavora in modo diverso, sono convinto che troveremo il modo di lavorare insieme».

Che non si tratti di una manifestazione «contro» la politica lo dice lo stesso Mattia Santori: «Stiamo vicini ai nostri politici, a chi fa un lavoro fatto per bene e cerca in questo marasma di portare un pensiero complesso. Da quel momento abbiamo segnato un crocevia e non siamo un populismo del Cinquestelle della nascita, che poi in qualche modo è cresciuto e maturato».

«Margini di miglioramento»

Perché a Bologna, a due mesi dal battesimo di 6000 Sardine? «Avevamo la possibilità di spendere molti soldi per sponsorizzare post su Facebook, abbiamo deciso di restare nel mondo reale, portare tematiche e allo stesso tempo musica, cultura e divertimento - ha spiegato Santori -. Voleva essere una grande festa. Potevamo andare in una piazza grande il doppio. Ci sono già 45 mila persone. Questo non può che farci piacere ed è l'ennesima dimostrazione che a volte il buon senso, il parlare calmi, il non urlare, il non giocare sporco, può ancora pagare. Non siamo qua per dare lezioni a nessuno o indicare chi votare ma semplicemente per dire che siamo riusciti a fare tutto questo senza un soldo, senza preparazione, partendo da un cucinotto in una casa, vuol dire che c'è tanta speranza e tanto margine di miglioramento».

«Non siamo un partito politico, non andiamo a parlare con un governo o con Conte in quanto gruppo di pressione speciale - ha proseguito Santori - ma in quanto persone che hanno vissuto un'esperienza che ha dell'incredibile soprattutto in un'epoca in cui sembrava che tutto fosse destinato a rimanere carta morta sui social, messaggi, slogan o propaganda. Siamo qui per dire che un'alternativa c'è, che da piccola piazza si può arrivare a una grande piazza e si può addirittura a cambiare il risultato di un'elezione».

«Nuova epoca di democrazia partecipata»

«La nostra speranza - ha concluso il leader delle Sardine - è che queste piazze si traducano in una partecipazione anche elettorale, a una presa di coscienza, perché siamo a un punto di svolta e si capirà se saremo destinati altri decenni di sovranismo e squadrismo digitale o se possiamo aprire a una nuova epoca di democrazia partecipata, di relazioni, di tornare alla persona. C'è tanto da fare a destra sinistra e centro. Ma credo che sarebbe un ottimo segnale di speranza tante persone anche non dell'Emilia-Romagna».