7 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

La «chiamata alle armi» di Nicola Zingaretti: imitiamo i Dem americani, uniti contro le destre

Il Segretario del Partito Democratico: «Noi e M5s? Non siamo subalterni. Adesso la sintesi è sostenere lealmente questo esecutivo»

Nicola Zingaretti, Segretario del Partito Democratico
Nicola Zingaretti, Segretario del Partito Democratico ANSA

ROMA - La lezione del Partito democratico americano? «La capacità di trovare una sintesi contro l'avversario comune. Una cosa che dobbiamo fare anche noi». Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti in una intervista al Corriere della sera dopo due giorni di incontri a New York e a Washington. Zingaretti ha visto Bill Clinton, la Speaker della Camera Nancy Pelosi e ieri, nella nottata italiana, i funzionari del National Security Council alla Casa Bianca.

Uniti contro la destra

«Penso che la peculiarità, il fatto più positivo» del dibattito nel partito democratico americano sia «che la ricchezza delle posizioni alla fine troverà una sintesi in una candidatura unica da opporre a Donald Trump. Credo che questo sia il modello che dovremmo seguire anche in Italia. Va bene discutere, confrontarsi, ma poi ci deve essere la volontà assoluta di presentarsi uniti contro la destra davanti agli elettori. Il Pd si batte per questo obiettivo da sempre. Quando la destra si è mobilitata unita a Piazza San Giovanni, sono stato il primo a dire: adesso anche il nostro campo si deve riorganizzare».

«Adesso la sintesi è sostenere lealmente questo esecutivo, se ci si crede. E contribuire in modo convinto all'attività di governo, perché faccia bene e faccia cose utili. Non possiamo fare finta di non sapere o di non capire davvero che chi fa parte di questa maggioranza verrà giudicato dagli elettori per quello che farà questo governo», spiega Zingaretti.

Noi e M5s non siamo subalterni

Quanto alle parole del sindaco di Milano Beppe Sala secondo cui il Pd sarebbe troppo subalterno a M5s, il segretario Pd dice: «Sala è uno straordinario protagonista della politica italiana. Però non vedo un Partito democratico subalterno a nessuno, basta guardare la manovra. Non aumenta l'Iva, si tagliano le tasse sugli stipendi più bassi, si eliminano i ticket sulla sanità, si introduce l'idea degli asili gratis, ci sono i fondi Imu-Tasi chiesti dai sindaci». Quanto allo Ius culturae, secondo Zingaretti può essere approvato. «Noi faremo di tutto per sostenerlo. L'abolizione dei decreti Salvini fa parte del programma di governo, quindi è all'ordine del giorno».

E sulle prossime elezioni regionali, Zingaretti fa sapere: «Noi costruiremo regione per regione le alleanze più ampie e ricche possibili, partendo dai sindaci e e poi dalle forze politiche. Mi auguro che ci siano tutti, perché dobbiamo combattere contro una coalizione pericolosa, di destra-destra, con un leader di destra».